Valerio Bianchini è stato intervistato da Il Resto del Carlino ed ha parlato del basket, che a suo dire è diventato troppo monotono negli ultimi anni:

Su quando si sia disamorato del basket ed i motivi: “Da quando questo basket mi annoia, trovo più competitivo il volley. E’ stata l’invenzione del tiro da tre punti, i giocatori non hanno pensato più a migliorare la tecnica, la Nba ha dato il cattivo esempio e noi, come al solito, l’abbiamo imitata nel modo peggiore”.

Sul mercato sempre aperto: “Guardi, io non vivo di ricordi, degli errori e delle cose buone che ho combinato, faccio più cose oggi di quando allenavo… mi fa impazzire il mercato folle con lo scambio di giocatori tutto l’anno, per esempio con Milano che quest’anno cambia sette giocatori e dunque deve ricominciare tutto da capo nella costruzione della squadra. Questo basket di oggi totalmente nelle mani del mercato. Il modo di attaccare non è più nelle mani dell’allenatore, forse la difesa ancora sì, ma ormai sono dei funzionari”.

Un confronto con il basket degli anni sessanta: “Negli anni Sessanta c’era una serie di allenatori di grande personalità e potevi godere della loro inventiva, c’era già il Simmenthal Milano che comandava, ma c’erano un sacco di allenatori intelligenti che lavoravano sul proprio. Ora si creano elementi che sono contrari ad uno sviluppo classico del gioco. Siamo tornati alla mezza ruota in attacco, ad un uso anomalo del pick and roll, col play che si limita a dar via la palla, con un gran rigiro per poi finire con un tiro da tre dall’angolo. Mi dica lei se questo è basket”.