Dopo la Final Eight di Coppa Italia, vinta da Milano, e le due vittorie della Nazionale contro la Gran Bretagna, riparte il campionato con la 21 ͣ giornata. Tre anticipi stasera, tre partite domani e il derby tra Milano e Cantù lunedì sera per concludere la giornata. Si riparte con la Virtus prima che, visto il turno di riposo di Brescia, può allungare il distacco. Dovrà però vedersela, 48 ore dopo la sconfitta a Madrid, sempre in trasferta con Napoli che, rispetto alla Coppa Italia, ha cambiato alcuni giocatori ed è pronta all’assalto ai playoff. A Treviso andrà in scena il derby veneto con Venezia, un match molto delicato per la squadra di Marcelo Nicola, ora distante 4 punti da Cantù.
Nell’avvicinarci a questa giornata, noi di BM abbiamo fatto una chiacchierata con Pierluigi Marzorati. Bandiera di Cantù con oltre vent’anni di carriera sempre con la stessa maglia. 2 Scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 4 Coppe Korac, 4 Coppe delle Coppe, 2 Coppe Intercontinentali; e con la Nazionale 1 Europeo e 3 terzi posti, nonché la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Mosca nel 1980. Hall of famer della nostra pallacanestro e della FIBA. Insieme a lui abbiamo affrontato alcuni argomenti del campionato tra cui i giovani, il gioco attuale, la Nazionale e la situazione attuale di Cantù.
Partiamo dai giovani nel nostro campionato. Quest’anno ce ne sono alcuni che si stanno facendo notare, c’è qualcuno in particolare che la incuriosisce?
Sicuramente l’approdo di Ferrari alla Virtus. Non sono molto d’accordo su questo trasferimento, perché le squadre che hanno più possibilità economiche si accaparrano i migliori giovani che ancora sono pochi. Questo va un po’ a discapito del processo di maturazione perché di solito quando un giocatore giovane va in una grande squadra passa da 30-35 minuti a zero o pochi minuti giocati. Si allena con giocatori più bravi e quindi può imparare tanto, ma secondo me gli allenamenti non sono sufficienti. Si migliora confrontandosi con l’obiettivo della squadra, con la voglia e la cattiveria di arrivare al risultato. Per i giovani, io continuerei a dare merito al risultato che ha fatto l’Under 20 all’Europeo. Lo sta tenendo in considerazione Luca Banchi che con i raduni sta valutando il potenziale di questi ragazzi, ed è un incentivo importante per i giovani.
Molti giovani sono attratti dalla possibilità di andare in un college americano. Lei come la vede questa situazione?
Io sono favorevole a questa scelta. Il basket è uno sport che viene scelto. Ogni ragazzo nel proprio percorso incontra persone e situazioni che lo motivano, e per fare sport le motivazioni non possono mancare. Come mi disse il Coach Bianchini divertendosi nel giocare a basket, la fatica si sente di meno e si è in grado di andare oltre ad essa per migliorare. Un aspetto importante è che la scelta venga fatta dal giocatore con la propria testa e non da un procuratore che spera di guadagnarci.
Se lei alla sua epoca avesse avuto la possibilità cosa avrebbe scelto?
Sicuramente mi avrebbe entusiasmato e sarei andato, se mi avessero chiamato. Per migliorare non bisogna per forza andare in NCAA, però si ha un’opportunità maggiore, dal punto di vista tecnico, di interazione con gli altri ragazzi e di esperienza. Il college americano è molto più organizzato rispetto all’università italiana. Io ho fatto l’università al Politecnico, senza mai giocare per la mia università, ed ero già in Nazionale. L’esperienza in un college a prescindere che poi uno vada a giocare nella NBA, o torni in Italia, è un’esperienza di vita molto importante.
Come vede invece il campionato italiano di oggi?
Quest’anno purtroppo dobbiamo parlare del caso Trapani, ovvero una grande sconfitta per la pallacanestro italiana. Di queste situazioni a rischio, magari nelle altre serie potrebbero essercene altre, per cui sicuramente una riflessione va fatta sugli investimenti e il ritorno di essi, che nel basket sono inferiori oggi rispetto ad altri sport. Troppe discipline ci hanno superato rispetto a qualche decennio fa quando il basket era il secondo sport in Italia. Oggi parlando con alcune aziende la domanda più comune che mi viene fatta è su che ritorno ci può essere nell’investire nel basket. Bisogna avere un movimento sano in grado di attrarre di più, anche perché poi in Europa facciamo fatica. Menomale che ci sono due benefattori come Zanetti e il gruppo Armani, che nonostante le difficoltà ci credono ancora. Va sottolineato anche l’impegno delle altre società.
Nella pallacanestro il mercato è aperto tutto l’anno, cosa ne pensa?
Il problema di tutti questi trasferimenti è che è difficile fare una squadra in pochi mesi. Quando ho esordito, la prima coppa l’ho vinta dopo quattro anni con lo stesso nucleo di giocatori, ma anche con la nazionale. Prima di vincere avevamo fatto un percorso di qualche anno per trovare il nucleo in cui inserire altri giocatori importanti. Di questi tempi forse l’esempio più bello è Brescia che ha tenuto un nucleo per cui esprime anche un gioco molto bello e rodato con gli stessi giocatori per diversi anni.
Secondo lei qual è la differenza tra l’andamento delle squadre italiane in Eurolega di adesso, rispetto agli anni in cui giocava dove Cantù, Milano, Varese erano sempre tra le protagoniste?
Aggiungo anche Pesaro, Roma e Bologna. Il problema è che gli altri hanno investito sui giovani, noi invece no. Noi non abbiamo saputo interpretare la sentenza Bosman in un modo opportuno. Ma in generale la struttura italiana, soprattutto legata ai procuratori, è un po’ orientata a guadagnare subito e non a seminare. Andiamo subito a raccogliere per interessi economici, invece che avere la pazienza per fargli crescere e migliorare. I giocatori che vogliono diventare professionisti devono farlo anche per appartenere al movimento cestistico.
A livello tecnico come vede lo stato attuale del gioco?.
Ci sono troppi tiri da tre, per cui sicuramente bisognerebbe allontanare la linea da tre punti. Oltre a questo il pick and roll, è l’unica cosa che si fa, e denota una certa mancanza di preparazione. Credo ci siano alcuni bravi allenatori, ma tanti altri non troppo preparati. Bisogna vincere per saper vincere, ma vincere con delle idee, con delle novità. Non vedo due personaggi che hanno, dal punto di vista pratico, incrementato la tecnica e la comunicazione come il duo Bianchini-Peterson. Non vedo questa grande scuola tecnica che crea dualismi anche tra allenatori. C’è sempre stato il dualismo nello sport, e questo accende anche l’interesse verso una determinata disciplina. Non vedo questo dualismo tra allenatori italiani in questo momento.
Come vede il campionato e il cammino europeo di Virtus e Milano?
In Italia sono ancora due punti di riferimento. La Virtus ha avuto recentemente qualche problema di infortuni, il cambio di allenatore a Milano sicuramente ha provocato qualche problema. Al termine dell’impegno di Eurolega comunque vada, credo che loro vadano a beneficiare dal fatto di essere allenati a giocare ogni due o tre giorni. Quindi a mio parere tornerà fuori un vantaggio perché i roster di queste due squadre sono letteralmente superiori. Io credo che Milano sia la candidata numero uno allo scudetto, anche in relazione agli investimenti.
Nelle ultime settimane Milano ha avuto il problema del playmaker con Lorenzo Brown che anche per scelta dello stesso Poeta è stato messo fuori dal progetto tecnico.
Milano, parlando di progetto tecnico, ha un’abbondanza di giocatori, infortuni a parte, per cui ogni volta deve scegliere quelli che sono in miglior condizione. Spesso qualche giovane italiano viene sacrificato. Flaccadori è un giocatore che a me piace tantissimo, e in altre squadre giocherebbe e renderebbe molto di più.
Per quanto riguarda la Nazionale come vede il progetto di Banchi?
Il progetto è decisamente positivo, non solo per i primi risultati, ma anche per l’aria che si respira. Frequentando i tifosi di Cantù, girando per la città, nei bar, credo che ci sia un atteggiamento diverso di grande fiducia. Non dobbiamo addossargli più responsabilità di quelle che ha, però credo che sia la persona giusta, nel momento giusto, per fare bene.
A Cantù c’è stato il cambio in panchina con De Raffaele al posto di Brienza. Cos’è cambiato ora?
Sicuramente i risultati, ma non solo i risultati, anche il gioco è leggermente cambiato. Se non altro perché De Raffaele è uno che ha vinto due scudetti, ha giocato diverse finali per cui sa come si vince. Nel suo modo di gestire la squadra, credo che alcuni giocatori abbiano ripreso fiducia nel collettivo. Probabilmente era anche un aspetto psicologico Adesso deve tenersi distante da Treviso e provare a risalire un pò la classifica.
Un suo parere su Bortolani e Basile?
Bortolani può essere utile da nazionale, deve lavorare un po’ di più in difesa, perché in attacco non gli si può dire niente. Lui è uno che ha leadership offensiva, che sa prendersi le responsabilità e a Banchi potrebbe servire. per quanto riguarda Basile, l’anno scorso ha fatto vedere il suo valore. Ha un grande potenziale in termini di dinamicità e tiro. Non so se diventerà un campione in assoluto, ma in questo momento è un giocatore che ha bisogno di fiducia, di autostima e di essere aiutato. Con De Raffaele sta avvicinandosi al Basile dell’anno scorso e questo credo che faccia ben sperare sia per lui che per la squadra.
Cosa ricorda delle sue sfide storiche contro l’Olimpia Milano, avversaria in questa giornata di Cantù?
Per noi Milano è sempre stata un punto di riferimento anche dal punto di vista mediatico, quindi grande rispetto. Oggi ha un roster decisamente più forte però le partite bisogna poi giocarle quindi rispetto assoluto. Per Cantù non è quella partita lì che deve andare a vincere però se ci riesce magari come ha fatto Varese non sarebbe male.
Oggi di cosa si occupa?
Mi piace fare il lavoro di ingegnere. Con mio figlio, che è architetto, ci occupiamo di impiantistica sportiva, soprattutto di efficientamento energetico. Noi ci occupiamo di energie rinnovabili, quindi il lavoro non manca e porta grandi soddisfazioni. Io ho avuto tanto dal basket, dallo sport, credo che un dovere sia quello di cercare di trasferire l’entusiasmo e i valori dello sport ai giovani. Quindi il mio impegno è soprattutto per dar motivazioni, stimoli e entusiasmo a chi si avvicina allo sport come scuola di vita. Per me lo sport aiuta a dare serenità, che credo ci sia la cosa più importante per sbagliare di meno perché io nella vita non faccio mai le cose giuste cerco sempre di sbagliare di meno e lo sport sicuramente è di grande aiuto.
Quali sono le partite più interessanti di questa giornata?
Mi ispira molto Treviso-Venezia perché credo che per Treviso sia l’ultima possibilità per tentare di salvarsi. Treviso, senza bisogno di ricordare i Benetton, credo che sia una piazza importante, ed è una società che secondo me deve tornare ai vertici del basket.
21 ͣ GIORNATA
Sabato 7: Trento-Sassari (19.30, LBA TV e Sky Sport Basket)
Reggio Emilia-Trieste (20.00, LBA TV)
Napoli-Bologna (20.30, LBA TV)
Domenica 8: Treviso-Venezia (17.00, LBA TV)
Udine-Varese (17.30, LBA TV)
Tortona-Cremona (18.00, LBA TV)
Lunedì 9: Milano-Cantù (20.00, LBA TV e Sky Sport Basket)
Edoardo Tamba
foto: Pierluigi Marzorati (Ciamillo-Castoria)