LIMASSOL – Nella giornata di ieri, dal ritiro azzurro a Limassol, i due nuovi perni della nazionale italiana Momo Diouf e Saliou Niang hanno parlato alla stampa.
Queste le parole di Saliou Niang:
Il rapporto con Diouf. “Io e Momo non ci conosciamo da molto, ma abbiamo legato subito. A Bologna poi l’amicizia crescerà, ma il rapporta è nato qui in Nazionale”
L’importanza delle origini. “Partire dal basso aiuta perché ti fa capire cosa vuol dire lavorare duro, guadagnarsi qualsiasi cosa e poi ottenere certi risultati”.
C’era altro oltre al basket nel passato del giovane Niang? “Ho giocato due anni a calcio, ero un centrocampista. Non ero nemmeno male. Tifo per la Juventus”.
Si può sognare in grande. “Si, noi dobbiamo solo continuare a lavorare e pensare partita dopo partita. Poi quello che verrà lo scopriremo nel cammino. Dobbiamo dare il massimo sicuramente per toglierci delle soddisfazioni”.
La piaga del razzismo. “Sentire certi commenti nel 2025 è assurdo. Purtroppo gente così esiste e devo dire che ho apprezzato il messaggio che ha lanciato David Torresani dopo l’europeo under20. Secondo me ha fatto la cosa migliore: prendere le provocazioni e trasformarle in energia. Alla fine ha vinto lui e basta”.
Il Poz. “È un coach che mi sta aiutando molto, soprattutto dal punto di vista umano. Sul campo mi sta dando fiducia. I suoi tecnici? Ogni tanto servono anche quelli”.
Rispetto alla scavigliata (caviglia destra n.d.r.) contro la Spagna. “Pericolo non scampato. Sicuro non giocherò contro Cipro ma farò di tutto per recuperare per gli ottavi”.
Le parole di Scariolo (“Niang e Diouf sono stato dominati come i nostri lunghi di 10 anni fa”) nel post gara. “È bello sentirsi dire queste cose. Dal mio punto di vista continuerò a fare il mio per cercare di dare fastidio alle squadre che affronto”.
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Niang, foto Ciamillo-Castoria