LIMASSOL – Questa mattina, dopo il successo di ieri contro la Bosnia, ha parlato alla stampa italiana presente a Limassol, Darius Thompson.
Queste le sue parole:
“Il mio inserimento nel team migliora di giorno in giorno. Cerco di comprendere sempre meglio le dinamiche di squadra e le abilità dei miei compagni. È un processo quotidiano.
Per ora mi sto vivendo una bella esperienza e mi trovo molto bene con tutti i membri, dai compagni di squadra allo staff. Mi hanno fatto tutti sentire parte di una famiglia, a partire dal primo giorno in cui sono arrivato al raduno. Mi sembra proprio un gruppo di grandi persone”
Cosa si aspetta? “Mi aspetto di fare sempre meglio ogni giorno. Parte del gruppo squadra è collaudato da anni e non è mai facile inserire e accogliere un nuovo membro del team che è reputato da tutti un pezzo importante. Ma i ragazzi mi hanno fatto sentire bene sin da subito. Sono molto carini, quando parlano in italiano tra di loro si assicurano che io abbia capito e in caso me lo ripeto. Ma per fortuna io capisco bene l’italiano”.
L’importanza di vestire l’azzurro “È incredibile, ho famiglia e amici a Brindisi. Quando hanno scoperto che ero parte della spedizione italiana mi hanno riempito di elogi e complimenti.
Per me quindi è un’esperienza fantastica rappresentare l’Italia”.
Le capacità di adattamento ai diversi ruoli. “Mi riesco ad adattare alle varie situazioni, certe volte gioco da playmaker altre volte in guardia. Mi piace passare la palla, ma certe volte anche prendermi dei tiri quindi provo ad adattare il mio gioco a ciò che la squadra necessita”.
Domani contro la Spagna di alcuni suoi futuri compagni. “Sarà un’esperienza un po’ strana perché alcuni dei ragazzi che saranno miei compagni di squadra dalla prossima stagione, domani li troverò come avversari. Ma ad ogni modo sarà una partita come tutte le altre, sappiamo l’avversaria che affrontiamo e la rispettiamo. La Spagna è una squadra con un alto QI cestistico e giocano bene insieme. Sarà un match interessante domani”.
L’obiettivo. “Il nostro obiettivo deve essere quello di migliorare e crescere come squadra giorno dopo giorno. La cosa più importante è rimanere compatti. Lo abbiamo fatto, anche nei momenti di difficoltà in questi giorni quando siamo andati in svantaggio. La nostra forza deve essere il gruppo e deve continuare così, continuare ad incoraggiarci l’uno con gli altri. La componente principale di un gruppo forte è l’unione”.
Come si è preparato all’approdo in azzurro. “Ho iniziato a seguire le vicende dell’Italbasket sin dai miei anni a Brindisi perché alcuni miei compagni ci giocavano durante le finestre. Sono un appassionato di basket e ho sempre guardato il basket italiano, ma in particolare mi focalizzavo su loro e quindi sulla nazionale italiana. Mi sono sempre trovato bene con loro e loro con me, mi hanno sempre fatto sentire parte del gruppo e benvoluto. E con loro sono cresciuto e ho imparato a giocare con loro e le loro caratteristiche”.
La nazionale vissuta da giocatore di Eurolega. “In nazionale è sempre tutto un po’ diverso. Ognuno ha le proprie caratteristiche, magari in un club ha un grande impatto, quando arriva in nazionale vive un’altra esperienza. Quindi ognuno fa la sua parte cercando di aiutarci l’un con l’altro affinché le cose si semplifichino”.
Si sente più un veterano o un giovane? “In realtà sono nel mezzo. Ancora non mi considero un veterano, ma nemmeno un giovane. Sicuramente mi metto a disposizione con consigli e aiuto quelli con meno esperienza perché sono un patrimonio e dovranno trascinare la nazionale in futuro.
Mi piacerebbe un giorno in futuro vederli cresciuti e dire: “io li ho aiutati”. I nostri hanno tanto talento e con un futuro brillante davanti”.