Parte con il piede sbagliato l’avventura europea della Dolomiti Energia Trentino in questa stagione. Contro i campioni tedeschi del Ratiopharm Ulm, una delle principali contender dell’Eurocup, gli uomini di Galbiati lottano per trenta minuti prima di cedere agli avversari nel quarto finale. Fatali le tante, troppe palle perse (24) e la sofferenza a rimbalzo (18 gli extrapossessi lasciati agli avversari).

LA CRONACA

Partono fortissimo i tedeschi con un 8-0 di parziale immediato. Reazione trentina con due triple di Alviti, Ellis pareggia a quota 10 e Udom firma il primo vantaggio ospite di serata: risponde Essengue ma da oltre l’arco realizza anche Hubb e così la Dolomiti Energia chiude davanti la prima frazione sul 16-18.

Prosegue il tira e molla in apertura di secondo periodo con Trento che resta davanti grazie a Hubb e Alviti mentre Ulm rimane in scia con De Paula e Figueroa, l’ultimo minuto prima dell’intervallo è tutto dei tedeschi: tripla di Essengue, altro canestro di De Paula, che poi si procura anche un viaggio in lunetta e fa 1/2: il tabellone recita 42-38 a metà gara.

Stavolta è Trento che deve inseguire e al rientro dagli spogliatoi sale di colpi un Biligha sottotono nel primo tempo. Nuova parità a quota 45, Williams e Jallow confezionano per Ulm un nuovo parziale di 7-0 prontamente uguagliato da Baldwin e Alviti. Ancora una volta però i padroni di casa sono più lucidi nel finale con i canestri di Dadiet e Mathias, e alla terza sirena il distacco fra le due squadre è leggermente più ampio, sul 60-54.

Sono sempre Baldwin e Alviti a tenere “vivi” i bianconeri, Ulm però dimostra tutta la sua solidità e costruisce pian piano l’allungo decisivo. Sul 66-62 altra tripla pesante di Dadiet, poi un viaggio in lunetta di Figueroa: l’attacco trentino si blocca per quasi tre minuti prima del 2/2 di Grazulis, a cui prontamente risponde Mathias che pochi scambi dopo spara la tripla che chiude i giochi sul primo vantaggio in doppia cifra della serata (+11). Termina 80-70.

 

Qui i tabellini

Nell’immagine Davide Alviti e Paolo Galbiati, foto Ciamillo-Castoria

Di Massimo Furlani