Può esserci evento più difficile da commentare del processo a Yulia Tymoshenko, la leader dell’opposizione ucraina nel periodo precedente alla guerra con la Russia? Questa è una domanda che il sottoscritto (che quel processo lo ha seguito tutto) si è posto a seguito della seconda giornata di Eurobasket a Katowice, caratterizzata da tensioni di ogni tipo dentro e fuori dal campo.
La politica, che non dovrebbe mai avere a che fare con lo sport, purtroppo è intervenuta a mani basse, e non sarebbe potuto essere diversamente quando a partecipare alla manifestazione è la nazionale di un paese in stato di guerra come Israele.
Israeliani contestati
“Perché la Russia è esclusa ed Israele no” si è sentito commentare tra i supporter polacchi che hanno fischiato l’inno israeliano prima, per poi accanirsi contro giocatori e tifosi dello stato ebraico, a loro volta protagonisti di comportamenti offensivi, che hanno aggiunto benzina su un fuoco che si era già avvertito prima dell’incontro.
Due manifestazioni, una apartitica ed una di destra, hanno infatti criticato l’intervento militare di Israele nella Striscia di Gaza dinnanzi al palasport prima della partita, durante la quale i gruppi ultras della Polonia, ossia le tifoserie di Włocławek, Inowrocław, Starogard e Zielona Góra, hanno mostrato bandiere della Palestina.
Una posizione coraggiosa
Per i polacchi, ci è voluto del coraggio ad esporre il vessillo di un paese, l’entità palestinese, politicamente vicino alla Russia, verso la quale la Polonia, per usare un eufemismo, non ha proprio un rapporto di serena collaborazione ed amicizia.
Tuttavia, tanto è per misurare il grado di ebollizione di un incontro davvero difficile da commentare. Concentrarsi sullo sport quando nel mondo accadono eventi a dir poco sconcertanti è non solo difficile, ma anche riduttivo di un lavoro, quello del giornalista, che l’informazione dovrebbe darla il più possibile a 360 gradi, sempre e comunque.
Il gesto di Francisco
La tensione si è misurata notevolmente anche alla fine della partita tra Francia e Slovenia, quando a punteggio oramai deciso Sylvain Francisco, dopo avere dato il cinque a Luka Dončić, ha la bella idea di appoggiare a canestro, scatenando l’ira, comprensibilissima, dei giocatori sloveni.
Commentare tale gesto sarebbe superfluo se non fosse che per via della bravata l’ex giocatore dello Žalgiris Kaunas ha de facto offuscato una preparazione da assoluto protagonista, soprattutto sul piano difensivo. Del talento il francese ce lo avrà anche, ma a mancare è sicuramente un po’ di testa e di savoir faire, per dirla alla francese.
BM EUROBASKET TIME / LA FRANCIA RESTA PRIMA E INGUAIA LA SLOVENIA – DI MATTEO CAZZULANI
Olejniczak carico per Tortona
Venendo al basket giocato, la notizia è la seconda vittoria di una Polonia che ha imposto un incontro difensivo ad una squadra, Israele, tradizionalmente votata all’attacco. Per coach Igor Miličić, ciò è avvenuto a sole quarantotto ore da un successo sulla Slovenia costruito invece sull’attacco.
“Sto avendo minuti importanti. Giocare per la nazionale mi sta dando una carica enorme per affrontare la prossima stagione con la maglia di Tortona” ci ha spiegato in esclusiva Dominik Olejniczak, neoacquisto della Derthona ed uno tra i protagonisti di una partita decisa da un tap-in di Jordan Loyd e da un rimbalzo decisivo di Michał Sokołowski.
La Croazia non c’è ma vince
“Vogliamo giocare cinque contro cinque, e certamente oggi la nostra strategia si è appoggiata sulla difesa” ha commentato ai nostri microfoni a fine partita coach Igor Miličić, che ha permesso alla pallacanestro della Croazia, grande assente ad Eurobasket, di sorridere per ben due volte.
Prima della Polonia, a vincere è stato anche lo zaratino Dario Gjergja, che a margine del successo sull’Islanda che tiene il Belgio in corsa per la fase eliminatoria ha sottolineato, ai nostri microfoni in esclusiva, come la rappresentativa belga, con testa ed intensità difensiva, possa giocarsela con tutti nel girone.
“Per Zara solo amore”
Prima dell’intervista, Gjergja è stato colto da un palese sussulto di gioia in sala stampa nel constatare il logo dello Zadar sulla polo dell’inviato a Katowice di ‘Basket Magazine’. “Per Zara solo grande amore, proprio come il suo” è stato il commento del coach del Belgio.
Spiegare qui cosa significa essere tifosi zaratini manderebbe il pezzo fuori tema. Per approfondire, si prega di seguire la nostra copertura esclusiva di Lega ABA e Premijer Liga, oltre, ce lo si permetta, di acquistare ‘Basket Adriatico’, il libro sulla pallacanestro ex jugoslava di ieri, oggi e domani.
I risultati e la classifica del gruppo D
Matteo Cazzulani
Nella foto: Mateusz Ponitka della Polonia in festa. Credits: FIBA