LIMASSOL – Il 78-62 che l’Italbasket ha rifilato alla Georgia nel secondo match di EuroBasket è stato puro ossigeno dopo il ko all’esordio con la Grecia.
Una partita vinta di carattere e con la spinta della cosiddetta “next gen”. Le nuove leve che fanno bella la Nazionale e la trascinano ad una vittoria che in ottica proseguo della competizione può far ben sperare.
L’MVP della gara è stato Saliou Niang, ma anche Momo Diouf ci ha messo un importante zampino.
Il primo ha chiuso con 15 punti, top scorer, frutto di un bel 4/6 dal campo (2/3 da due, 2/3 da tre e 5/7 dalla lunetta), a questi ha aggiunto un rimbalzo per 12 di valutazione. E curiosa nota statistica: è il primo italiano under22 a segnare almeno 10 punti in due partite di fila di un EuroBasket dopo Alessandro Gentile nel 2013. Protagonista principale nei momenti chiave e nell’allungo decisivo del quarto quarto. Ha fatto malissimo alla Georgia con i suoi noti mezzi atletici e fisici, ma ha saputo colpire con precisione anche con il tiro oltre l’arco. Non certo la sua specialità, ma come lui stesso ci ha fatto sapere nelle interviste post gara, in estate ci ha lavorato molto. In buona parte nella sua esperienza in Summer League con i Cleveland Cavaliers che l’hanno scelto al Draft alla numero 58 e poi anche in Nazionale con lo “specialista” Riccardo Fois.
Il classe 2004 è chiaro che se riesce ad affinare la tecnica al tiro, abbinata all’esplosività che ha può diventare un giocatore davvero formidabile.
Non ci siamo dimenticati ovviamente di Momo Diouf. L’altro uomo chiave del successo azzurro sulla Georgia. Il centro del 2001 dopo una prestazione di alti e bassi contro la Grecia, in cui ha giocato solamente 8 minuti, contro la formazione di coach Dzikic si è ripreso alla grande.
Per lui 13 punti con 3/4 da due e dal campo. A questo bottino ci ha aggiunto 5 rimbalzi e un recupero per un bel 15 di valutazione.
Le potenzialità del centro della Virtus Bologna e della Nazionale le sappiamo tutte e stanno sbocciando negli ultimi mesi in cui è cresciuto anche dal punto di vista della personalità sotto la guida di Luca Banchi e Dusko Ivanovic nel club, e ora in estate di Gianmarco Pozzecco.
Contro la Georgia il compito non era certo facile, ma lui l’ha svolto alla grande riuscendo anche imporsi. Ha sfidato a viso aperto i big man avversari, in particolare Goga Bitadze. Ma anche l’esperto Giorgi Shermadini ed il suo maestro Tornike Shengelia con cui ha vinto l’ultimo scudetto e in allenamento ne ha colto tutti i segreti tecnici: i movimenti in post basso e anche in un contro uno.
Saliou Niang e Momo Diouf dunque, i nuovi volti dell’Italbasket di oggi e di domani. Un 2004, il primo, un 2001, il secondo, con stesse origini e provenienza. Entrambi nati in Senegal, a Dakar, poi venuti in Italia per motivi economici. Niang inizialmente a Lecco poi a Bologna dove ha mosso i primi passi alla Fortitudo.
Anche Diouf è emiliano di adozione, però trapiantato a Sant’Ilario, in provincia di Reggio Emilia.
Sono il nuovo che avanza, il futuro del basket italiano che ci fa ben sperare. E tra qualche settimana si ritroveranno a Bologna dove faranno le fortune della Virtus, club che ha deciso di puntare molto forte su di loro.
Margini di crescita ce ne sono ancora tantissimi, ma intanto ci godiamo questi ragazzi che sono in ascesa!
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Niang e Diouf, foto Ciamillo-Castoria