Premessa, notata anche in giro spulciando i social: 5 partite su 9 hanno avuto poca storia, distacchi dai 20 punti in su e sbadiglio pronto. Alla fine è un risultato prevedibile, infausto ma preventivabile in una stagione in cui si continua ad intasare il calendario d’impegni da ambo le parti.
Con la scusa pronta del “ma i giocatori vengono lautamente pagati”.
Il fatto che i giocatori vengano pagati determinate cifre, andrebbe ricordato, non li rende i giocattoli di chi paga, nè gli strumenti per affermare il loro potere.
Talvolta si pensa che pagarli autorizzi anche ad obbligarli a ballare per il sollazzo del padrone, non è così, per fortuna. E sarebbe meglio essere consapevoli di ciò.
Fatta questa premessa, abbiamo di nuovo la calca in testa alla classifica.
Il primo posto, però, spetta al Real Madrid che deve recuperare una partita (quella non disputatasi per la tragedia che ha colpito la Turchia) ma nel frattempo gioca al gatto col topo con una Villeurbanne che registra anche le voci di un possibile disimpegno dalle quote di Tony Parker. La vittoria, figlia soprattutto di un Causeur che invecchia come il vino, arriva nonostante un secondo tempo abbastanza scialbo.
Ma non finisce qui: secondo fonti spagnole, sarebbero proprio i blancos ad aver fatto il primo passo nella corsa a Xavi Pascual su cui c’è anche l’interesse del Barça che vedrebbe nel suo ritorno il prossimo capitolo dopo l’era Jasikevicius (salvo che questi alzi al cielo l’Eurolega di quest’anno). Per adesso, l’unica offerta giunta al tecnico in forza allo Zenit sarebbe proprio quella del Real.
L’altra pretendente, dal suo canto, regola senza troppi patemi d’animo la pratica Zalgiris con un Mirotic formato extralusso da 28 punti a referto. Gara decisa nei due periodi centrali in cui i blaugrana sfondano il ventello di vantaggio.
Ma la cosa che sorprende è come, ancora una volta, Jasikevicius stia riuscendo nell’impresa di isolare il suo gruppo dalle vicissitudini che sta affrontando il club, travolto dal caso Negreira ed ancora alle prese con equilibrismi economici per superare il periodo di spese pazze degli ultimi anni.
Chiudiamo il percorso in terra spagnola con il derby tra Baskonia e Valencia. Gara senza storia, stradominata dagli uomini di Peñarroya e dall’ex Cremona Daulton Hommes e finita con un pesantissimo -39 per i taronja.
Che non passeranno giorni tranquilli. Il time out di Alex Mumbrù è di quelli che farebbero ingoiare la lingua anche ad un logorroico. “Che c…. fate? Avete un minuto, altrimenti tutti in panchina!”.
Da registrare anche la doppia doppia di Darius Thompson, 15 punti ed 11 assist per lui.
La gara si è giocata a Monaco, altrimenti dalle casse del Pioniir sarebbe partita l’inconfondibile voce di Freddie Mercury ad intonare ‘I want to break free’ per salutare il ritorno in Eurolega di Facu Campazzo. L’argentino, reduce dall’eliminazione storica della sua nazionale dai Mondiali, con tanto di faccia messa davanti a tutti (e sappiamo come sanno essere pungenti i media del posto), scrive 16 punti, ma non bastano contro la premiata ditta Winston-Lucic, 20 a testa. Trinchieri fa bottino pieno.
È alla fine che si vede il cavallo migliore, Zele Obradovic lo sa e si gode un Partizan lanciato in zona playoff che strapazza l’Alba Berlino nel terzo quarto con un parziale di 35-9. Gli uomini di Israel González (Procida 8 punti in 19’) fanno il possibile nel primo tempo ma non hanno scampo nella ripresa.
Non deve ingannare il risultato finale: il Monaco fatica più del previsto per aver ragione del Maccabi che crolla soltanto nel quarto periodo (28-8 il parziale) grazie soprattutto a Jordan Loyd, autore di 15 segnature, ma più in generale con una gara corale, seppur nell’incostanza.
Per Kattash bene il solo Bonzie Colson, 16 per lui.
Fa festa anche Ataman. Il sacco di Oaka arriva grazie ai 24 punti per 32 di valutazione di Clyburn e nonostante la pesante assenza di Micic. Il Panathinaikos resta in partita ancorato a Grigonis (23 per lui) ma il tentativo di rimonta non si concretizza. Efes di nuovo in zona playoff e con una partita in meno.
Se Atene piange, il Pireo non ride, anzi.
La miglior Olimpia di stagione travolge Vezenkov e compagni che affondano nella ripresa sotto i colpi di uno straripante Billy Baron da 18 punti e quasi perfetto dal campo (6/8, 4/6 da 3). Dato interessante sono i 20 assist di squadra degli uomini di Messina. Una rondine, dal punto di vista del gioco, non può fare primavera, ma almeno si è vista una risposta ad un pubblico che non è mai mancato al Forum.
Disastrosa, invece, la spedizione turca della Virtus. Il Fener la doppia 58-29 all’intervallo lungo, poi gestisce dando anche più di 10’ al rientrante Bjelica, alla prima assoluta dopo mesi di calvario. Divorata sotto le plance, con due rimbalzi in totale raccolti dai due centri, la Vu Nera può solo tenersi uno spunto d’orgoglio di Belinelli; la realtà dice che la differenza di valutazione è stata 139-67, Virtus più che doppiata. Una debácle. E Dorsey non ha ancora esordito…
L’MVP DI BM: Nemanja Bjelica (Fenerbahçe)
Non per la prestazione ma per la gioia di rivederlo in campo. Quando i medici dicono “tendine d’Achille” un cestista s’irrigidisce ed ha ragione. Una lesione dell’articolazione ha già significato più d’una volta la fine di una carriera.
Il serbo doveva essere il grande colpo dell’estate di Itoudis, il coach ellenico l’ha atteso. L’Ulker Sports Hall l’ha atteso e l’ha applaudito al suo rientro.
Bentornato.
IL QUINTETTO DI BM
PM: Darius Thompson (Baskonia), 15 pt ed 11 ass vs Valencia
G: Billy Baron (Olimpia Milano), 18 pt, 5 ass e 6/8 FG vs Olympiacos
A: Will Clyburn (Anadolu Efes), 24 pt e 7 rb per 32 val @ Panathinaikos
AG: Nikola Mirotic (Barcellona), 28 pt vs Zalgiris
C: Donta Hall (Monaco), 12 pt, 10 rb, 100% FG vs Maccabi
LA TOP FIVE DI BM
Darius Thompson (Baskonia)
Nikola Mirotic (Barcellona)
Daulton Hommes (Baskonia), 24p e 6rb vs Valencia
Will Clyburn (Anadolu Efes)
Billy Baron (Olimpia Milano)
Elio De Falco