Il cuore e la testa come motore per ripartire dopo un avvio di stagione deludente è a quanto pare la scelta della Stella Rossa, che dopo due sconfitte nelle prime due partite di Eurolega ed un passo falso in Lega adriatica davanti al proprio pubblico ha deciso di esonerare Ioannis Sfairopoulos.

Oltre alle ‘sole’ sconfitte, maturate con Olimpia Milano e Zadar in casa e con il Bayern in trasferta, a pesare nel bilancio di coach Sfairopoulos è un roster che non ha saputo trovare una propria identità.

Senza identità

Una rosa rafforzata durante la sessione estiva di mercato con gli acquisti di Chima Moneke, Jordan Nwora, Semi Ojeleye, Tyson Carter, Devonte Graham e Jasiel Rivero non ha infatti attuato sul campo quella aggressività difensiva sulla quale l’allenatore greco intendeva puntare per raggiungere gli obiettivi stagionali.

Ad oggi, i playoff di Eurolega ed il titolo di Lega adriatica appaiono infatti ben lontani per la Stella Rossa, almeno con un roster che, nella sua costruzione, non ha tenuto conto della tradizione cestistica locale, facendo troppo affidamento a giocatori che col basket ‘slavo’ sono poco compatibili.

Problema alla guida

Al netto dei giocatori, il problema sembra essere tuttavia legato alla guida tecnica, dato che nelle ultime venti partite che la Stella Rossa ha disputato tra Eurolega e Lega adriatica, sia nella scorsa stagione che in quella appena iniziata, Belgrado ne ha vinte solo sette.

Sulla base di questi dati, dunque, non sorprende che la dirigenza biancorossa abbia optato per un cambio, andando subito a bussare alla porta di due continuatori della scuola cestistica ex jugoslava fortemente legati al club, come Dejan Radonjić e Saša Obradović.

Il coach più vincente

Vincitore di cinque dei sette titoli di Lega adriatica conseguiti dalla Stella Rossa, Radonjić è uno dei massimi esponenti della scuola cestistica della ex Jugoslavia di oggi sulla base di una filosofia cestistica fortemente basata sulla difesa come mezzo principale per rallentare i piani realizzativi degli avversari.

A favore della candidatura del coach montenegrino vi è altresì il precedente che ha visto Radonjić già capace di portare la Stella Rossa ad un titolo di Lega adriatica subentrado a stagione iniziata. Nella stagione 2020-2021, il professionista nativo di Podgorica è stato infatti ingaggiato al posto di Saša Obradović.

Tradizione e passione

Proprio Obradović è l’altra opzione che la dirigenza biancorossa sta considerando. Ex giocatore della Stella Rossa, artefice da allenatore della salita del Monaco all’olimpo della pallacanestro europea, Obradović è estremamente attento a rigore, disciplina ed aggressività soprattutto sul piano difensivo, che per il professionista nativo di Belgrado rappresenta il cardine della propria filosofia cestistica.

La cultura dell’allenamento, ed un playbook particolarmente ricco anche in attacco, dove spesso si avvale delle guardie in post basso per forzare cambi difensivi, sono altri pilastri dell’idea di basket di Obradović, che potrebbe ora tornare alla sua squadra del cuore e riscattare l’esperienza non propriamente positiva di cinque anni fa.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Ioannis Sfairopoulos. Credits: ABA League / Dragana Stjepanović