Piacevolissima partita quella disputata al Paladozza di Bologna tra la Fortitudo e la Mokambo Chieti. A vincere sono i padroni di casa, ma soltanto al termine di una gara veramente intensa, durante la quale la formazione teatina ha venduto cara la pelle. MVP per i padroni di casa Pietro Aradori, il quale, dopo un avvio di campionato piuttosto contratto, sembra stia cominciando a dimostrare cosa può fare un giocatore con il suo curriculum in Lega A2. Menzione d’onore anche per Simone Barbante, lungo classe 1999 che sta scalando sempre più velocemente le gerarchie bolognesi.

Situazione diversa invece in casa Chieti, dove a tenere in piedi la baracca sono stati i due stranieri Vrankic e Jackson. L’ala canadese ha disputato una partita da 29 punti (36 di valutazione), ma ha pagato molto il fatto di essere arrivato al finale in debito di ossigeno. Di seguito le pagelle dell’incontro.

Fortitudo Kigili Bologna:

Thornton, voto 7. Molto ad onde, ma nei periodi positivi diventa un fattore importante per l’attacco felsineo. Ai 14 punti aggiunge anche 6 rimbalzi e 4 assist, alcuni dei quali veramente interessanti.

Aradori, voto 7,5. Il motore si sta scaldando, finalmente Aradori sta cominciando a offrire le prestazioni cui tutti si aspettavano. 22 punti (7/11 dal campo), 9 rimbalzi e 36 di valutazione. What else?

Barbante, voto 7. Che fosse una piacevole sorpresa si era già intuito, ma oggi ha dimostrato tanto. Ritocca il suo massimo stagionale (15 punti) ma soprattutto si fa trovare presente nei momenti più delicati ed importanti del match.

Panni, voto 5. Poca roba davanti, poca roba dietro. Rimandato.

Paci, voto 5. Partita dopo partita sembra sempre più un pesce fuor d’acqua. Emblematico il -9 di plus/minus in una gara passata per buona parte in vantaggio.

Fantinelli, voto 6,5. Come sempre, la produzione offensiva resta il suo tallone d’Achille, se non fosse per la tripla che manda tutti quanti a casa. Soffre più del solito in difesa, ma i 9 assist e la valutazione più alta della squadra in termini di plus/minus qualcosa vorranno pur dire. 

Italiano, voto 6. Comincia molto bene, poi alla lunga cede il posto a chi di dovere. 

Cucci, voto 7. Senza mezzi termini, è lui l’uomo in più di Dalmonte. Giocatore in grado di leggere le partite come pochi e di capire sempre di cosa c’è bisogno. Oggi sacrifica un po’ le legnate in mezzo all’area per mascherarsi da attaccante puro, ma ha ragione lui: la Effe vince e lui ne segna 15. 

Caffè Mokambo Chieti

Vrankic, voto 8. Semplicemente incontenibile, nessuno riesce a fermarlo. Per 30’ abbondanti tiene in piedi la baracca praticamente da solo, poi nel finale non ne ha più ed esce di scena. 29 punti, 7 rimbalzi, 36 di valutazione. Fantastico.  

Bartoli, voto 6,5. Alimenta il partitone del canadese con una doppia doppia punti assist (10+10) di grande eleganza. Anche lui, però, sparisce nell’ultimo quarto: piuttosto comprensibile dopo una gara da 36 minuti in campo. 

Jackson, voto 6,5. Tante forzature, ma quasi spesso ha ragione lui. Lui e Vrankic fatturano la metà dei punti teatini, ma lo fanno contemporaneamente: per entrambi i primi 30’ di fuoco, poi 10’ praticamente nulli. Pesante lo 0/2 in lunetta nel finale. 

Alibegovic, voto 5,5. Emozionato dal tributo, ascolta il consiglio del padre e non infierisce.

Serpilli, voto 5. Semplicemente, non fa mai canestro. 

Mastellari, voto 5. Vedasi Alibegovic.

Ancellotti, voto 6. Il solito grande problema di un lungo di 212 cm che a rimbalzo quasi non ci va e che segna solo da fuori. Comunque una prestazione sufficiente. 

In foto, Pietro Aradori (foto Ciamillo Castoria)

LUIGI AMORI