Incerottata ma consapevole del momento. Tornare a vincere per uscire da un loop di negatività collettiva. “Non eravamo dei fenomeni tre settimane fa, non siamo degli scappati di casa oggi”: ha sottolineato coach Nicola Brienza – che non sarà in panchina per squalifica – alla vigilia della sfida tra Cento e Cantù. Ritrovarsi e ritrovare serenità, per una fiducia che passa (anche) dalle cose semplici. Le quattro sconfitte consecutive (tutte differenti per il modo in cui sono arrivate) e il quinto posto in campionato sono il quadro a luci e ombre di un trend negativo che non si era mai visto negli ultimi anni. Quelli che a inizio anno potevano essere etichettati come semplici passi falsi o scivoloni, oggi sono cadute che hanno messo a nudo i limiti di una squadra circondata da un ambiente impaziente. Ma soprattutto esigente. E se non è crisi a tutti gli effetti, poco ci manca.

 

Ritrovare il giusto equilibrio

Una stagione a intermittenza caratterizzata da alti da paura e bassi sconcertanti, per una squadra che più volte – nel corso del campionato – ha cambiato faccia e roster. Prima l’arrivo di Hogue, poi il tesseramento di Okeke, fino ad arrivare alla risoluzione del contratto di Burns. Nel mezzo un Possamai ai margini delle rotazioni e un quintetto che nelle ultime settimane manca di lucidità e imprevedibilità. Con un Basile a mezzo servizio (per problemi fisici) e un McGee che è da poco tornato al centro del flusso offensivo (dimostrando di essere fondamentale), è coincisa un’involuzione generale – e per certi versi fisiologica – sul piano tecnico ma soprattutto su quello mentale (le trasferte di Milano e Bologna sono la cartina di tornasole perfetta). Non può essere solo una questione di episodi e sfortuna: Cantù deve ritrovare le sue certezze, dentro e fuori dal campo. Emblematiche, in questo senso, erano state le parole di Brienza dopo il ko interno contro Forlì: “Ho visto una squadra che ha provato a fare il massimo, ma chiaramente in questo momento non basta”. Riscoprirsi e riscoprire una via d’uscita, ora più necessaria che mai. Senza andare alla spasmodica ricerca della perfezione, ma della cosa giusta ed efficace. Supportati anche dall’esperienza di giocatori che sanno come uscire da momenti delicati.

 

Un obiettivo in testa

Responsabilità e voglia di voltare pagina: ecco perché la trasferta di Cento vale doppio. E in un momento delicato come questo, allargare l’orizzonte rivolto “a quello che sarà ad aprile” è controproducente. Uscire dalla tempesta partita dopo partita. L’obiettivo rimane sempre lo stesso: tornare al piano superiore. Da prima in classifica o passando per i playoff? L’importante è riuscirci. (Ri)partendo proprio da Cento.

Tre settimane da dimenticare e da lasciare alle spalle. Accartocciare come se fosse un foglio da buttare, impugnare una penna e scarabocchiarne uno nuovo. Un obiettivo, nessun alibi. Centomila motivi per tornare a sorridere. E ripartire.

 

Photo by Walter Gorini (fonte: Pallacanestro Cantù)

Lorenzo Bloise