A meno di quarantotto ore dalla gara 3, si torna al PalaFlaminio per una gara 4 fondamentale. La Dole Basket Rimini ha dominato la Victoria Libertas Pesaro giovedì sera e si è portata avanti 2-1 nella serie, con la possibilità di chiudere i conti davanti al proprio pubblico. Dopo due match particolarmente equilibrati e determinati dai dettagli, il terzo episodio del derby dell’Adriatico è stato un no contest, con i romagnoli in controllo sin dalla palla a due. L’energia trasmessa dai tifosi ha contagiato positivamente la squadra biancorossa che, non a caso, ha vinto agevolmente la lotta a rimbalzo (41-25), aspetto decisivo anche nel primo incontro. Coach Dell’Agnello, dopo la trasferta amara di lunedì, aveva evidenziato i punti subiti da palle perse come problema principale per la sconfitta e i suoi ragazzi hanno risposto alla grande, non concedendo neanche un recupero agli avversari nel primo tempo.

Oltre all’ottima gestione del pallone, Rimini ha messo in campo un’ottima fase difensiva che non si vedeva dalla fine della regular season. RBR aveva subito 90 punti ai play-in contro Livorno e 92.5 di media contro Pesaro, mentre ieri ha lasciato le briciole alla Vuelle (75 punti, alcuni di questi arrivati a match ampiamente chiuso). Questo ha permesso ai padroni di casa di correre in transizione e di trovare canestri facili, riuscendo a coinvolgere tutti gli effettivi scesi in campo. I sei giocatori in doppia cifra (Denegri, Marini, Alipiev, Porter, Tomassini e Camara) sono il simbolo di un successo corale, dove ha funzionato praticamente tutto alla perfezione. L’unico aspetto da sistemare rimane il tiro dal perimetro (21%), ma vincere con questa autorità senza questa soluzione può solo che far sorridere l’allenatore livornese.

Per la Vuelle, invece, tutto il contrario: batteria dell’energia particolarmente scarica, solamente tre giocatori in grado di segnare con continuità (Tambone, Bertini e Bucarelli) e difesa che ha concesso di tutto in area agli avversari (68%). Miniotas è sembrato il lontano parente dell’atleta visto in stagione regolare a causa dei problemi fisici, De Laurentiis ha disputato nove minuti disastrosi e Smith è riuscito a catturare un solo rimbalzo: la differenza più grande in questa serie, per ora, la possiamo trovare nel reparto lunghi. Pesaro aveva sfornato una prestazione spaziale dall’arco per vincere in gara 2 e al PalaFlaminio è rimasta in partita fino all’intervallo grazie al 45% dalla lunga distanza, ma certi numeri potrebbero essere insostenibili sul lungo periodo.

Rimini ha continuato a chiudere l’area per evitare il penetra e scarica dei marchigiani e i ragazzi di Leka sono andati in grande difficoltà. Inoltre, non si può pensare di vincere in trasferta ai playoff con soli tre giocatori che combinano per 58 dei 75 punti totali: il supporting cast deve dare di più per espugnare il PalaFlaminio. La Vuelle ora si trova spalle al muro e sarà costretta a sbancare il parquet avversario per non essere eliminata e riportare la serie a Pesaro per gara 5: servirà un’energia completamente diversa, soprattutto sotto i tabelloni e nella metà campo difensiva. Rimini ha il più grande dei match point sulla racchetta: ripetere la prestazione di giovedì non sarà facile, ma i biancorossi si trovano comunque in vantaggio avendo tirato sempre peggio degli avversari dall’arco; vedremo se questa statistica cambierà. Appuntamento stasera alle 20.30 per gara 4 per un derby dell’Adriatico accesissimo.

Nell’immagine: Lorenzo Bucarelli e Zahir Porter                Crediti foto: Nicola De Luigi – Rinascita Basket Rimini (Facebook)