Dusko Ivanovic questa sera a Vitoria, potrà finalmente guidare i suoi nuovi ragazzi dalla panchina, e non seduto in parterre disegnando schemi da affidare al suo secondo come accaduto con la Stella Rossa e successivamente a Milano.
Contro l’Olimpia, una vittoria inattesa ma voluta fortemente dalla squadra che ha dimostrato di sapersi applicare con grande devozione in difesa, riuscendo a limitare l’attacco di un’Olimpia che arrivava all’impegno con la Segafredo dopo una striscia importante di vittorie nella competizione continentale.
Ivanovic questa sera prenderà possesso in maniera completa delle redini di un gruppo in cui ieri, alla sbrigativa presentazione fatta in Porelli con i giocatori che stavano terminando l’allenamento, ha detto di credere fortemente perché composto da buoni elementi, con un pensiero specifico su Shengelia e Polonara, brave persone che non sono cambiate in questi anni, con cui ha vinto un titolo nazionale spagnolo proprio a Baskonia, terra in cui ha casa e che ha allenato in quattro fasi diverse della carriera, vincendo tre dei quattro titoli che la squadra basca annovera nel proprio palmares.
Dusko era il coach di quel Baskonia che provò a contestare l’Eurolega del 2001 ad una Kinder guidata da Ettore Messina in panchina, piena zeppa di campioni del calibro di Ginobili, Jaric, Abbio, Rigaudeau, Smodis, Griffith e tutto il resto di quel gruppo che solo alla quinta gara, riuscì a battere una squadra che annoverava fra le proprie fila, gente come Elmer Bennet, Fabricio Oberto, Victor Alexander, Laurent Foreist, Saulius Stombergas e Luis Scola.
Il destino a volte gioca strani scherzi, Ivanovic riprende il suo lavoro in panchina dalla Virtus Bologna (prima volta che allena in Italia), ultima squadra affrontata in Eurolega lo scorso anno prima di essere esonerato dalla Stella Rossa. Ricomincia da Bologna affrontando la squadra che più di ogni altra ha allenato nella lunga carriera, dichiarando che crede nel nuovo gruppo che gli è stato affidato, vuole vedere tutti i ragazzi in allenamento e poi in campo per capire se saranno sufficienti per affrontare le sfide future, il punto si farà più avanti, adesso serve costruire una connessione di squadra, mettere maggiore attenzione sulla difesa e togliere dalla testa il peso negativo delle tante sconfitte maturate in volata nonostante le buone partite giocate.
A Milano i suoi nuovi ragazzi qualcosa lo hanno già mostrato, una maggiore attenzione dietro si è notata, pur riconoscendo che Milano domenica avesse le polveri bagnate da oltre l’arco, ma la sensazione è che il gruppo, dopo le dimissioni di coach Luca Banchi, si sia maggiormente unito per trovare una soluzione al difficile momento e abbia provato a ritrovare quell’unità che si era smarrita nei finali di tante gare perse d’un soffio.
Non sarà facile uscire dal tunnel, soprattutto in Europa, dove ogni gara è una finale e si gioca sempre ad altissimo livello. La Virtus ha però già mostrato che le basterebbe davvero poco per invertire la rotta e trovare qualche vittoria che sarebbe panacea per una stagione al momento decisamente poco felice. Un fattore che potrebbe aiutare, potrebbe essere quello già intravisto a Milano con l’inserimento fra quelli che hanno portato un mattone importante nella gara di Daniel Hackett e Andrejs Grazulis. I due domenica hanno finalmente mostrato la parte migliore di sè, o quantomeno si sono viste prestazioni importanti con segnali incoraggianti per il prossimo futuro. Avere nei dodici che vanno in campo, due elementi in più su cui contare in modo consistente, allungherebbe le rotazioni dando la possibilità di giostrare meglio i cambi e non dover spremere sempre gli stessi, facendoli arrivare in debito d’ossigeno nei finali di gara.
In questo dovrà essere molto attento il nuovo condottiero, dipinto come un sergente di ferro pronto a sfinire i propri uomini in allenamenti infiniti, ma che nella pratica, ha approcciato la sua nuova avventura cercando al momento più un aspetto psicologico che fisico per curare un gruppo al momento abbattuto più nella testa che nelle gambe da troppe delusioni arrivate all’ultimo tiro.
Stasera a Vitoria, sarà l’ennesima gara dura da giocare contro una formazione che sulla carta è alla portata di una Segafredo che avesse nelle proprie fila, un gruppo unito in difesa e con la stessa voglia di passarci la palla come accaduto al forum domenica sera. Già questo sarebbe un ottimo passo avanti, come sempre ci insegna il basket, da una buona difesa è più facile far nascere un buon attacco, questo concetto il coach montenegrino lo sa molto bene, vista la sua grande esperienza sulle panchine di mezza Europa.
Palla a due alle ore 20,30 alla Bursa Arena agli ordini dei signori Pukl, Pastusiak e Bissang. La gara verrà trasmessa in televisione dai canali Sky Sport e DAZN, mentre la radiocronaca sulle frequenze di Nettuno Bologna Uno sarà affidata come sempre alla voce di Dario Ronzulli.
Alessandro Stagni
Nell’immagine Dusko Ivanovic (foto Ciamillo Castoria)