La Virtus che questa sera scenderà in campo a Belgrado è chiamata ad una prova di carattere per togliere dalla mente di tutti, le desolanti prestazioni degli ultimi tempi. Non è accettabile che una squadra del genere possa perdere il filo del gioco come accaduto troppe volte ai bianconeri. Pur tenendo presente che le difficoltà di questo gruppo sono sembrate complesse sin dal primo giorno, probabilmente perché l’assemblaggio è stato frettoloso ed incurante delle caratteristiche dei vari elementi, rimane comunque un dato che non può essere tralasciato nell’analisi globale, la Segafredo 2024/25 è pur sempre un gruppo di giocatori che presi singolarmente, hanno un buon potenziale da esprimere, necessitano solo di trovare gli stimoli giusti per rendere più di quanto hanno mostrato sino ad oggi.
Coach Ivanovic, dopo l’avvio promettente, ha incontrato parecchie difficoltà a trovare la quadra per questo gruppo, evidentemente ci sono problemi di varia natura che sono di difficile soluzione, lo stesso Luca Banchi, arresosi dopo mesi in cui la squadra non rendeva come avrebbe voluto, aveva già lasciato intendere che il gruppo era una specie di cubo di Rubik.
Gli ultimi provvedimenti presi dal coach montenegrino, sono di quelli che tracciano il solco in una stagione, praticamente fuori rosa Rayjon Tucker e Andrejs Grazulis che paiono addirittura in procinto di lasciare la società, oltre al saluto già reso ufficiale di Riccardo Visconti, il meno colpevole di tutti, non avendo praticamente mai messo il piede in campo.
Ad oggi la Segafredo si ritrova con due stranieri in meno nel roster, e con Holiday il cui contratto in teoria scade fra poco, con opzione di rinnovo a favore della società sino a fine stagione. L’ultimo arrivato in casa Virtus, anche sabato scorso ha fallito completamente l’opportunità che gli è stata concessa, un avvilente 0 su 6 nel tabellino dei tiri sparati da oltre l’arco, lui che in NBA in dodici anni di militanza, ha sempre viaggiato a buone medie. Inspiegabile questo buio del ragazzo, che ragazzo ormai non lo è più, perché anche la scusa della disabitudine al gioco, essendo stato fermo circa otto mesi, comincia a scricchiolare, 2 su 12 dalla lunga come dato complessivo delle varie apparizioni in campo in LBA, non è ammissibile per uno col suo pedigree, evidentemente si tratta più di un fatto mentale che altro.
Coach Ivanovic, con la scelta ormai definitiva di escludere dalla squadra l’ex Venezia e il lettone, ha decretato quelli che saranno i giocatori che si giocheranno il finale di stagione, quindi per Holiday si tratta di un’iniezione di fiducia che si spera possa definitivamente sbloccarlo al tiro, perché almeno in difesa, è un buon elemento che sa il fatto suo.
Quella di stasera contro la squadra serba, in cui milita l’ultimo eroe dei sogni Virtussini, Milos Teodosic, è una partita di quelle difficili, vuoi per l’ambiente caldo in cui si gioca, ma soprattutto per l’avversario che la Virtus si troverà davanti, reduce da una roboante vittoria contro l’Olympiacos in casa dei greci, e per il fatto che i ragazzi di coach Sfairopoulos si stanno giocando la possibilità di accedere direttamente ai playoff, obiettivo primario della stagione.
Nessuno chiede alla Virtus di oggi uno sforzo immane per strappare una vittoria in casa di una delle squadre più in forma del momento, anche perché sarebbe una gioia effimera, ma ciò che si vorrebbe vedere dai ragazzi in bianconero è una prestazione gagliarda e attenta, rimanere sul pezzo sino al termine, poi i valori in campo stabiliranno chi avrà meritato il successo alla sirena finale.
Che l’Eurolega non sia più un obiettivo di stagione è palese, ma onorare la competizione e soprattutto la maglia che si indossa, dovrebbe essere il motivo principale di chi va in campo, tenendo comunque sempre presente che è bene non esagerare e soprattutto preservare qualche energia per il campionato, dove bisogna sperare vengano ritrovati certi meccanismi che consentano al gruppo di potersi giocare le proprie chance sino al termine.
Altro argomento su cui vale la pena spendere due righe è il mancato impiego di Marco Belinelli a Trieste, dove purtroppo la Segafredo ha rimediato un’altra sconfitta dolorosa, più per la classifica che per la partita in sè. In molti si sono chiesti i motivi nel non impiego del capitano, uno dei pochissimi ad avere nelle proprie corde, il tiro da oltre l’arco. Le statistiche di domenica da quella posizione del campo sono state persino impietose nei confronti della Vnera, 8 su 34 per un 23,5% che nel mondo della pallacanestro moderna, significa partita persa praticamente sempre, soprattutto se il tuo avversario ha sfiorato di pochissimo il 40%.
Lasciare seduto probabilmente l’unico giocatore che abbia confidenza col tiro dalla lunga (43,5% in questa stagione) non è sembrata una grande idea, anche perché i critici del capitano lo additano sempre per essere un cattivo difensore, ma se, senza di lui la squadra ha comunque subito 85 punti, forse il problema difensivo non è solo identificabile nell’uomo di San Giovanni in Persiceto.
Palla a due alle ore 20,00 agli ordini dei signori Peruga, Shemmesh e Bissuel, diretta televisiva sui canali Sky Sport e DAZN, mentre Dario Ronzulli racconterà l’intera gara sulle frequenze di Nettuno Bologna Uno.
Alessandro Stagni
Nell’immagine Riccardo Visconti, che ha salutato la Virtus per andare in Spagna a Granada (foto Ciamillo Castoria)