Si è ufficialmente concluso il campionato LBA 2022-23, e per Trieste purtroppo nel peggiore dei modi possibili. Al termine di due ultime giornate convulse e sempre sul chi va là, con anche un’importante vittoria conquistata, per i giuliani è invece arrivata la mannaia di Brindisi e la vittoria di Reggio Emilia su Trento ha condannato la squadra alla serie A2.
Primo anno da capo allenatore per Legovich che nei primi mesi ha tentato di tirare fuori il tutto per tutto dalla squadra, riuscendo a rimanere appena sotto le prime otto per diverso tempo, o comunque in zona di salvezza assicurata.

Nel continuo della stagione però i vai e vieni hanno penalizzato molto la squadra, come alcuni infortuni sporadici ma nei momenti sbagliati ad un roster già particolarmente corto, che però aveva dimostrato tenacia e carattere tentando di rimanere sempre a galla, fino a quando il destino dei triestini non è più dipeso dalle proprie mani.

Di seguito un giudizio sulla stagione.

 

VOTO CAMPIONATO 6-

Naturalmente non è facile valutare una stagione complessiva di una squadra che nonostante tutto dopo mille fatiche si trova a retrocedere.
A mio parere Trieste non vale l’insufficienza assoluta, in quanto in generale durante tutto il campionato la volontà di fare bene c’è stata. Allo stato attuale la posizione è più quella di “uno studente che si è applicato, ma con i pochi mezzi che possedeva”.

E’ giusto ricordare che l’annata è cominciata con la Pallacanestro Trieste che ancora non aveva una società sponsor ad appoggiarla, mentre si tentava l’accordo, poi avvenuto, con il CS Group.
Come già detto, ci sono stati anche diversi cambi in corso d’opera che hanno sicuramente rallentato la creazione di un gruppo efficace; l’addio peggiore su tutti sicuramente quello di Frank Gaines, arrivato anche in modo scombussolato, che però fino a quel momento assieme all’omonimo Bartley stava dominando.

 

 

MVP Bartley

Indiscutibilmente Frank Bartley ne esce come MVP di questa squadra, ma a livello assoluto pur non avendo vinto nessun premio effettivo, possiamo dire abbia dominato il campionato come miglior marcatore, con i suoi 19,5 punti di media.
Durante tutta la stagione Bartley ha rivestito un ruolo fondamentale nella squadra, sia come motivatore (a livello di punti specialmente) nelle partite vinte con prestazioni super, ma soprattutto per la mancanza che si sentiva in quelle partite in cui ha più faticato.

 

GIOCATORI PLUS

I giocatori “più in plus” di quest’anno sono stati sicuramente Spencer e Davis.
Entrambi hanno disputato una buona stagione sin dai primi minuti, con Spencer che si è ritrovato negli ultimi mesi anche al primo posto come miglior rimbalzista del campionato, e agli atti risulta essere anche il miglior tiratore da 2 punti del campionato. 

Davis, al netto delle ultime vicende antidoping e di quello che ne risulterà, è stato un pezzo fondamentale per la squadra nel fattore presenza campo, migliorando le prestazioni degli anni precedenti. Molto spesso infatti riempiva anche alle mancanze di Bartley. 

 

GIOCATORI MINUS  

Ad onor di causa trovo difficile nominare dei giocatori in negativo, in quanto ritengo che il livello generale della squadra fosse uno, e che semmai ci siano state delle stelle eccellenti rispetto alla totalità del gruppo. 

Se dovessi dire chi, a mio parere, è mancato un po’ durante l’anno rispetto a ciò che ci si poteva aspettare, nominerei Campogrande e forse Vildera, che però nel calcolo complessivo si trova leggermente sopra.
Vero che Campogrande arrivava da una scorsa stagione non facilissima causa anche infortuni, e che sicuramente non gli veniva affidato il compito di sparigliare le carte in tavola nelle partite, ma probabilmente col senno di poi una sua partecipazione migliore avrebbe potuto giocare una qualche differenza.

 

PUNTI DI FORZA E DEBOLEZZA

Anche qui difficile dare un giudizio netto, e le cose da dire si ripetono.
Un punto a favore innegabile è la forza di volontà presentata non solo dalla squadra, ma più precisamente nella società – che ci ha sempre creduto e tentato di risanare a infortuni o addii per creare un buon gruppo – e soprattutto in coach Marco Legovich – che ha comunque saputo sfruttare al meglio un roster corto e le situazioni difficili che si presentavano davanti.

I punti di debolezza vengono poi da se, ancora una volta nominiamo i molti cambi in corso d’opera (la squadra di ottobre 2022 è ben diversa da quella che si trova ora a retrocedere) e il roster che per necessità si presentava corto.

 

 MOMENTI CLOU 

Il periodo migliore per la squadra è sicuramente stato quello fra la 12° e la 17° giornata di campionato, quindi tra il periodo natalizio e la fine di gennaio. In quell’occasione Trieste aveva trovato 5 vittorie su 6 partite, battendo anche squadre come Trento e Venezia, e tutto l’ambiente sembrava aver trovato una buona quadra per continuare l’anno nel migliore dei modi.

Il periodo peggiore invece quello finale, soprattutto dalla pausa per la coppa italia in poi. Trieste infatti non è più riuscita a trovare la concentrazione e la carica giusta per continuare sul buon percorso svolto fino a quel momento.
Da marzo in poi, su 11 partite disputate i giuliani hanno trovato solo 3 vittorie (anche se sempre giusto ricordare la partita vinta contro la virtus)

 

VOTO SQ: Bartley: 7,5 – Davis: 7 – Spencer: 7- – Ruzzier: 6,5 – Lever: 6 – Terry: 6– -Vildera: 6- – Campogrande: 6- – Deangeli: 5,5 – Bossi: 6- – Stumbris: 5,5 – Hudson: 5,5 – All Legovich: 6+

 

FUTURO

Per quello che si può prevedere ad ora, l’idea più facile è che probabilmente la squadra verrà leggermente smantellata, soprattutto nel reparto stranieri. Sembra già infatti che le strade di Trieste e Bartley si siano divise; il giocatore con un post ha ringraziato la città per l’anno trascorso. Per i giocatori di nazionalità italiana e “di casa” invece potrebbe arrivare una riconferma, anche se a mio parere potrebbe rimanere un punto di domanda su Michele Ruzzier ma anche su Alessandro Laver.

Ad ora l’unica nota stampa arrivata dalla proprietà è la loro riconferma dell’impegno preso qualche mese fa, con l’assicurazione di mettersi “subito” al lavoro per creare una società funzionale e non solo sotto l’aspetto della squadra in campo, ma anche di chi deve svolgere un lavoro dietro le quinte.

 

Ilaria Tubia Mondin