Inizia questa sera l’avventura nei playoff della Segafredo, l’ambizione di arrivare in finale e giocarsi il titolo con l’avversaria che avrà dimostrato di essere la migliore nella parte di tabellone opposta a quella dei bianconeri è l’obiettivo dichiarato da tempo. La compagine guidata da coach Sergio Scariolo, proprio in questi giorni al centro di chiacchiericci riguardanti altre squadre, in particolare modo il Real Madrid e la franchigia NBA di Toronto, ha scialacquato sulle ultime curve della regular season, un primo posto che avrebbe significato avere sempre la gara decisiva fra le mura amiche, una distrazione che potrebbe costare cara, qualora si arrivasse ad una finale con Milano, la squadra che ha terminato al primo posto.
Pur evidenziando la leggerezza per il mancato primo posto, la stagione dei bianconeri in campionato rimane positiva, tenendo soprattutto conto dei numerosi infortuni registrati, che ne hanno condizionato lavoro e rendimento, nella prima annata in cui l’Eurolega ha contribuito a portar via energie e sudore.
La squadra, proprio in questi giorni, sta rimettendo in pista tutti i protagonisti, l’infermeria si è svuotata, pur con qualche strascico che non permette di poter affermare che i bianconeri partiranno dai blocchi di partenza al 100%, ma solo il fatto di sapere, che tutti sono disponibili, seppur con alcuni limiti, è già un segnale positivo.
Milos Teodosic rappresenta al meglio quanto detto, il mago di Valjevo non gioca in campionato da tempo, ha avuto nell’ultimo periodo una serie infinita di piccoli disagi che non gli hanno permesso di riacquistare il ritmo gara. Rientrare nei playoff sarà per lui ancor più complesso, perché i ritmi e la fisicità saranno maggiori, situazione non certo ideale per uno che deve mettere chilometri nel motore, ma alternative non ci sono, dovrà fare di necessità virtù, confidando ancora una volta sulle sue inimitabili capacità di lettura del gioco e sulla classe che lo contraddistingue. Soffrirà quasi certamente nella fase difensiva, la tenuta sul proprio uomo sarà un problema che andrà valutato e su cui Scariolo ne studierà il rimedio più opportuno.
Quello della forma fisica è invece un problema che al momento non esiste per capitan Belinelli, l’uomo che da dicembre in poi ha cambiato in modo radicale il proprio rendimento, diventando uno dei punti di forza della Segafredo, risultandone di fatto l’MVP di stagione, almeno sino ad oggi. Dopo un avvio in sordina, accompagnato da una condizione atletica che lo vedeva spesso in sofferenza, soprattutto in fase difensiva in Eurolega, l’uomo di “Sangio” ha via via migliorato la propria condizione, proponendo la propria candidatura a minutaggi importanti sia in Italia che in Europa, trovando piena disponibilità nel coach, che ha così sfruttato ogni goccia di sudore del capitano, cercando di capitalizzarne l’enorme potenziale.
Fra i giocatori che insieme a capitan Belinelli hanno fornito un buon riscontro, bisogna citare Semi Ojeleye, l’uomo arrivato direttamente dalla NBA è stato sicuramente uno fra quelli più positivi, nonostante sia mancato per infortuni in diverse occasioni, quasi mai ha fallito, fornendo spesso prestazioni di sostanza alla causa bianconera. Buona anche la stagione di Toko Shengelia, in alcuni momenti della stagione vero ed unico baluardo sotto le plance, seppur anch’egli penalizzato da due traumi fisici che lo hanno costretto alla tribuna per diverse gare. Fra i positivi anche Daniel Hackett, seppur in continua lotta con acciacchi di varia natura che non gli hanno mai permesso di esprimersi al massimo livello, e Alessandro Pajola, fresco di rinnovo proprio nei giorni scorsi, uno di quelli che non ha mai fatto mancare la sua energia quando impiegato. Stagione altalenante quella di Isaia Cordinier, il francese ha lasciato intravvedere miglioramenti importanti, peccato che anche per lui vi siano stati diversi stop a causa di alcuni malanni che ne hanno condizionato il rendimento. Magistrale la sua interpretazione della marcatura di Lorenzo Brown contro il Maccabi, quando Scariolo ha richiesto la box and one ai suoi, per vincere la delicata gara casalinga contro il Maccabi. Stagione ancora sfortunata per Awudu Abass, il suo ritorno in campo aveva fatto ben sperare, poi un nuovo infortunio ed ora il giocatore sembra aver ricominciato da zero, con tutto quello che ne consegue. Ma la forza mentale di questo ragazzo è davvero oltre la media, Abi è uno di quelli che ai playoff potrebbe davvero sorprendere tutti ancora una volta in positivo. Positiva anche la stagione di Kyle Weems, su cui occorre puntare i riflettori innanzi tutto sulla grande serietà e professionalità dell’atleta. Mai una parola fuori posto, mai una polemica a causa delle diverse esclusioni, sempre pronto a fornire il proprio contributo e sempre il primo ad incitare i compagni in ogni occasione. Nei play off potrebbe essere uno degli esclusi, o comunque fra quelli che entrano per far riposare gli altri, ma rimane ugualmente un elemento su cui fare affidamento al bisogno, quando serve carattere e sostanza, Kyle spesso ha risposto presente.
Diverso invece il discorso per gli altri componenti del roster che in questa annata difficile, hanno disatteso le aspettative per motivi di varia natura. Mam Jaiteh avrebbe dovuto fare l’ennesimo salto di qualità, dopo il titolo di MVP di Eurocup dello scorso, si sperava crescesse ancora per ben figurare in Eurolega. Non è accaduto, i motivi possono essere tanti, fra cui il fatto di non aver avuto sempre la possibilità di giocare insieme a Teodosic, con i suoi cioccolatini da gustare ad ogni occasione. Ma la differenza reale, è che il ragazzo non ha dimostrato quel carattere e quella cattiveria necessaria per emergere in una competizione fatta di una fisicità enorme rispetto a quella dell’Eurocup. Purtroppo questa difficoltà si è poi allargata anche in campionato, dove spesso ha faticato oltre misura. Nelle ultime gare ha dato la sensazione di poter uscire dal tunnel negativo, le voci di un suo approdo a Monaco per il prossimo anno, non lo hanno certo aiutato a tenere alta la concentrazione sull’obiettivo di questa stagione, ora che iniziano i playoff gli si presenta la ghiotta occasione di chiudere la bocca ai detrattori, altro capitolo dedicato alla sua forza mentale, interessante capire se accetterà la sfida. Jordan Mickey e Iffe Lundberg sono altri due componenti che hanno disatteso le aspettative, inutile negarlo. Il primo, arrivato dopo aver giocato un’ottima stagione, ha via via smarrito le proprie peculiarità e non è mai risultato decisivo, specialmente in Europa, dove ci si attendeva una conferma di quanto visto allo Zenit. Il secondo, era partito con ottime prove, poi l’infortunio al dito della mano, ne hanno penalizzato le prestazioni oltremisura, facendolo pian piano sparire dal tabellino dei migliori marcatori bianconeri, in una involuzione che ha lasciato tutti interdetti. Sia per Mickey che per Lundberg, i playoff rappresentano una grande occasione di riscossa, il livello del campionato italiano non è certo quello dell’Eurolega, pretendere qualcosa di più da questi giocatori è quasi un dovere, soprattutto pensando all’ingaggio che percepiscono. Per Nico Mannion anche la stagione 2022/23 non è stata fra quelle ricche di soddisfazioni. Alcune gare lo hanno visto protagonista ma, soprattutto in campionato, ci si aspettava una crescita maggiore. Nemmeno lui è stato esente da malanni, ma certe scelte fatte in campo, al momento non lo hanno premiato, il Mannion visto in nazionale non è certamente lo stesso con la canotta della Virtus. Per Ismael Bako il discorso da fare è particolare, arrivato con l’intenzione di farlo migliorare ed utilizzarlo come cambio, non ha sicuramente soddisfatto le attese. Il ragazzo ha grandi limiti tecnici, non possiede un tiro affidabile dalla media, ne movimenti spalle a canestro da poter utilizzare come alternativa al suo movimento di rollante proiettato al ferro che sfrutta la palla alta per schiacciarla nel cesto. Per uno che deve giocare in Eurolega, seppur da cambio è decisamente poco, specialmente pensando che non si tratta di un ragazzino, ma di un atleta di 27 anni compiuti.
Per gli altri, Leo Menalo e Gora Camara, il giudizio non può essere esaustivo, troppo poco impiegati, ma soprattutto troppo acerbi i ragazzi per emergere in un team di Eurolega e di alta classifica nazionale, dove le aspettative sono altissime, ed il loro impiego è sempre stato limitato. Ai due ragazzi servirebbe giocare tanto, per acquisire esperienza, ma in una squadra dove possano sbagliare senza che la pressione possa schiacciarli al primo errore.
La serie che inizia questa sera contro Brindisi, sulla carta si presenta alla portata della Segafredo, d’altronde chi arriva secondo con velleità di giocarsi il titolo, deve guardare avanti e pensare di dover chiudere la serie in sole tre gare. Poi, come sempre accade nello sport, si va in campo e si gioca, non sempre quella sulla carta più forte prevale con facilità. Si dovrà affrontare ogni gara come se fosse una finale, l’avversario arriva senza alcuna pressione, ha già ottenuto il proprio obiettivo arrivando nelle otto, tutto ciò che arriverà in più sarà pura gloria, quindi serve fare molta attenzione e stare coi piedi ben attaccati a terra e testa nella gara sin dal primo minuto di gioco. La sconfitta di regular season in terra pugliese, arrivata dopo un ultimo quarto disastroso in cui si è dilapidato un vantaggio enorme, sia di monito ai ragazzi di Scariolo, onde evitare altre situazioni analoghe.
La Segafredo arriva a questi playoff con una situazione di roster disomogenea, alcuni giocatori sono in buona forma, mentre altri devono recuperarla a causa dei continui infortuni da cui si sono liberati solo ultimamente. Sarà il compito più complesso di coach Scariolo, quello di mixare queste forze per poter rimettere in sesto quelli in recupero, senza perdere di vista l’obiettivo di passare il turno evitando rischi inutili. Non sarà facile, ma la Segafredo ha il dovere di confermare quanto di buono ha mostrato sin’ora. Quello del recuperare i vari acciaccati e miscelarli insieme a quelli più in palla saranno sicuramente le chiavi di questa serie, se giocatori come Teodosic, Cordinier, Lundberg, Mickey e Jaiteh, sapranno fornire prestazioni di livello, per la Virtus le porte della semifinale saranno spalancate, altrimenti si dovrà soffrire più del previsto. Virtus quindi favorita d’obbligo su Brindisi, qualora si avverassero le speranze di recuperare quanto prima i giocatori rientrati dagli acciacchi, ipotizzare una percentuale di successo bianconero stimabile all’80% non sarebbe uno sproposito.
Si giocherà alla Segafredo Arena alle ore 20,30 agli ordini dei signori Sahin, Attard e Borgo, la gara sarà visibile sui canali Eleven Sports e Nove, mentre la radiocronaca sarà affidata come sempre alla voce di Dario Ronzulli sulle frequenze di Nettuno Bologna Uno.
Alessandro Stagni