Nella notte italiana, alla T-Mobile Arena di Las Vegas, i New York Knicks hanno battuto i San Antonio Spurs 124-113, vincendo l’edizione 2025 della NBA Cup, giunta al suo terzo anno. Si tratta della terza franchigia diversa dopo le vittorie dei Lakers nel 2023 e dei Bucks lo scorso anno. Ma soprattutto i Knicks sono tornati a vincere un trofeo dopo 52 anni. L’ultimo titolo risaliva al 1973, con la vittoria delle Finals per 4-1 contro i Lakers. MVP di quelle finali fu Willis Reed, e in quella squadra giocava anche Phil Jackson, nonché altri sei giocatori entrati poi nella Hall of Fame. Un successo fortemente voluto dai ragazzi di coach Mike Brown e arrivato al termine di un match equilibrato, in cui New York ha preso il controllo nell’ultimo quarto. Nel terzo quarto gli Spurs guidati da Wembanyama e Castle hanno tentato la fuga, andando più volte sopra la doppia cifra di vantaggio, ma i Knicks hanno retto e saputo diminuire lo svantaggio possesso dopo possesso. Decisivo poi il parziale di 35-19 nell’ultimo periodo. Per New York 28 punti di Anunoby, 25 di Brunson, 16+11 rimbalzi per Towns. Dalla panchina fondamentali i contributi di Clarckson con 15 punti e Kolek con 14. Importanti anche i 15 rimbalzi catturati da Robinson, . A San Antonio non sono bastati i 21 punti di Harper, i 18 di Wembanyama, la doppia doppia di Castle con 15 punti e 12 assist e altri 4 giocatori in doppia cifra.

MVP del torneo è stato Jalen Brunson, con una media di 33.2 punti a partita, 6.7 assist di media a partita e tirando in totale col 53.1% dal campo e il 46.2% da tre. Si tratta del primo riconoscimento individuale della sua carriera. Premio che conferma il suo status di uomo franchigia. In un basket sempre più dominato dai giganti, Brunson con i suoi 188 centimetri mette in campo una pallacanestro che si rifà al passato. Tanto affidamento al piede perno, alla gestione del cronometro e responsabilità nel prendersi tiri difficili. Da quando nell’estate del 2022 Brunson è arrivato a New York la sua trasformazione a giocatore simbolo è avvenuta anno dopo anno e i Knicks sono tornati regolarmente a disputare i playoff. La sconfitta nella finale di Conference dello scorso anno con Indiana, nonostante il fattore campo, continua ad essere la miccia per provare ad arrivare in fondo quest’anno, grazie anche ad un roster più profondo in grado di dare a coach Brown più opzioni pericolose ed efficaci. La voglia di vincere dei Knicks e la loro forza mentale dovranno fare i conti anche con la maledizione di chi vince la NBA Cup. Dopo le due precedenti edizioni infatti, chi ha vinto la coppa è poi uscita al primo turno dei playoff, mente le squadre sconfitte in finale sono arrivate almeno alle finali di Conference. Questo titolo a New York verrà certamente celebrato con un banner all’interno del Madison Square Garden, ma come ha ricordato nel post partita anche Spike Lee ai microfoni di NBA Amazon Prime, i tifosi dei Knicks aspettano il titolo.

La vittoria della NBA Cup da parte dei Knicks ha anche un tocco italiano, quello di Riccardo Fois. 38 anni di Olbia, Riccardo da oltre 10 anni riveste il ruolo di assistente o vice allenatore in America, nonché per la Nazionale Italiana, prima con Pozzezzo, adesso anche con Banchi. A 3o anni da assistente a Gonzaga è stato il primo allenatore italiano a qualificarsi ad una Final Four NCAA. L’anno successivo è diventato vice allenatore ai Phoenix Suns, il terzo italiano dopo Messina e Scariolo. Dopo tre anni come assistente ad Arizona, la scorsa stagione l’ha vissuta al fianco di Mike Brown a Sacramento, e quest’anno una volta arrivato sulla panchina dei Knicks, Mike Brown lo ha rivoluto con sé.

La NBA Cup dopo tre anni continua ad essere una competizione accattivante all’interno della regular season. Ispirata alla Coppa Italia, mantiene alto il livello competitivo e agonistico, e per il terzo anno di fila le partite di questa coppa sono le più seguite durante l’anno prima dei playoff.

 

Edoardo Tamba

 

foto New York Knicks