Celtics, Clippers, Bucks e Blazers: è tempo di scoprire i protagonisti della sedicesima settimana NBA

A poco più di un mese all’inizio dei play-in (18 maggio), che precederanno di pochi giorni i playoff (22 maggio), l’NBA è entrata in una fase estremamente delicata. Una fase in cui è vietato sbagliare, e in cui persino una singola partita può decidere del destino di una franchigia. Per quanto riguarda la Eastern Conference, i primi della classe restano i Philadelphia 76ers (37-17), marcati stretto dai Brooklyn Nets (36-17) e controllati a distanza dai Milwaukee Bucks (33-20), che nell’ultima settimana hanno dovuto fare i conti con una lieve crisi di squadra. A seguire gli Atlanta Hawks (30-25), i rinati Boston Celtics (29-26), i Miami Heat (28-26), e per un posto nei play-in: i Charlotte Hornets (27-26), i New York Knicks (28-27), gli Indiana Pacers (25-28), i Chicago Bulls (22-31), i Toronto Raptors (21-34) e infine i Washington Wizards (20-33), reduci da una settimana molto positiva (3-1 nelle ultime quattro). Nella Western Conference, invece, rimangono ancora in testa gli Utah Jazz, la squadra con il miglior record della lega (40-14), pedinati dai Phoenix Suns (39-15), dai Los Angeles Clippers (38-18), dai Denver Nuggets (34-20) e dai Los Angeles Lakers (34-21). A tre vittorie di distanza dai Lakers, i Portland Trail Blazers (31-23), in leggera crisi nelle ultime gare, e a seguire varie squadre in competizione per la settima e l’ottava posizione: i Dallas Mavericks (29-24), in controtendenza rispetto alla settimana scorsa (1-3), i Memphis Grizzlies (27-25), i San Antonio Spurs (26-26), i Golden State Warriors (26-28), i New Orleans Pelicans (25-29) e infine i Sacramento Kings (22-32).

Le migliori: Boston Celtics e Los Angeles Clippers

All’interno della Eastern Conference, i migliori della settimana sono stati senz’altro i Boston Celtics (29-26). La squadra di coach Brad Stevens, infatti, dopo un periodo difficoltoso e altalenante sembra essere tornata alla carica, e ieri notte ha ottenuto la quarta vittoria consecutiva in cinque partite. Adesso i Celtics sono ritornati al quinto posto della classifica della Eastern Conference, dopo essere rimasti a lungo tra la settima e l’ottava posizione, e possono tentare di scalare ulteriormente la classifica (gli Hawks sono a una vittoria di distanza, i Bucks a quattro). Grandi meriti del periodo favorevole dei Celtics vanno in primis a Jalen Brown e soprattutto a Jayson Tatum, che prima ha superato Larry Bird, diventando il più giovane Celtics a realizzare 50 punti, e in seguito è stato anche eletto giocatore della settimana per la Eastern Conference, vista la sua importanza nelle ultime vittorie della squadra (specie contro due avversari difficili come Nuggets e Blazers). Il cambio di rotta della formazione di Boston, tuttavia, è da attribuire soprattutto alla metà campo difensiva (sicuramente più attenta e grintosa delle scorse settimane) e in generale alla voglia di vincere che finalmente i ragazzi di coach Brad Stevens stanno dimostrando (tenuto conto che le partite tirate sono state uno dei problemi principali dell’attuale stagione dei Celtics).

Prossime partite: Los Angeles Lakers (venerdì 16); Golden State Warriors (domenica 18); Chicago Bulls (martedì 20)

A ovest, i Los Angeles Clippers (38-18) stanno dimostrando di poter essere inarrestabili. La squadra di coach Doc Rivers, infatti, ieri notte ha ottenuto contro i Pacers il quinto successo consecutivo della settimana (che, contando il derby di domenica scorsa contro i Lakers, porta il totale a sei vittorie filate nelle ultime sei partite). Un attacco stellare (il primo della lega), guidato da Kawhi Leonard e Paul George, nominato giocatore della settimana per la Western Conference (grazie a più di 30 punti di media nelle ultime cinque partite), e una difesa che al momento sembra reggere egregiamente (pur essendo ancora priva di pedine importanti come Serge Ibaka e Patrick Beverley, recentemente infortunatosi dopo essere appena rientrato da un infortunio ma sostituito alla grande da Rajon Rondo). Malgrado le assenze, però, negli ultimi sette giorni i Clippers hanno spazzato via chiunque (tra cui Suns e Blazers), e attualmente si ritrovano al terzo posto della classifica della Western Conference (a una vittoria dai Suns e a tre dagli incontrastati Utah Jazz), più determinati che mai ad affrontare i playoff.

 

Prossime partite: Detroit Pistons (giovedì 15); Philadelphia 76ers (sabato 17); Minnesota Timberwolves (lunedì 19)

Le peggiori: Milwaukee Bucks e Portland Trail Blazers

Senza Giannis Antetokounmpo, i Milwaukee Bucks (33-20) fanno decisamente più fatica. Da quando ha avvertito un fastidio al ginocchio, infatti, il greco ha saltato ben cinque partite consecutive e la squadra di coach Budenholzer non è sembrata più la stessa (in cinque gare ha infatti collezionato solo due vittorie). I problemi principali sono arrivati soprattutto dalla metà campo difensiva, dove i Bucks ultimamente hanno concesso un po’ troppo e si sono lasciati beffare da squadre non proprio di prima fascia (Warriors, Mavericks e Hornets). L’attacco, invece, è sembrato il solito di sempre (quasi 119 punti di media nelle ultime cinque), ed è risultato particolarmente efficace nell’ultima partita, vinta dai Bucks contro i giovani Orlando Magic (non proprio una squadra travolgente). Attualmente i Bucks occupano in maniera stabile il terzo posto della Eastern Conference, ma in Wisconsin tutti attendono il ritorno di “The Greek Freak”, l’anima della franchigia sia dentro che fuori dal campo.  Quando il numero 34 si sarà ricongiunto con gli altri “Big Two” della squadra, vale a dire Jrue Holiday, fresco di rinnovo al massimo salariale, e Khris Middleton, infatti, i Bucks potranno sicuramente tornare ad essere una squadra temibile per tutti. Sia per le Contenders dell’Est, che per quelle dell’Ovest.

 

Prossime partite: Minnesota Timberwolves (mercoledì 14); Atlanta Hawks (venerdì 16); Memphis Grizzlies (domenica 18)

Per quanto riguarda la Western Conference, la squadra più in difficoltà della settimana sono stati i Portland Trail Blazers (31-23). A parte una vittoria contro i non irresistibili Detroit Pistons (fanalino di coda della Eastern Conference), infatti, negli ultimi sette giorni la squadra di coach Terry Stotts ha collezionato ben quattro sconfitte (contro Contenders come Clippers, Jazz, Heat e Celtics) e attualmente si ritrova ferma alla sesta posizione della classifica occidentale, intrappolata in una sorta di limbo. La squadra di Portland ha appena riabbracciato Nurkic e McCollum, due titolari che avevano saltato numerose partite a causa di infortuni, e che forse necessitano di ulteriori partite per ritrovare la condizione ottimale. Una volta che avranno ritrovato il ritmo, infatti, i due potranno aiutare Lillard e compagni a provare a insidiare la quinta o addirittura la quarta piazza della classifica, per avere un posizionamento favorevole in vista dei playoff. Fino a quel momento, però, i Blazers dovranno mettere a posto qualche aspetto del proprio gioco (soprattutto in difesa, dove la franchigia dell’Oregon, ultimamente, ha regalato troppi punti ai propri avversari).

Prossime partite: San Antonio Spurs (sabato 17); Charlotte Hornets (lunedì 19); Clippers (mercoledì 21)

 

Pier Paolo Polimeno