Così no. Una notizia che gela il sangue, come scrive perfettamente il comunicato della Fortitudo Pallacanestro Bologna 103 . Così no, a soli 44 anni, Ruben Douglas ci ha lasciati. L’ uomo che il 16 giugno 2005 firmò uno scudetto storico: perché era il primo sancito con l’ utilizzo dell’ instant replay e il secondo della storia dell’ Aquila.
Tutta la famiglia di Basket Magazine , a partire dal direttore Mario Arceri e il vice Fabrizio Pungetti, profondamente addolorata e commossa si stringe alla mamma e ai due fratelli di Ruben , a tutti i suoi cari, a tutti i tifosi biancoblu e a tutti gli appassionati, anche avversari, che lo ricordano per le sue festa sul campo e per la sua umanità fuori
.
Il ricordo di Fabrizio Pungetti, vice direttore di BM , che visse fianco a fianco l”anno bolognese di Ruben, accompagnandolo con le sue telecronache fino a quella da mille battiti al secondo del tiro- scudetto, diventata storica colonna sonora biancoblu: “Il dolore è talmente lancinante e straziante che come quella notte ci strappasti come ipnotizzati le parole di bocca in quella telecronaca, ora non riesco a scrivere dire altro. Quel video non so se avrò più il coraggio di riascoltare e che so tu custodivi in te: ma io devo a te, tutti dobbiamo a te, come a tutti tuoi compagni e a coach Gelsomino, se è diventata un tormentone e ancora oggi ci fa fa venire i brividi. Ma stavolta sono brividi che non avremmo mai voluto provare. Troppo, troppo, terribilmente presto.Troppo dolore. In rapida serie, Charles Jordan, Franz Arrigoni l’ Alpino, Cedro Hordges Spero di riuscire a scrivere presto i sentimenti, le emozioni, che ci hai regalato. Come meriti, Ruben, tra un po’. Perdonami. Ora lo strazio è insopportabile.Ti ricorderò per sempre nel cuore”
Addio Ruben. Rip.
Di seguito il comunicato stampa della Fortitudo Bologna:
“Sconvolti e senza capacità di proferire alcuna parola. E’ questo il sentimento che ci accompagna dopo aver risposto, in queste ore, ad una telefonata dagli USA.
Dall’altra parte del telefono c’è Ramon Douglas, che ci gela il sangue nel darci la notizia più drammatica: Ruben, suo fratello, non c’è più. Un improvviso problema di salute gli è stato fatale, qualche giorno fa, in Costa Rica.
Scompare così, a soli 44 anni, il protagonista di uno dei momenti più iconici della storia della Effe, con quell’indimenticabile tiro da tre punti convalidato dall’instant replay e che consegnò alla Fortitudo (nel giugno del 2005) il suo secondo scudetto.
E se, sul campo, il matrimonio tra Ruben e la Fortitudo è durato dodici mesi, il feeling con l’ambiente della Effe e con il suo popolo non si è mai interrotto. Anzi, si è rafforzato con il passare degli anni, nei quali Ruben si è sempre mantenuto informato sulla quotidianità della sua/nostra Fortitudo che, un giorno, avrebbe anche voluto allenare. Anche nel corso di questa stagione, al termine di ogni match, Ruben veniva regolarmente aggiornato sui risultati della squadra e aveva già pianificato (dopo il bagno di folla che ricevette nel 2019) un nuovo ritorno sotto le due Torri, che sarebbe dovuto avvenire in questi mesi, per abbracciare nuovamente tutta la sua gente, che mai lo ha dimenticato e mai lo dimenticherà.
E’ davvero un periodo drammatico. Tante, troppe pesantissime perdite improvvise. Protagonisti assoluti della storia della Fortitudo che ci lasciano, quasi sempre senza una risposta logica e una spiegazione che non sia quella di un destino perfido e inaccettabile al quale doversi ineluttabilmente piegare.
Tutta la grande famiglia della Fortitudo piange, sconvolta e affranta, la scomparsa davvero troppo prematura di un indimenticabile attore protagonista della sua storia, unendosi in un commosso e fortissimo abbraccio alla famiglia di Ruben.
”Vince Bologna, vince Bologna. Vince la Fortitudo, vince la Fortitudo. E’ lo scudetto, è lo scudetto dell’Aquila”.
Ciao, Ruben Per sempre nei nostri cuori. Per sempre nella nostra storia”.
Flats Service Fortitudo Bologna
Nell’immagine Rubén Douglas al tiro
Foto credit: Fortitudo Bologna