di Mario Arceri

 

BERLINO – Alla vigilia delle semifinali è opportuno fare un confronto con l‘ultima edizione dell’Eurobasket, quello di Istanbul 2017. Sono passati cinque anni, un’enormità per chi era abituato alla cadenza biennale dell’evento, abbandonata fin dal 2019 e prolungando poi l’attesa di altri dodici mesi a causa della pandemia. Prossimo appuntamento, per inciso, nel 2025. Ma, tornando ad Istanbul per vedere come in cinque anni possano rivoluzionarsi le posizioni, anche se tra le prime otto è di fatto assente solo la Serbia (argento nel 2017), perché Russia (per embargo) e Lettonia (per mancata qualificazione) qui non si sono presentate. Alla fine, in attesa di conoscere le prime quattro, la Grecia salirà dall’ottavo al quinto posto, la Slovenia scenderà dal primo al sesto posto, l’Italia manterrà la settima posizione nella graduatoria europea. L’ingresso interessante è quello della Finlandia trascinata dal suo fuoriclasse, Markkanen, che a Berlino ha lasciato un’impronta molto profonda, ma soprattutto della Polonia. A tornare in alto è anche la Francia che, dopo il 12° posto di Istanbul, ha invertito decisamente la tendenza.

Infatti in mezzo, nel 2019, ci sono stati World Cup, vinta dalla Spagna con i francesi di bronzo, e Giochi di Tokyo (Francia d’argento, quarta la Slovenia, quinta l’Italia, sesta la Spagna, ottava la Germania -18ª in Cina -, decima la Rep. Ceca – già sesta al mondiale ma sedicesima qui a Berlino).

È interessante vedere come domani si giochino il diritto alla finale una squadra come la Spagna di Scariolo, campione del mondo in carica, che da anni non manca il podio, un’altra come la Francia, vicecampione olimpica, tornata progressivamente in alto, ma anche la Germania che è sprofondata in Cina (18° posto), ma ha saputo ricostruire una squadra di grande livello, e la Polonia che ha confermato la sua crescita dopo l’ottimo mondiale di tre anni fa.

Molte hanno abbandonato Berlino profondamente deluse: Serbia, Turchia, Lituania, Croazia, ma anche Grecia e Slovenia giunte ai quarti con ambizioni ben superiori. Tutte “grandi” con tradizioni più o meno consolidate. Ed una curiosità: doveva essere l’Europeo di Antetokounmpo, Jokic e Doncic, dominatori della Nba, lo è invece degli Schroder, Hernangomez, Ponitka, Gobert, sicuramente grandi campioni, ma non attesi e invocati come gli Mvp della Nba presenti e passati, che hanno lasciato il ricordo di pregevolezze tecniche ma anche, rapidamente, la scena degli Europei.

La scena domani sarà infatti di Sergio Scariolo che, come al suo solito, rinnovando ancora una volta la squadra e partendo assai piano, è arrivato in alto. L’attende la Germania del play di Houston che al fianco ha Franz Wagner “small forward” di 208 centimetri, stella di Orlando, con Daniel Theis che a Boston completa la presenza tedesca in Nba. Percorso quasi analogo per le due squadre, con una sconfitta maturata nella prima fase: la Spagna contro il Belgio, la Germania contro la Slovenia in quel girone di ferro che includeva anche Francia e Lituania e che ha preparato al meglio i tedeschi che domani potranno contare su un incredibile pubblico che ha avuto una parte non piccola nella netta vittoria sulla Grecia. La Spagna si è invece liberata con difficoltà della Lituania e con meno fatica della Finlandia. Di fronte ci sono dunque l’esperienza e l’abitudine alle grandi sfide degli uomini di Scariolo e l’entusiasmo dei tedeschi che puntano ovviamente a sfruttare l’opportunità di un Eurobasket giocato in casa. Io scommetterei sulla Spagna, ma l’ambiente potrebbe giocare un brutto scherzo alle ambizioni di Don Sergio.

Spagna-Germania sarà preceduta dal confronto tra Francia e Polonia. Una Polonia stranissima, capace di arrivare alle final four dopo aver perso di 30 con la Finandia e di 27 con la Serbia, ma anche di battere più nettamente di quanto non dica il punteggio la Slovenia di Doncic. Sono 52 anni che i polacchi mancano da una semifinale europea (ancora in Germania, ad Essen 1971, battuti nella finale per il bronzo proprio dall’Italia per 85-67). Unica squadra con l’Italia, tra quelle che hanno fatto strada fino ai quarti di finale, a non avere Nba in organico, ha trovato in Mateusz Ponitka (ala dello Zenith San Pietroburgo lo scorso anno) l’uomo della provvidenza con la sua tripla doppia (26 punti, 16 rimbalzi, 10 assist). Vedremo se riuscirà a ripetersi, lui e l’intera Polonia, contro una Francia che sta disputando un europeo decisamente opaco: due sconfitte (con Germania e Slovenia), due vittorie di soli quattro punti, con la Lituania e perfino con l’Ungheria, e due vittorie ai supplementari nella fase ad eliminazione contro Turchia e Italia. Difficile puntarci, ma i francesi sono pur sempre argento olimpico e bronzo mondiale: certo è che vederli arrivare così in alto dopo un Europeo piuttosto anonimo, stringe il cuore pensando a quanto gli azzurri siano andati vicini a prendere il loro posto. Di sicuro la Francia ha gli uomini e le risorse per vincere anche questo confronto. Sapremo domani se domenica ci vedremo “au paradis latin” per un duello franco-ispanico che premierebbe le due realtà migliori del basket continentale anche a livello giovanile, oppure se tedeschi e polacchi saranno pronti a scrivere una nuova pagina dell’Eurobasket.