Il turno 30 di Euroleague ha fornito indicazioni molto importanti in chiave lotta playoff e corsa ai primi quattro posti. Nella sfida tra big in difficoltà il CSKA è passato 89-96 a Madrid contro il Real, che ora si trova immischiato nella lotta per il settimo e l’ottavo posto. Successo vitale anche per il Bayern Monaco, capace di fermare e raggiungere in classifica la corazzata Efes (80-79), sconfitta dopo otto vittorie consecutive. E’ poi arrivato lo statement game del Barcellona, la prima capace di piallare l’Olimpia Milano in questa stagione: il 56-72 finale permette ai catalani di sigillare virtualmente il primo posto in classifica. Tutti i migliori e i peggiori della settimana nel classico appuntamento di euro emoticon.
CHI SALE
Baskonia. Fino a qualche settimana fa sembrava veramente impossibile, ora le posizioni playoff sono a un passo. A San Pietroburgo contro lo Zenit è stato sicuramente d’aiuto il suicidio dei padroni di casa, avanti 59-45 alla sirena del terzo quarto, ma la resilienza e la durezza mentale e difensiva sono indubbiamente le caratteristiche migliori della squadra di Dusko Ivanovic. Ora i baschi ci credono davvero e venerdì alla Fernando Buesa Arena si gioca un match vitale contro Milano.
Jan Vesely. Non è un segreto che l’aver ritrovato un Vesely in condizione ottimale sia una delle chiavi del grande girone di ritorno del Fenerbahce. Nella netta vittoria casalinga contro lo Zalgiris (84-61) il lungo ceco ha messo in campo una prova di livello superiore per efficienza. Il tabellino recita 32 punti (9/10 da due punti), 10 rimbalzi e anche 5 assist, una performance da autentico tuttofare. Adesso il Fener può correre per i primi quattro posti.
Barcellona. Partiamo da un presupposto che è già impressionante: in ben trenta giornate nessuno in questa stagione si era permesso il lusso di passeggiare, letteralmente, sull’Olimpia Milano di Ettore Messina, nemmeno lo stesso Barcellona nella partita di andata. La difesa blaugrana ha annichilito il terzo miglior attacco d’Europa, tenendolo alla miseria di 56 punti segnati con il 13% al tiro da tre punti e 17 palle perse (Milano è la squadra che ne perde meno in assoluto). La stessa difesa meneghina ha fatto un ottimo lavoro, ma la pazienza e la capacità di leggere hanno portato il Barcellona a segnare nei momenti cruciali. L’abnegazione difensiva delle stelle è un capolavoro di Sarunas Jasikevicius. Tra le contender di Euroleague, questa è la più forte di tutte.
Tornike Shengelia e Johannes Voigtmann. Le cifre direbbero che nella vittoria del CSKA a Madrid sarebbe giusto premiare Mike James e Will Clyburn, ma noi vogliamo sottolineare l’importanza tattica delle prestazioni fornite dai due lunghi. Il fatto che in due Shengelia e Voigtmann abbiano tirato con un totale 8/14 da tre punti è stata infatti la chiave della partita. Queste percentuali hanno costretto Walter Tavares ad allontanarsi dal luogo che in difesa tanto gli piace, l’area, smontando del tutto il sistema difensivo di Pablo Laso. I moscoviti sono ben lontani dai livelli che il roster meriterebbe, soprattutto come gioco, ma questo successo è ossigeno puro.
Bayern Monaco. Non in tanti a fine stagione potranno vantare un 2-0 negli scontri diretti con l’Efes. I turchi parevano lanciati e ormai quasi imbattibili, ma l’ennesimo Picasso dipinto da Andrea Trinchieri e giocatori ha spento anche questa convinzione. Una difesa fisica e aggressiva sul perimetro ha tolto all’Efes le proprie qualità migliori, quelle dell’uno contro uno e del pick and roll, aldilà di ogni polemica alla sirena finale. I playoff ora sono al sicuro. Si lotta addirittura per le prime quattro posizioni in Euroleague. Chapeau, coach Trinchieri.
CHI SCENDE
Zenit San Pietroburgo. Il successo contro il Baskonia sarebbe stato vitale nella corsa agli ultimi posti playoff. E sembrava cosa fatta onestamente, grazie alla solita affidabile difesa. Poi è arrivato quel quarto periodo da 16-34, dove più che la solita luce in attacco si è stranamente spenta proprio quella difensiva, un elemento da cui questo Zenit non può assolutamente prescindere. Il recupero contro il Panathinanikos può essere un’occasione preziosa. Ma adesso i playoff di Euroleague, che qualche settimana fa parevano scontati, non lo sono affatto.
Zalgiris Kaunas. Una squadra sfaldatasi all’improvviso proprio quando conta di più. Con l’obiettivo playoff pienamente raggiungibile fino a poche giornate fa, lo Zalgiris non è più riuscito a competere contro le avversarie più forti, soccombendo spesso in maniera anche molto pesante. Un cosa bisogna tuttavia dirla: se si pensa che il mancato raggiungimento della postseason renda la campagna in Euroleague dei lituani un fallimento, quel qualcuno si sbaglia di grosso.
Real Madrid. La partita col CSKA proponeva due alternative: vincere e fare un deciso passo verso i playoff, oppure perdere e immischiarsi in acque molto paludose. I madrileni hanno selezionato B. In un’annata sfortunatissima dal punto di vista degli infortuni, la difesa è stata fin qui il baluardo che ha retto tutto, ma giovedì è venuta meno, portata in giro per il campo dalle grandi percentuali da tre punti degli avversari russi. Ora, con Efes e Fener ancora da affrontare, la stessa partecipazione ai playoff non è ovvia. Si rischia un grosso upset.
Ergin Ataman. Dopo i tanti attacchi a Euroleague nel corso della stagione, piace davvero poco anche l’atteggiamento tenuto nei confronti degli arbitri dopo l’azione che ha deciso la partita contro il Bayern. Il coach turco avrebbe voluto un fallo in favore di Shane Larkin, a suo dire non fischiato. Le proteste naturalmente possono starci, considerato soprattutto che quest’anno il livello arbitrale non è stato spesso all’altezza della competizione. Non è sopportabile, tuttavia, il modo in cui Ataman ha reagito, arrivando quasi allo scontro fisico. Bisogna imparare a perdere.
Olimpia Milano. A parte una difesa che, comunque, ha tenuto i primi della classe a 72 punti, nel big match contro il Barcellona non ha funzionato nulla. Nel primo tempo non sono entrati neanche i tiri aperti da tre punti e dalla media distanza, che tanto pesano nel gioco milanese. Nella seconda metà è diventato quasi impossibile costruirsi buone conclusioni. Delusione sicuramente, ma non ridimensionamento. La distanza reale fra le due squadre non è questa. Ora tre trasferte abbordabili che, se vinte, garantirebbero i primi quattro posti prima della sfida all’Efes dell’ultimo turno. Non è scontato ma si può fare. Con la fiducia di chi sa di essere stato asfaltato per la prima volta in trenta partite, avendo asfaltato, però, gli avversari diverse volte in stagione. L’Olimpia Milano resta una contender.
Barcellona 22-8; CSKA Mosca 19-10; Efes Istanbul 19-11; Olimpia Milano 19-11; Bayern Monaco 19-11; Fenerbahce 18-12; Real Madrid 17-13; Zenit San Pietroburgo 16-13; Baskonia 16-14; Valencia 16-14; Zalgiris 15-15; Olympiacos 14-16; ASVEL 12-17; Maccabi Tel-Aviv 11-17; Alba Berlino 11-19; Panathinaikos 10-19; Stella Rossa 9-21; Khimki Mosca 3-26
Nella foto: l’esultanza dello staff del Barcellona (Ciamillo-Castoria)
Andrea Ranieri