Manca circa 1 minuto dalla fine del primo tempo del match di sabato sera tra Openjobmetis Varese e Germani Brescia, il punteggio, dopo il canestro di Rivers, dice 37-55 per gli ospiti, un +18 che sembra già indirizzare la partita dalla loro parte.

Varese, però, non si dà per vinta e recupera già 4 punti prima della pausa lunga, nel terzo quarto invece avviene la rimonta vera e propria e così i padroni di casa si presentano all’ultimo periodo sotto di appena 6 punti. E Varese, tra alley-oop e triple, va addirittura in vantaggio sull’83-82 a meno di 6 minuti dalla sirena finale. 46-27ì di parziale nei 14 minuti successivi alla fine del primo tempo, che ci regala un finale punto a punto emozionante.

Brescia muove bene la palla in attacco e torna avanti con la tripla di Rivers, 88-89, a 3:20 dalla fine. Ma Varese è ormai in un’altra dimensione: Nkamhoua protagonista assoluto, prima trova la tripla del 92-89, poi schiaccia per il +5 e infine, sul recupero di Stewart mentre Brescia cercava di andare in attacco, appoggia il canestro del 96-91, con 1:30 da giocare.

Brescia però non si arrende e in attacco fa 2/2 ai liberi con Della Valle, poi Moore pasticcia con i piedi e fa passi, perdendo il possesso, e così i biancoblu tornano avanti. Fallo di Renfro e Brescia di nuovo in lunetta, 1/2 di Rivers per il 96-94 a 50 secondi dalla fine. Iroegbu sbaglia il tiro della vittoria e Brescia ha la possibilità di andare in vantaggio, ma Della Valle sbaglia il tiro da tre, solo che a rimbalzo finisce nelle mani degli ospiti, che chiamano time-out.

Al ritorno in campo, Nkamhoua commette fallo su Della Valle, glaciale come sempre a cronometro fermo, 2/2 e parità sul 96-96 a 13 secondi dalla fine. Varese chiama time-out.

12.8 secondi sul cronometro, palla nelle mani di Varese, il possesso viene gestito da Ike Iroegbu, proprio lui che aveva sbagliato il tiro della vittoria nell’azione d’attacco precedente biancorossa. Su di lui c’è Massinburg, ma il numero 11 di Varese continua a palleggiare davanti al difensore con il pallone fino a quando mancano 5.5 secondi alla sirena.

A questo punto, si inizia a muovere. Nkamhoua porta un blocco, che viene sfruttato, ma c’è comunque Ndour su di lui, non uno facile da saltare. Avanza di mezzo metro circa, distante ancora dalla linea di tre punti, vede Ndour su di lui e rallenta di nuovo, facendo un palleggio a tornare indietro, ma in realtà è solo una finta.

Attacca con la mano sinistra spingendo forte il pallone sul parquet, come a iniziare una penetrazione aggressiva in area, poi allarga la gamba destra e porta quella sinistra dietro rispetto al suo corpo, come a fare uno step-back. Tutto questo manda in confusione Ndour, che sembra stargli comunque davanti, se non fosse per il fatto che la sua gamba sinistra si è piegata troppo e non ha il giusto equilibrio per tenere il suo attacco.

Ndour cerca di spostarsi a destra per mettersi davanti al presunto attacco dell’avversario da sinistra, ma in un attimo Iroegbu sposta la palla e il corpo a destra e ora sta spingendo a tutta velocità verso il canestro. Ndour non può più tenerlo, ha le spalle rivolte al giocatore e al canestro, è completamente sbilanciato e ci metterebbe troppo a tornare indietro, oltre al fatto che è anche distante per cercare di rubare il pallone.

Iroegbu ha così strada libera, ma appena 2.5 secondi restanti sul cronometro.

Massinburg, che intanto stava marcando Nkamhoua sotto canestro dopo lo scambio di marcature con Ndour, vede che Iroegbu è libero e diretto a canestro, e si stacca dal suo attaccante. Mancano 1.7 secondi alla fine.

Iroegbu raccoglie la palla e si alza per andare ad appoggiare, si trova appena oltre il cerchio intorno alla zona del tiro libero. 1.3 secondi.

Massinburg salta insieme a lui con una posizione perfetta, non invade il cilindro dell’avversario e salta in modo parallelo a lui. Non c’è fallo e con le sue braccia sta coprendo bene la visuale a Iroegbu, con il pallone davanti alle mani.

Il loro salto raggiunge il picco quando mancano 0.9 secondi al termine, appena NOVE DECIMI!

Ma ecco che arriva la giocata spettacolare: Iroegbu ha avuto uno slancio migliore di Massinburg al salto, con più energia, quindi si trova leggermente più in alto del giocatore di Brescia, e così, mentre i due scendono, le braccia di Massinburg , come detto anche prima, si trovano appena sotto alla sfera a spicchi.

Iroegbu così aspetta il momento perfetto e con la mano destra lascia andare il pallone quando la visuale del canestro è libera dalle braccia di Burnell. Mancano 7 DECIMI!

La palla tocca l’angolo destro alto del rettangolo bianco sul tabellone nel momento esatto in cui suona la sirena e un rosso lampeggiante compare ai lati del tabellone. La palla tocca il primo ferro, internamente, e si insacca nel canestro.

E’ il tiro della VITTORIA! Quello del 98-96, a sirena suonata e a partita conclusa.

VARESE VINCE, batte Brescia, rimonta da un -18 che sembrava impossibile da recuperare. L’ITELYUM Arena esplode di gioia, è un canestro incredibile, di altissima difficoltà, realizzato da un giocatore che se il canestro l’è costruito da solo, saltando il suo difensore con un gioco di movimenti bellissimo, e poi andando a saltare più in alto che poteva, lottando contro il tempo e contro la gravità, sfruttando i pochi centimetri che aveva disponibili per lasciare andare la palla verso il canestro.

E’ uno di quei finali che ti fanno saltare dalla sedia e che ci fanno capire perchè amiamo questo sport, il basket, capace di rendere ogni decimo di secondo fondamentale. Iroegbu chiude con 26 punti, Varese batte la capolista e va a +8 dall’ultimo posto con 9 partite da giocare. Lo fa in un periodo difficile, con una sola vittoria nelle ultime 5, contro una squadra che invece ne aveva vinte 4 delle ultime cinque sfide.

Normalmente 2 decimi non cambiano nulla, ma nel basket possono essere la differenza tra una vittoria e una sconfitta. Ditemi se questo non è un buon motivo per amare questo sport!

Foto di Ciamillo Castoria