Il ritorno ricco di emozioni a Belgrado di Željko Obradović dinanzi al proprio pubblico, contro quell’allenatore che ha preso il suo posto al timone del Partizan, Joan Peñarroya, non sarà l’unico tema della partita di Eurolega, valido per la quinta giornata della massima competizione europea per club, che il Panathinaikos disputerà in una Beogradska Arena che si preannuncia stipata in ogni ordine di posto.
Željko Obradović e Joan Peñarroya sono allenatori di due scuole e due generazioni differenti che, soprattutto nella stagione in corso, stanno mostrando le basi di quella che, con tutta probabilità, potrebbe essere la pallacanestro europea dei prossimi dieci anni. Il fatto che entrambi gli strateghi abbiano legato la propria carriera al Partizan non è casuale.
Il club bianconero è stato infatti guidato da padri della pallacanestro europea del calibro di Aza Nikolić e Duško Vujošević, dai quali Željko Obradović ha ereditato quei classici elementi della tradizione ex jugoslava per affermarsi sullo scenario cestistico del nostro continente come l’allenatore maggiormente vincente d’Europa, con ben nove titoli di Eurolega vinti alla guida di Panathinaikos, Partizan, Fenerbahçe, Real Madrid e Joventut Badalona.
Difesa aggressiva denominatore comune
Per adattarsi al basket contemporaneo, Obradović non ha rinunciato a controllare tempi e situazioni, mettendo a punto una difesa intensa, aggressiva soprattutto su portatore di palla, sulle linee di passaggio e in transizione, con la quale costruire situazioni di vantaggio e dare fiducia a una fase realizzativa alla quale, seppur in misura minore rispetto che in passato, richiedere un certo rispetto delle regole.
Peñarroya, dal canto suo, considera l’aggressività difensiva la chiave per invertire possessi, da capitalizzare preferibilmente dalla lunga distanza, e giocare a ritmi alti. Se, da un lato, Obradović è solito avvalersi di quintetti con due lunghi (Lessort e Yabusele al Panathinaikos), Peñarroya, dall’altro, fa invece largo ricorso agli esterni, tenendo un solo punto di riferimento ‘di stazza’ sotto canestro (Hayes o Lauvergne al Partizan).
Quintetti con tre e addirittura quattro esterni che corrono e tirano da tre con un ampio margine di libertà, e un lungo verticale che protegge il canestro per invertire possessi, sono stati gli elementi che hanno permesso a Peñarroya di affermarsi sullo scenario europeo vincendo due Basketball Champions League di fila tra il 2020 e il 2021 al timone del San Pablo Burgos.
Difese di alto livello
Le due filosofie, dunque, avranno modo di confrontarsi in occasione della partita di Eurolega, alla quale le squadre di presentano con lo status di due tra le migliori difese del torneo. Il Panathinaikos, prima difesa in assoluto con una media di 73, 0 punti subiti a partita, e prima difesa sotto le plance con 4, 0 stoppate date a gara, è la prima squadra per palle perse provocate (15, 8) e la seconda per recuperi ad incontro (8, 3).
Il Partizan, da parte sua, è la prima compagine del torneo per recuperi realizzati a partita con una media di 11, 3, e la seconda per palle perse provocate, con una media di 15, 5. Belgrado, inoltre, possiede il miglior controllo di palla di Eurolega, avendo realizzato 21, 8 assist contro le 10, 0 palle perse commesse ad incontro.
A livello individuale, interessante sarà il duello tra i due leader, ovvero Sylvain Francisco del Panathinaikos e Carlik Jones del Partizan. Sempre in regia, l’ex Luca Vildoza se la vedrà, per conto dei bianconeri, con Jerian Grant tra le file dei biancoverdi. Lo scontro tra difensori di eccellenza sarà tra Alessandro Pajola e Isaac Bonga, un altro ex come Matthias Lessort, che a sua volta affronterà nel pitturato Kevarrius Hayes.
Matteo Cazzulani
Nella foto: Joan Peñarroya del Partizan (a sinistra) e Željko Obradović del Panathinaikos (a destra). Photo Copyright: Matej Katsouranis / Basket Magazine / AI generated image