E’ iniziato il conto alla rovescia dei tifosi Italia in vista della serie A che è imminente (Supercoppa il 27-28 agosto, inizio LBA il 4 ottobre) e si preannuncia equilibrata alle spalle della Virtus Bologna e Olimpia Milano che restano le due super potenze, ma alle loro spalle stanno crescendo un sacco di squadre pronte a inserirsi come ha fatto la Germani Brescia la scorsa stagione.
Partiamo allora con questo viaggio dentro la nostra LBA, alla scoperta di come si sono attrezzate tutte le squadre per la prossima stagione e di tanto nuovo personaggio da scoprire e che possono regalarci spettacolo.
Per questa quinta puntata del nostro focus, ci fermiamo nella stazione dell’Aquila Basket Trento, vincitrice della Coppa Italia e squadra rivelazione in campionato piazzandosi al quarto posto lo scorso anno: il difficile sarà ripetersi ma la società e la squadra trentina ci hanno abituato a stupire ed a comportarsi in maniera più che dignitosa che gli ha consentito di arrivare all’undicesima stagione consecutiva in LBA dopo la prima volta nella stagione 2014-2015, arrivando anche ad una finale scudetto nel 2017-2018.

In bocca al lupo all’Aquila Trento ed ai suoi tifosi.

Dopo un’indimenticabile stagione 2024-2025 culminata con la vittoria della Coppa Italia e il record societario di vittorie in regular season, l’Aquila Basket si presenta ai nastri di partenza della nuova annata con un gruppo completamente rivoluzionato. Era inevitabile, visti gli eccellenti risultati, che ci fossero numerose pretendenti per i diversi elementi del roster: coach Galbiati, Saliou Niang, Myles Cale e Quinn Ellis sono sbarcati in Eurolega, Anthony Lamb ha strappato un contratto milionario all’Hapoel Gerusalemme, così come Andrea Pecchia e Jordan Ford hanno ottenuto ingaggi molto più remunerativi per restare in LBA, rispettivamente a Tortona e Trapani, mentre Dennis Badalau ha deciso di giocarsi le sue carte oltreoceano in Ncaa. Si apre quindi una parentesi completamente nuova con coach Massimo Cancellieri alla guida e il passaggio al format 6+6 per affrontare al meglio il doppio impegno. Nomi importanti e giovani da tenere d’occhio non mancano, anche se chiaramente le aspettative di partenza non sono quelle di confermarsi allo stesso altissimo livello visto nell’annata scorsa.

 

LE CONFERME

Nonostante la «fuga» di gran parte del roster, ci sono comunque quattro conferme in casa bianconera rispetto all’ultima stagione. All’immancabile Toto Forray, giunto alla sua stagione numero 15 a Trento e diventato da pochi mesi il recordman di presenze in Eurocup, si affiancano i due centri Selom Mawugbe, che ha rinnovato il suo contratto a marzo, e Jordan Bayehe. Un «tandem» che ha dimostrato di saper funzionare soprattutto nella metà campo difensiva. La quarta conferma è quella del giovane Patrick Hassan, che aveva fatto il suo debutto in campionato proprio nell’ultima partita della passata stagione, in gara-4 dei quarti di finale contro l’Olimpia, a causa dell’emergenza completa del reparto esterni trentino. Il playmaker classe 2007 avrà un minutaggio più importante quest’anno e sarà uno dei nomi da tenere d’occhio in ottica azzurra.

 

I NUOVI

Un reparto stranieri praticamente nuovo, ma anche due nuovi giovani italiani da valorizzare. Trento ha inaugurato il mercato firmando il playmaker Devante Jones, veterano di Eurocup grazie alle esperienze accumulate fra Metropolitans (dove ha giocato con Victor Wembanyama) e Cedevita. Per sopperire alle partenze di Pecchia e Badalau sono invece entrati a far parte del roster Andrej Jakimovski, giocatore macedone di formazione italiana visto brevemente a Torino prima di trascorrere gli ultimi anni al college, e Theo Airhienbuwa, giovane esterno che l’anno scorso si è diviso fra Verona e la Next Gen con i bianconeri. A completare il reparto ali, sono arrivati poi due stranieri di solidità ed esperienza: il lituano Matas Jogela, ex Rio Breogàn e Wolves Vilnius, e Peyton Aldrige, che torna in Italia dopo essere stato uno dei protagonisti della straordinaria stagione 2018-2019 della Vanoli Cremona di coach Meo Sacchetti, che vinse la Coppa Italia e terminò la stagione regolare al secondo posto in classifica arrendendosi solo in gara 5 di semifinale alla Reyer Venezia. Il «colpo pesante» del mercato bianconero è arrivato sul finire di luglio con la firma di Dj Steward, la guardia dal cui rendimento probabilmente passeranno le sorti della nuova stagione. Mercato chiuso ad agosto inoltrato con l’arrivo di Khalif Battle, pronto a debuttare fra i professionisti dopo aver completato tutto il percorso collegiale oltreoceano.

 

IL COACH

Massimo Cancellieri, ex assistente per sei anni all’Olimpia Milano, torna ad allenare in Italia dopo le esperienze maturate nei campionati francese e greco. La scorsa stagione, con il Paok Salonicco, l’allenatore abruzzese si è messo particolarmente in mostra portando la sua squadra alla finale di Fiba Europe Cup. È presto per dire quale impronta vorrà dare alla squadra e quale stile di gioco cercherà di proporre in campo: di sicuro, fra i nomi arrivati c’è comunque un certo equilibrio fra giocatori con buona esperienza e altri giovani o alla prima avventura in Europa, il che viste anche le caratteristiche lascia pensare a un gioco un po’ più prudente e «ragionato» rispetto ai ritmi alti che proponeva Galbiati.

 

PUNTO DI FORZA

Scorrendo i nomi del roster e in virtù del passaggio al 6+6, l’Aquila di quest’anno si presenta come una squadra abbastanza profonda in quasi ogni zona del campo e molto versatile, con diversi giocatori capaci di ricoprire più ruoli. Non è da sottovalutare inoltre il fatto che, fatta eccezione per Cancellieri, lo staff dietro alla squadra sia rimasto sostanzialmente invariato. Lo stesso che negli ultimi anni, per fare qualche esempio, ha seguito la crescita e lo sviluppo di giocatori come Niang, Ellis, Grazulis, Cale o Spagnolo. Il roster è nuovo, ma gli elementi di interesse che potrebbero spiccare il volo sotto le «cure» di uno staff così ben funzionante non mancano.

 

PUNTO DEBOLE

Questo roster sembra un po’povero di talento in attacco. Mawugbe è notoriamente un giocatore di impatto nella sua metà campo piuttosto che in quella avversaria, Jogela e Aldrige sono solide ali «di sistema» che vanno però innescate da altri, Jones fatta eccezione per un’annata di exploit a Le Mans ha quasi sempre viaggiato sui 10 punti di media. Steward ha le carte in regola per essere uno dei top scorer del campionato, ma non è pensabile che possa essere lui l’unico vero realizzatore a roster. Da questo punto di vista ha lasciato un po’di sorpresa la decisione di scegliere Aldrige come ala grande titolare dopo il forte interessamento sull’ex Pistoia Jordon Varnado, giocatore con caratteristiche ben diverse e sicuramente più versatile in attacco, che però ha deciso di accettare l’offerta in Turchia.

 

LA CHIAVE

Se le aspettative sugli elementi più «rodati» del roster verranno rispettate, a quel punto a fare da ago della bilancia sarà il rendimento di quei giocatori che per la prima volta si affacceranno fra i professionisti o comunque a questo livello. Ovvero Battle, Jakimovski, Hassan e Airhienbuwa. Dovessero tutti trovarsi pronti a lasciare il segno, ecco che l’Aquila potrebbe davvero togliersi altre soddisfazioni. Viceversa, Cancellieri potrebbe trovarsi in emergenza soprattutto nel reparto ali ed esterni.

 

IL LEADER

C’è più di una ragione per aspettarsi grandi cose da Dj Steward. Classe 2001, alla high school era considerato fra i migliori prospetti americani della sua annata, tanto da meritarsi la chiamata da un college come Duke. Non è stato scelto al Draft, ma da allora ha iniziato ad accumulare numeri sempre più importanti nella G-League, dove ha trascorso quattro stagioni stabilmente in doppia cifra toccando nelle ultime tre i 19 punti ad allacciata di scarpe. Ora il passaggio a Trento, che spera di aver trovato in lui il suo principale riferimento offensivo: i mezzi a disposizione sono davvero importanti, perché il nativo di Chicago ha dimostrato di saper fare la differenza sia col suo tiro da fuori che all’interno dell’area.

 

L’ITALIANO DI PUNTA

In un reparto fortemente ridimensionato, anche se veste la divisa del Camerun e conta come italiano di formazione il riferimento è senza dubbio Jordan Bayehe. Giunto alla sua quinta stagione nel massimo campionato, il nativo di Yaoundé come fatto sia a Cantù che Brindisi si è ritagliato un ruolo sempre maggiore nella passata stagione salendo di livello con il passare dei mesi, e chissà che quest’anno non riesca ulteriormente ad alzare l’asticella per rivelarsi davvero un’arma in più a disposizione di Cancellieri. Ad Afrobasket, intanto, ha già saputo mettersi in mostra con la sua nazionale, arrivata fino in semifinale.

 

LA POSSIBILE RIVELAZIONE

Essendo appena uscito dal college, Khalif Battle è l’elemento più «misterioso» del roster bianconero. Classe 2000, in Ncaa ha giocato in diversi atenei prestigiosi come Butler, Temple, Arkansas e, nell’ultima stagione, Gonzaga, mantenendosi sempre su numeri interessanti (13+4 rimbalzi nel 2024-2025). Il suo ruolo, almeno inizialmente, sarà quello di sesto uomo come prima alternativa sugli esterni a Steward e Jogela, ma i presupposti per stupire non mancano perché i mezzi atletici di questo ragazzo sono veramente importanti e ricordano, per fare un paragone recente, quelli di Myles Cale.

 

LA SCOMMESSA

Con la presenza del solo Aldrige come ala grande pura a roster, avrà da subito un minutaggio importante Andrej Jakimovski, alla sua prima esperienze «vera» in Europa dopo gli anni trascorsi al college. Sul macedone di formazione italiana la società bianconera ha deciso di puntare parecchio: si tratta di un giocatore sicuramente interessante, con buoni mezzi fisici e ottima mano da fuori. Da vedere come sarà il suo passaggio dalla Ncaa al basket europeo.

 

GLI OBIETTIVI

Sempre in linea con le ultime annate, senza fare grandi proclami. Trento cercherà come prima cosa di blindare il prima possibile il discorso permanenza nella massima serie, e solo allora si capirà se davvero ci saranno i presupposti per un’altra qualificazione ai playoff o per provare un altro assalto alla Coppa Italia. Intanto c’è una Supercoppa da provare a giocarsi fino in fondo per partire con il piede giusto. Viste anche le rinunce di diverse delle squadre più quotate, è obbligatorio anche provare a sfatare almeno la maledizione del primo turno in Eurocup.

 

IL GIUDIZIO DI BM

Le tante incognite, dall’adattamento dei più giovani a quello di coach Cancellieri, rendono difficile sbilanciarsi molto sui pronostici. I mezzi per salvarsi tranquillamente e arrivare nuovamente fra le prime otto sembrano esserci, ma allo stesso tempo ripetere l’ultima storica stagione pare un obiettivo fuori portata. Ad oggi sembra lecito aspettarsi una Trento in lotta fra il sesto e il decimo posto.

 

Qui il calendario di LBA

Qui il calendario di Eurocup

 

Queste le altre presentazioni:

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Nell’immagine Dj Steward, foto Ciamillo – Castoria

Di Massimo Furlani