La Virtus Segafredo 2022/23 è sicuramente figlia della squadra che ha trionfato in Eurocup e del progetto Eurolega che la vedrà nella nuova stagione affrontare il torneo più importante a livello continentale.

Confermato solo in parte lo staff tecnico, Andrija Gavrilovic ha salutato la Virtus per motivi di carattere personale e al suo posto sono stati inseriti due nuovi assistenti, Alberto Seravalli e Matteo Cassinerio.

Il roster invece, com’era anche prevedibile, visto il corposo impegno stagionale, fatto di un numero più alto e più impegnativo di partite in Eurolega, è stato rivisto.

Ecco quindi il saluto di Amedeo Tessitori, firmato a Venezia con un maggiore ingaggio e la possibilità di avere a disposizione maggiori chance di giocare, Amar Alibegovic che ha firmato per l’Olimpia Lubiana, con prospettive di poter fare esperienza diversa dall’Italia e di Marco Ceron, che ha preferito proseguire la sua carriera di giocatore in una categoria inferiore, ma con tante possibilità di poter stare in campo.

Per quanto concerne il reparto stranieri, l’addio di Kevin Hervey ha lasciato più di un rimpianto, pensando alle potenzialità tecniche di questo ragazzo, intraviste nei primi mesi di Virtus prima che sopraggiungesse il maledetto infortunio al ginocchio che ne ha compromesso la stagione, sopratutto a livello psicologico.

Quello di JaKarr Sampson è stato sicuramente meno difficile da digerire, nonostante il ragazzo abbia comunque fornito il proprio apporto in alcuni momenti della stagione, soprattutto in finale Eurocup, dove ha contribuito in modo tangibile ad aiutare l’intero gruppo nel raggiungere l’obiettivo primario della stagione.

Infine quello forse più triste e malinconico, quello di Ekpe Udoh, praticamente mai visto in campo con la maglia della Segafredo; che cosa avrebbe potuto dare alla causa e come sarebbe stata la stagione della squadra col suo contributo, rimane semplicemente un concentrato di ipotesi, basandosi sul concetto che, uno dei piloni su cui era stata pensata la Virtus 2021/22, era proprio il centro nigeriano.

Gli arrivi di questa estate sono stati diversi, ma la notizia più eclatante del mercato virtussino è forse il non arrivo del giocatore che avrebbe dovuto dare un assetto ben preciso all’intero gruppo, perchè italiano e perchè di ottimo livello, Achille Polonara. Cosa sia davvero successo nella trattativa è difficile stabilirlo, sembrava praticamente tutto fatto, poi all’improvviso qualche giorno di silenzio, ed infine l’annuncio a sorpresa del passaggio all’Efes del giocatore del Fener. Si possono fare mille ipotesi su questo mancato ingaggio, ma quello che è certo, è che la Virtus ha poi dovuto modificare la propria strategia di mercato, rimanendo oggettivamente sbilanciata sul reparto italiani, specialmente nel settore lunghi. In Eurolega, il problema è meno evidente, nella competizione europea possono giocare tutti, non esistono limiti per gli stranieri, ma è nel campionato italiano che si evidenziano le difficoltà che potrebbe avere la squadra bianconera. Al momento, i giovani Gora Camara, rientrato dal prestito a Pesaro e l’acquisto dalla Stella Azzurra di Leo Menalo, non garantiscono eguale esperienza nel reparto. Quella che sino allo scorso anno, poteva essere considerata una importante peculiarità della Segafredo, a forte impatto italiano, con annesse qualità nei singoli, al momento sembra essersi ridotto considerevolmente, a meno che, i giovani, non compiano importanti passi avanti nella loro crescita e riescano a sopperire alle partenze di Alibegovic e Tessitori e al non arrivo di Polonara.

Oltre a questo, e qui entra in gioco pure la sfortuna, che continua a bersagliare il gruppo bianconero, il nuovo infortunio di Awudu Abass rischia di mettere ancora più a nudo le difficoltà di un gruppo che al momento, possiede italiani di conclamata esperienza solo in ruoli di esterni. Questa situazione, al momento costringerebbe a fare gli straordinari agli stranieri nei ruoli sotto canestro, a meno che non si voglia gettare nella mischia in modo incondizionato due ragazzi che sono ancora alle prime esperienze per una squadra che anche quest’anno si presenta al via con l’ambizione di potersi giocare il tricolore. L’alternativa sarebbe di tornare sul mercato, ma trovare un atleta “indigeno” di esperienza e che possa stare in campo a certi livelli, è oggi piuttosto complesso, a meno che non si decida di farsi svenare da qualche buy out.

Tornando ai nuovi arrivati, uno dei pezzi di maggior pregio che il DG Paolo Ronci ha portato all’Arcoveggio è Jordan Mickey, giocatore di esperienza in Eurolega, con caratteristiche molto interessanti e soprattutto la duttilità di poter interpretare molto bene entrambi i ruoli di ala forte e pivot.

A seguire, Semi Ojeleye, giocatore che ha alle spalle circa 300 gare in NBA, la maggior parte alla corte dei Boston Celtics, non proprio una franchigia qualunque. Per lui, che può occupare entrambi gli spot da ala, una propensione alla difesa ed una forza fisica importante, che verrà sicuramente utile soprattutto nelle battaglie europee.

Dal Belgio, arriva Ismael Bako, un lungo molto mobile, specialista nel p&r, dal fisico non particolarmente massiccio, ma dotato di due braccia molto lunghe ed estremamente rapido nel farsi trovare pronto a ricevere passaggi in movimento.

Nel settore esterni, il nuovo volto della Segafredo è rappresentato dal danese Iffe Lundberg, una guardia che possiede un ottimo ball-handling ed un tiro dalla lunga molto interessante.

Per il resto della truppa, c’è stata una conferma in blocco, compreso Nico Mannion, su cui la società ha mantenuto l’idea iniziale di investire su un prospetto potenzialmente molto interessante, che solo a tratti ha lasciato intravvedere il proprio potenziale. Quest’anno dovrà dimostrare di essere tornato a posto fisicamente, dopo la brutta avventura della scorsa stagione, mettendo a frutto quanto imparato in una annata negativa, in tanti si aspettano la sua esplosione e quel passo avanti che potrebbe davvero aiutare tutta la squadra.

Notazione a margine per il rinnovo di Toko Shengelia, anch’egli vittima di un infortunio che lo terrà fuori dai giochi per un pò di tempo. La sua firma non è mai stata in discussione, cavilli burocratici ne avevano solo ritardato l’ufficialità, ma l’accordo con la Virtus era già stato siglato da tempo, perchè il giocatore si trova molto bene a Bologna e la Segafredo aveva tutte le caratteristiche (ingaggio compreso), per convincerlo a rinnovare. Il due più uno firmato, ne sono l’evidenza più concreta.

Gli obiettivi stagionali della Segafredo per l’annata 2022/23 sono estremamente chiari, il raggiungimento dei playoff in Eurolega, per mantenere la licenza ottenuta e poter continuare a vivere il sogno europeo, e giocarsi ogni titolo a livello nazionale. Sarà una stagione molto complessa, gli infortuni e l’assetto degli italiani non propriamente ideale al momento, non permettono di guardare al futuro con certezze granitiche soprattutto in Italia, ma in Arcoveggio lo sanno molto bene, e vista la grande passione più volte esternata dal Patron Massimo Zanetti, ci si può anche aspettare un colpo di coda finale, che possa ridare maggiore concretezza ad un gruppo comunque ben assemblato, ma ancora una volta bersagliato oltre misura dalla sfortuna.

 

Alessandro Stagni