Hawks, Nuggets, Wizards e Kings: è tempo di scoprire i protagonisti della quindicesima settimana NBA
L’NBA è ormai entrata nella sua fase calda e le franchigie sono già all’opera per tentare di assicurarsi un posto per i playoff, o almeno di qualificarsi per i play-in. Per quanto riguarda la Eastern Conference, al primo posto è ancora lotta senza esclusione di colpi tra i Philadelphia 76ers (35-16) e i Brooklyn Nets (35-16), mentre perdono leggermente terreno i Milwaukee Bucks (32-18), che dopo un ottima settimana ieri notte sono inciampati sui Golden State Warriors. A seguire gli Atlanta Hawks (27-24), i Charlotte Hornets (25-24), i Miami Heat (26-25), i New York Knicks (25-26), i Boston Celtics (25-26), gli Indiana Pacers (22-27), i Chicago Bulls (21-28) e i Toronto Raptors (20-31). Nella Western Conference, invece, rimangono ancora al commando gli Utah Jazz (38-12), seguiti a ruota dai Phoenix Suns (35-14), dai Los Angeles Clippers (34-18), dai Denver Nuggets (32-18) e dai Los Angeles Lakers (32-19). A due vittorie di distanza i Portland Trail Blazers (30-20), e a seguire numerose pretendenti per il settimo e ottavo posto: i Dallas Mavericks (28-21), i Memphis Grizzlies (25-23), i San Antonio Spurs (24-24), i Golden State Warriors (24-27), i New Orleans Pelicans (22-28) e infine i Sacramento Kings (22-29).
Le migliori: Atlanta Hawks e Denver Nuggets
All’interno della Eastern Conference, sono gli Atlanta Hawks (27-24) la squadra più forma della settimana. I ragazzi di coach Nate McMillan, infatti, negli ultimi sette giorni hanno collezionato quattro vittorie consecutive, che hanno permesso loro di raggiungere il quarto posto della classifica orientale e di scavalcare i Miami Heat (i quali dopo un’ottima settimana si sono dovuti arrendere ai Memphis Grizzlies). Grandi meriti vanno all’attacco, che nelle ultime quattro gare ha realizzato 125 punti di media (tirando con il 50% sia da due che da tre), ma anche alla maggior attenzione nella metà campo difensiva (sempre più protetta da Clint Capela, ovvero il miglior rimbalzista di tutta l’NBA e il terzo miglior stoppatore della lega). Da sottolineare anche le recenti prestazioni di Danilo Gallinari (ad esempio i 25 punti contro gli Warriors), che in uscita dalla panchina si sta rivelando sempre più incisivo e sta sicuramente contribuendo all’ottimo momento di forma della franchigia di Atlanta.

Per quanto riguarda la Western Conference, invece, insieme ai Phoenix Suns (6-0 nelle ultime sei partite), la squadra più in forma della settimana sono senza dubbio i Denver Nuggets (32-18). Dopo il successo di ieri notte contro i Detroit Pistons, infatti, la squadra di coach Michael Malone ha inanellato il sesto successo consecutivo (4-0 nell’ultima settimana), e ha scavalcato i Los Angeles Lakers al quarto posto della classifica occidentale. I meriti principali del superbo momento di forma dei Nuggets devono essere ricondotti all’attacco (il quarto della lega per punti), che dopo il recente arrivo di Aaron Gordon sembra essere diventato ancora più solido e pericoloso, e che nelle ultime sei partite ha tirato con il 51.8% da due e il 42.8% da tre. Ciò che colpisce maggiormente dei Nuggets, però, è lo spirito collettivo, la grande chimica che sembra regnare all’interno della squadra (anche tra i nuovi arrivati come Gordon, Green ma anche Campazzo), e che risulta evidente dando un’occhiata alla classifica degli assist (dove la franchigia di Denver, anche grazie agli 8.6 assist di media stagionali di Nikola Jokic, occupa il terzo posto).

Le peggiori: Washington Wizards e Sacramento Kings
I Washington Wizards (17-32) stanno vivendo una stagione estremamente complessa. Dopo l’ultima partita contro i Toronto Raptors, finita con un canestro di Gary Trent Jr. allo scadere, infatti, la squadra di coach Scott Brooks ha ottenuto la quarta sconfitta consecutiva e attualmente si ritrova al tredicesimo posto della Eastern Conference. I Wizards, momentaneamente privi di Bradley Beal (che ha subito una contusione all’anca contro i Detroit Pistons), presentano numerosi problemi. Il primo, e più evidente, viene dalla metà campo difensiva, visto che la franchigia di Washington è tra le ultime difese della lega (e concede più di 115 punti di media a partita). Anche in attacco (il 23esimo della lega), però, le cose non vanno molto meglio, visto che le continue triple doppie di Russell Westbrook, che ha comunque il merito di alzare costantemente il ritmo del gioco (categoria in cui la squadra risulta essere la prima di tutta l’NBA), non sembrano sufficienti a rendere i Wizards un reale pericolo per le difese avversarie. Aspettando il rientro di Beal, dunque, i Wizards dovranno fare l’impossibile per raddrizzare la propria situazione e tentare di avvicinarsi il più possibile al decimo posto della Eastern Conference (occupato dai Bulls e distante tre vittorie), che garantirebbe la possibilità di giocare i play-in. Una missione non del tutto impossibile, ma sicuramente complicata.

I Sacramento Kings (22-29) sono nuovamente in un momento di declino. I ragazzi di coach Luke Walton, infatti, dopo l’incredibile settimana scorsa (in cui avevano collezionato cinque successi consecutivi), sono incappati in quattro sconfitte filate, che li hanno spinti di nuovo nella parte bassa della Western Conference (al dodicesimo posto, a due vittorie di distanza dalla decima piazza occupata dai Golden State Warriors). L’attacco non sembra essere un problema per i Kings, che con Fox, Hield, Barnes e Haliburton riescono sempre a impensierire persino le difese avversarie di alto livello. Non si può dire lo stesso, però, per la difesa, che soprattutto dopo l’intervallo sembra fare acqua da tutte le parti (i Kings hanno la 29esima difesa della lega, e concedono circa 118.6 punti di media ai propri avversari ogni sera). È sicuramente da quella metà campo che dovranno ripartire i Kings, se vorranno recuperare qualche posizione e tentare di qualificarsi per i play-in della Western Conference (per cui al momento stanno lottando anche New Orleans Pelicans, Golden State Warriors, San Antonio Spurs, Memphis Grizzlies e Dallas Mavericks).

Pier Paolo Polimeno