OLIMPIA MILANO 7.5: Comprensibile che la testa sia rivolta alla doppia sfida con l’Anadolu Efes, poi due chiacchiere con Ettore Messina negli spogliatoi ricordano a tutti che anche il campionato è da giocare e l’Olimpia divora la partita nel terzo quarto.

IN SURPLACE

MELLI 7.5: Un muro per tutti, domina la partita dal punto di vista difensivo e sfrutta sempre con grande cinismo i mismatch ottenuti dai cambi difensivi per punire l’avversario sull’altra metà campo. Bastano meno di 20’ del capitano per regolare Napoli, lui ci mette anche 5 assist.

PROFESSORE

GRANT 6: Sparacchia al tiro ma è lucido nella circolazione di palla, 7 assist a referto e pochi grattacapi nella propria metà campo.

SERENO

SERGIO RODRÍGUEZ 6.5: Lo spagnolo prosegue il suo recupero del ritmo partita in vista della doppia sfida di Eurolega e lo fa con zampate d’autore che spengono i sogni di una Napoli volenterosa nel primo tempo. Puoi anche sperare sia rimasto a casa, ma lui apparirà sempre, ineluttabile.

THANOS

TARCZEWSKI 5: Gudaitis lo scherza in apertura di gara e gli sfila tre falli anche non al 100%, la sua partita finisce lì, e qualche tifoso spera che quelle con l’Efes non inizino nemmeno.

BIRILLO

RICCI 6: Le triple non entrano, ma in area si fa rispettare eccome. 17’ per dare energia sotto canestro e sopperire alla pesante assenza di Bentil, ma senza correre rischi.

DILIGENTE

BILIGHA 6: Appena 7’ di parquet per lui, un po’ di energia per sopperire ai problemi di falli di Tarczewski e 3 stoppate per far capire agli avversari che non è serata.

RUVIDO

DELANEY 5: Come i punti a referto, è un caso. Passeggia in campo come se ritenesse che il suo apporto non serva, abbiamo capito che non vede il suo futuro in Europa, ma se quello più immediato lo vedrà offrire prestazioni come questa, i tifosi non faranno salti di gioia.

SVOGLIATO

BALDASSO 5: Il canestro lo vede piccolo come un elettrone e ne risente in tutto il resto, sparendo dalla circolazione in men che non si dica.

MIMETICO

SHIELDS 6.5: Appare e scompare dalla gara, mettendo altra benzina nelle gambe. Il primo strappo, poi ricucito, è opera sua, poi gestisce le energie.

ESSENZIALE

ALVITI 8.5: Messina gli dà la possibilità di dimostrare quanto vale e l’ex Trieste coglie la palla al balzo e la manda a canestro con continuità, superando il suo massimo in carriera con 25 punti e 8/12 dal campo, rivendicando anche qualche minuto importante in più.

MANIFESTO

HINES 7: Bastano 16 minuti per mettere a posto le cose. La sua bimane sarebbe da rivedere a partire da prima della ricezione di palla per posizionamento, elusione dell’aiuto ed esecuzione del gesto tecnico, un’opera d’arte che strizza l’occhio alle proporzioni perfette delle figure classiche e rinascimentali.

MICHELANGELO

INVERNIZZI 10: Ok, fa solo due minuti in cui non incide minimamente, vero, ma salutare i giovani che assaggiano il parquet, con la speranza che diventino grandi, è il minimo.

BENVENUTO

MESSINA 6.5: Dopo l’ulcera del primo tempo catechizza i suoi che rientrano dagli spogliatoi facendo le prove generali dei playoff di Eurolega. Gestisce i minutaggi per mettere minuti nelle gambe degli assenti e fa un’iniezione di fiducia.

EQUILIBRATO.

NAPOLI 4.5

Il primo tempo sarebbe quasi da incorniciare, nonostante qualche sbavatura di troppo e la mira sbilenca dalla lunga distanza; la resa, evidente nel linguaggio del corpo dei giocatori, dopo pochi minuti del terzo quarto, invece, è inaccettabile. Ma poi, che fine ha fatto Totè?

IRRISPETTOSA

ZERINI 6: Uno dei pochi a salvarsi, almeno riesce a non sfigurare al cospetto di Hines, dando anche qualche grattacapo agli avversari e ci prova in qualche modo anche quando Milano scappa.

STOICO

MCDUFFIE 4: Comincia ispirato, ma è pia illusione. Una serie di scelte scellerate, una rimessa battuta in maniera abominevole che per poco non cagionava una palla persa sanguinosa, una serie di scelte che fanno pensare che abbia un’inquietante propensione a complicarsi inutilmente la vita.

MASOCHISTA

GUDAITIS 6: Più integrato, finalmente non si pesta i piedi con gli altri compagni. In un amen porta Tarczewski a 3 falli, spesso buggerandolo. Non è colpa sua se i compagni non ne cavalcano la buona vena.

MESSO A PUNTO

VITALI 5.5: Ha il merito di portare un minimo d’ordine in campo, ma non può certo essere Mary Poppins o Mrs. Doubtfire tutte le volte che gli altri, Velicka su tutti, scompigliano tutto.

AFFATICATO

VELICKA 4: 2/11 dal campo, 3 stoppate subite, la palla fermata senza senso. L’involuzione del lituano è evidente ed allo stesso tempo preoccupante se, poi, difensivamente, offri anche il caffè all’avversario.

DESAPARECIDO

PARKS 4: Fallisce clamorosamente il confronto ad un livello al quale vorrebbe e potrebbe puntare. Melli gli provoca giramenti di testa ogni volta che si trovano accoppiati. Corre come un pollo senza testa e sbatte contro la difesa avversaria disperdendo in modo improbo le proprie energie che non vengono canalizzate nel modo giusto.

DISORIENTATO

MARINI 5: Si sbatte, trova anche una tripla, ma incide sulla partita come una goccia nell’oceano, per poi sprofondare insieme ai suoi compagni nello sconforto.

FRUSTRATO

UGLIETTI 6: Chiamato a togliere l’aria a Rodríguez e Delaney, prova a rendersi utile anche nell’altra metà campo, spesso sorprendendo la difesa avversaria, ma capitalizzando meno di quanto meriterebbe.

LOTTATORE

LOMBARDI 6: Prova positiva per l’ex Biella che si fa rispettare a rimbalzo e guadagna anche un paio di giri in lunetta che non guastano. Ma non è certo lui a dover tirare la carretta.

ENERGICO

RICH 6: Da 3 non entra? Ci prova dalla media e non sbaglia mai. Troppo presto incorre in problemi di falli che ne pregiudicano anche la prestazione difensiva.

LIMITATO

BUSCAGLIA 5: Il primo che avrà fatto tremare i muri dello spogliatoio sarà sicuramente lui. La squadra si scioglie come neve al sole dopo un ottimo primo tempo e non oppone resistenza quando Milano alza i giri del motore. La sconfitta era preventivata, il modo, e la poca incisività dei time out, lo costringono a chiedere scusa in conferenza stampa.

DISARMATO

 

Nell’immagine Davide Alviti, foto Ciamillo-Castoria

Elio De Falco