Matteo Montano sullla Fortitudo Bologna: “A Bologna non ho mai sentito la pressione, lì ho costruito i miei ricordi più belli”

Matteo Montano sullla Fortitudo Bologna: “A Bologna non ho mai sentito la pressione, lì ho costruito i miei ricordi più belli”
Matteo Montano, giocatore dell’Urania Milano ed ex sia della Fortitudo Bologna che di Ravenna, è stato intervistato da Damiano Montanari di Stadio, queste le sue dichiarazioni:

“Credo sarà una gara complicata per Ravenna. Al PalaDozza la Fortitudo è un’altra squadra, i risultati parlano da soli, il fattore campo è ancora inviolato. E poi, confrontando il livello dei due roster, quello biancoblù è decisamente più competitivo. La squadra di Lotesoriere dovrà cerca di “fare della rumba”, come si dice in gergo, lottando all’arma bianca. Di sicuro arriverà a Bologna senza avere niente da perdere.
Sono stato nettamente più felice a Bologna, perché lì ho costruito i miei ricordi più belli. Il primo è stato avere trovato un gruppo incredibile nella stagione 2014/15 in cui conquistammo la promozione in A2 con Boniciolli in panchina. Stavamo bene insieme, ancora ci sentiamo con tutti i ragazzi. Non posso dimenticare la vittoria del campionato a Forlì, un’emozione incredibile in un momento in cui, dopo l’esperienza a Napoli, ero in cerca di riscatto. L’anno seguente è stato ancora più esaltante, sono stato soddisfatto del contributo che ho dato, l’unico rammarico è stato l’epilogo, la sconfitta in gara 5 della serie della finale playoff di A2 con Brescia. Forse loro erano più forti di noi, ma noi giocammo senza Flowers, infortunato.
Le aspettative della gente? La critica fa parte del gioco. In una piazza come quella della Fortitudo puoi essere criticato una domenica e quella successiva diventare un eroe. Molti dicono che a Bologna sentono la pressione. Io ho sempre vissuto tutto in modo sereno, forse perché sono bolognese e ho iniziato ad andare al PalaDozza che ero un bambino. Noi giocatori di basket viviamo di emozioni, siano esse positive o negative. Meglio che si parli, piuttosto che ci sia calma piatta”