Intervistato da Giuseppe Sciascia sul “Corriere della Sera”, Brandon Davies si è aperto partendo dal successo sul parquet della Virtus nel big match di campionato: “Vittoria molto importante per dare un segnale nel duello con Bologna, ma non siamo neppure a metà della stagione e dunque non abbiamo ancora fatto nulla di decisivo. Dobbiamo dare continuità ad una serie di successi importanti che ci hanno rimesso sulla rotta giusta, inutile recriminare su chi non c’è: tutti devono dare qualcosa di più. Le assenze concentrate nel reparto esterni ci hanno penalizzato, ora abbiamo trovato equilibri efficaci. Al di là dei punti, gli assist sono il mio modo per aiutare e coinvolgere i compagni“.

Cosa ha portato il numero 0 a scegliere l’EA7 Emporio Armani? “Il colloquio con Messina mi ha fatto sentire un pezzo importante del suo progetto, mi ha fatto capire quello che sta cercando di costruire e ho percepito la possibilità di poter migliorare come giocatore. E poi ho ritrovato Kevin Pangos: ero già stato con lui a Kaunas e Barcellona, siamo grandi amici”.

Come si trova Brandon nella nuova città? “Tempo per girare ce n’è poco. Ero già stato in Italia, a Varese nel 2015/2016, con mia moglie avevamo visitato parecchio. Milano è perfetta per chi come me ha tre figli piccoli: musei, parchi accoglienti e sicuri per i bambini, situazione ottimale per trascorrere tempo con loro”.

Dopo aver studiato spagnolo a Barcellona, Davies ha “ripreso a studiare l’italiano anche a Milano dopo averlo fatto a Varese. Mi piace sorprendere i compagni, lo ritengo il modo migliore per entrare in sintonia con loro. Importante comprendere la cultura del Paese dove vivo”.

Fonte: legabasket.it