Le principali notizie NBA di venerdì 14 agosto: i Minnesota Timberwolves hanno fissato la cerimonia con cui ritireranno il numero 21 di Kevin Garnett, mentre i Los Angeles Clippers hanno ufficializzato la permanenza di Bradley Beal.
Novità importanti anche sul mercato. Cleveland e Charlotte hanno definito lo scambio che porterà Dennis Schröder agli Hornets e Tre Mann ai Cavaliers, anche se manca ancora l’annuncio delle due franchigie. Spazio inoltre al chiarimento sul contratto del compianto Brandon Clarke e alle iniziative estive di Victor Wembanyama e Rudy Gobert.
Minnesota ritirerà il numero 21 di Kevin Garnett
Il numero 21 di Kevin Garnett salirà definitivamente sul soffitto del Target Center. I Minnesota Timberwolves hanno fissato per il 28 febbraio 2027 la cerimonia dedicata al giocatore più rappresentativo della storia della franchigia.
Come riportato da Reuters, il ritiro della maglia avverrà dopo la partita contro i Boston Celtics, la squadra con la quale Garnett conquistò il titolo NBA nel 2008. Boston ha già ritirato il numero 5 indossato dal lungo durante la sua esperienza in Massachusetts.
Garnett ha disputato complessivamente quattordici stagioni con Minnesota ed è ancora il primatista della franchigia per punti, rimbalzi, assist, palle recuperate, stoppate e partite disputate. Nel 2004 vinse il premio di MVP della regular season dopo aver condotto i Timberwolves fino alle finali della Western Conference.
Il rapporto tra Garnett e la sua prima squadra era rimasto complicato per quasi un decennio, soprattutto a causa delle tensioni con l’ex proprietario Glen Taylor. Il riavvicinamento è arrivato dopo il passaggio della franchigia a Marc Lore e Alex Rodriguez e il successivo ritorno dell’ex giocatore nel ruolo di ambasciatore.
Il numero 21 sarà il secondo ritirato nella storia dei Timberwolves dopo il numero 2 di Malik Sealy.
Bradley Beal resta ai Los Angeles Clippers
I Los Angeles Clippers hanno ufficializzato il rinnovo di Bradley Beal. La franchigia non ha comunicato i termini economici dell’accordo, ma secondo ESPN il veterano ha firmato un contratto biennale da 13,2 milioni di dollari.
Beal aveva rinunciato alla player option da 5,6 milioni prevista dal precedente accordo ed era diventato unrestricted free agent. Nonostante la possibilità di cambiare squadra, il giocatore ha scelto di proseguire la propria esperienza a Los Angeles.
La sua prima stagione con i Clippers è stata praticamente cancellata dagli infortuni. Beal ha disputato solamente sei partite prima di riportare una frattura all’anca sinistra, problema che ha richiesto un intervento chirurgico e gli ha impedito di tornare in campo.
In quelle sei presenze aveva prodotto 8,2 punti e 1,7 assist di media. I Clippers hanno comunque deciso di offrirgli una nuova opportunità, confidando nel recupero del tre volte All-Star e nella possibilità di ritrovare almeno in parte il realizzatore visto durante gli anni trascorsi a Washington.
Dennis Schröder verso Charlotte, Tre Mann a Cleveland
I Cleveland Cavaliers hanno raggiunto un accordo per cedere Dennis Schröder e una somma di denaro ai Charlotte Hornets in cambio di Tre Mann.
La notizia è stata riportata da Shams Charania di ESPN, secondo il quale le due franchigie e l’agente di Schröder, Mark Bartelstein, stavano lavorando all’operazione da alcuni mesi. Al momento manca ancora l’annuncio ufficiale delle squadre.
Charlotte aggiungerà alla propria rotazione un playmaker esperto che conosce già il presidente Jeff Peterson e l’allenatore Charles Lee, incontrati da Schröder durante la prima parte della sua carriera ad Atlanta.
Cleveland riceverà invece un esterno più giovane e otterrà ulteriore flessibilità per completare altre operazioni, riducendo contemporaneamente il proprio monte salari e mantenendosi distante dal secondo apron.
Per Schröder, Charlotte rappresenterebbe la dodicesima franchigia della carriera NBA.
I 12,5 milioni di Brandon Clarke saranno pagati alla famiglia
I 12,5 milioni di dollari ancora previsti dal contratto di Brandon Clarke saranno corrisposti integralmente alla famiglia del giocatore.
A chiarire la situazione è stato Kevin O’Connor di Yahoo Sports, smentendo un precedente report secondo il quale i familiari dell’ex lungo dei Memphis Grizzlies non avrebbero ricevuto l’importo.
Il contratto di Clarke era completamente protetto in caso di morte attraverso una polizza sulla vita. L’accordo prevedeva che i Grizzlies rimborsassero al giocatore il costo dell’assicurazione, una soluzione utilizzata nella NBA e vantaggiosa anche dal punto di vista fiscale.
Il pagamento non sarà quindi effettuato direttamente dalla franchigia come normale stipendio, ma arriverà attraverso la copertura assicurativa prevista dal contratto.
Clarke, scomparso lo scorso maggio all’età di 29 anni, aveva trascorso tutte le sette stagioni della propria carriera NBA con Memphis. In 309 partite aveva prodotto 10,2 punti e 5,5 rimbalzi di media.
Wembanyama sperimenta il rugby per migliorare ancora
Victor Wembanyama continua a cercare metodi di allenamento alternativi con cui sviluppare il proprio corpo e ampliare il repertorio atletico.
Dopo l’esperienza con il kung fu, il giocatore dei San Antonio Spurs ha provato anche il rugby. Il francese aveva già spiegato di essere interessato ai differenti schemi di movimento richiesti da questa disciplina e alla possibilità di trasferirne alcuni elementi sul parquet.
L’esperimento si inserisce in un’estate particolarmente intensa per Wembanyama. Il lungo ha infatti riunito in Francia diversi compagni degli Spurs per una settimana di allenamenti e ha continuato a lavorare sulla propria preparazione attraverso attività differenti dal basket tradizionale.
Gobert paga la trasferta dei Timberwolves a Parigi
Anche Rudy Gobert ha scelto la Francia per rafforzare la coesione dei Minnesota Timberwolves. Secondo quanto raccontato da Jon Krawczynski di The Athletic, il centro ha sostenuto personalmente le spese della trasferta organizzata a Parigi per diversi compagni di squadra.
Anthony Edwards e LaMelo Ball avevano inizialmente proposto di occuparsi dei voli, ma Gobert avrebbe deciso di pagare l’intero viaggio.
Il programma non comprendeva solamente sessioni di allenamento, ma anche diversi momenti da trascorrere insieme lontano dal campo. L’obiettivo era accelerare la costruzione dei rapporti interni a una squadra profondamente rinnovata.
L’iniziativa rappresenta anche un segnale della leadership assunta da Gobert all’interno dello spogliatoio di Minnesota.
Di Flavio Tarabù
In foto: Kevin Garnett | Foto di Keith Allison/Wikimedia Commons – CC BY-SA 2.0