Gara5 è andata in archivio. A spuntarla è stata l’Olimpia Milano per 79-72 portandosi così in vantaggio nella serie sul 3-2. Con questo risultato l’Armani di Messina si regala due matchpoint di fila per cucirsi al petto il secondo tricolore consecutivo.
Ma andiamo a vedere tutto il meglio ed il peggio con la consueta rubrica “L’Ottovolante”.
SALGONO
… I MINUTI DELLE SECONDE LINEE DI MILANO
È stata proprio questa una delle chiavi del successo meneghino. In controtendenza rispetto alle prime quattro partite, coach Ettore Messina ha dato più minuti e spazio ai giocatori della panchina. Ha allungato le rotazioni con Tommaso Baldasso, Giampaolo Ricci e Paul Biligha. I due lunghi in particolare hanno calcato il parquet del Forum rispettivamente per 15 e 12 minuti. Questo ha dato la possibilità di avere maggiore freschezza nel quarto periodo e giocare al meglio delle prestazioni (in particolare con Shields e Melli) contro una Virtus più sulle gambe.
IL VERO SHIELDS CHE FA LA DIFFERENZA
Era uno degli uomini più attesi e non sta di certo tradendo le aspettative. Shavon Shields è sempre più leader e perno di questa Olimpia che passa dalle sue prestazioni più di ogni altra volta. L’ala americana con passaporto danese ancora una volta è stato l’ago nella bilancia con canestri di un peso ed importanza incredibili. Ancora top scorer (22 punti) e MVP quasi certo qualora l’Olimpia dovesse vincere la sua ultima partita.
E Shields fa anche la differenza in quanto a sportività e umanità. Dopo i fattacci di gara2, i tifosi dell’Olimpia non sembra essere passato l’astio verso Daniel Hackett che ha subito ancora (a fine partita) beceri cori. Shields e Messina – con gesti plateali – hanno giustamente fatto cenno ai propri sostenitori di abbassare i toni e di smetterla con questo tipo di insulto. Bravi a loro, gli va fatto un sincero applauso.
SCENDONO
… LE PRESTAZIONI DI TEODOSIC E SHENGELIA
Scusateci se per la seconda volta riprendiamo il titolo della rubrica, ma è servita sul piatto d’argento. Il valore delle prestazioni dei due campionissimi della Virtus stanno scendendo e non poco. Teodosic in questa serie – complice anche il problema fisico su cui sta giocando sopra – sta veramente faticando tanto. Nelle tre partite al Forum in maniera lampante.
Shengelia, invece, è in una situazione di misto tra deficit d’ossigeno e sfiducia mentale per qualche errore ai liberi pesante.
Se la Virtus vuole avere ancora una chance di ribaltare la situazione non si può permettere di non contare su Teodosic e Shengelia.
LA LOTTA A RIMBALZO CONDANNA LA VIRTUS
È stato un dato non trascurabile in gara5. Milano stra vince la lotta sotto le plance e lo fa per 40-22. Un dato perentorio e netto che soprattutto nel finale ha fatto una concreta differenza. La Segafredo ha avuto la possibilità di avvicinarsi più e più volte all’Olimpia, ma regalando doppi – se non tripli – possessi ai propri avversari. Questo sarà un dettaglio (ma neanche troppo dettaglio) che Scariolo ed il suo staff dovranno per forza sistemare.
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Nicolò Melli, foto Ciamillo-Castoria