Prima partita equilibrata nella serie di quarti di finale tra l’Olimpia Milano e l’Aquila Trento. I biancorossi provano la prima fuga tra primo e secondo quarto, ma non riescono mai a piazzare la zampata decisiva, consentendo a Trento di assestarsi sui due o tre possessi di differenza. Nel quarto periodo la squadra di Lele Molin arriva anche al pareggio (63-63), ma la difesa e la grande esperienza degli uomini milanesi consentono ai viaggianti di chiudere la partita sul 65-74 finale e, con essa, la serie. Diamo i voti alla gara che ha svelato il nome della prima semifinalista di questi playoff di Serie A.
Aquila Trento
Gary Browne, voto 5: chiude sì con 9 punti a referto, ma non è proprio la sua partita. Se la complica subito con due falli nei primi tre minuti e mezzo, poi cozza contro la difesa milanese, non riuscendo a creare nulla dal palleggio.
Jeremy Morgan, voto 5,5: è protagonista del break che, nel quarto periodo, permette all’Aquila di riagganciare Milano nel punteggio, ma per il resto la sua prova non è positiva. Tira male da tre punti (2/7).
Kelvin Martin, voto 6,5: sicuramente uno dei migliori tra i suoi. Aldilà dei 13 punti e degli 8 rimbalzi messi a referto, ha sempre l’atteggiamento giusto, soprattutto in difesa, dimostrandosi un guerriero con pochi pari.
Luke Maye, voto 5,5: comincia immediatamente con due triple contestate a segno, poi sbaglia tutte le conclusioni successive. In avvicinamento al ferro non può reggere l’urto della fisicità milanese.
Jacorey Williams, voto 7,5: è il migliore nelle file dei padroni di casa. Molin lo tiene sul parquet per quasi 35 minuti e lui risponde con 16 punti e 8 rimbalzi. Oltre alla ben nota carica agonistica, mette in mostra pregevoli movimenti in post basso.
Victor Sanders, voto 5: appena tre punti messi a segno e un sacco di confusione quando deve gestire la palla in attacco. Fa qualcosa di buono in difesa, ma l’1/7 dal campo pesa troppo.
Toto Forray, voto 5: l’abnegazione e lo spirito di sacrificio non mancano mai, indubbio, ma le doti tecniche per fronteggiare una difesa come quella di Milano sì.
Maximilian Ladurner, sv: appena quattro minuti in campo durante i quali prova a fare il suo.
Coach Emanuele Molin, voto 6: gli va dato atto che, in una situazione di inferiorità per uomini e mezzi, ha messo in campo una squadra superlativa dal punto di vista dell’atteggiamento e della capacità di non arrendersi. Di più era difficile chiedere in una serie proibitiva che chiude una stagione da ritenersi comunque positiva.
Olimpia Milano
Malcolm Delaney, voto 5: in attacco gioca una partita ai limiti dell’inesistenza. In difesa ha il merito di lavorare bene contro Browne. Meno di quanto ci si aspetterebbe.
Kevin Punter, voto 6: ha una delle sue folate nel terzo quarto, quando sembra pronto per lanciare l’allungo decisivo. Così non è, perché, di fatto, nel resto della partita si dà al tiro al piccione (5/15 dal campo).
Riccardo Moraschini, voto 7: ancora una bella performance in questa serie per il nativo di Cento, che segna 13 punti senza sbagliare un tiro (4/4) ed è su ogni palla vagante. In difesa è una garanzia anche sui cambi.
Zach Leday, voto 6: il suo primo tempo è abbastanza anonimo in attacco. Si sveglia nella ripresa, quando si fa sentire vicino al ferro e in difesa.
Kyle Hines, voto 7: come sempre, non sono le cifre a indicare quanto sia importante il suo lavoro in campo. In attacco è una garanzia nel leggere il pick and roll da rollante. In difesa propizia i recuperi che permettono a Milano di chiudere il match e la serie.
Sergio Rodriguez, voto 5,5: non la sua miglior serata. Appena 5 punti con 1/4 al tiro, senza neanche mettere tanto in ritmo i compagni (4 assist). Nel finale prova a sbattersi in difesa.
Michael Roll, voto 6,5: segna 11 punti muovendosi benissimo senza la palla e correndo il campo in transizione. In difesa il suo contributo non viene mai meno, neanche nei momenti decisivi, quando merita di essere in campo.
Luigi Datome, voto 6: gioca il primo tempo prendendosi diverse responsabilità al tiro, non sempre con successo. Chiude con 8 punti in 15 minuti. Può bastare.
Jeff Brooks, voto 5: non si dimentica di svolgere i suoi compiti di energia e lavoro sporco, come sempre. In attacco, però, è come giocare in quattro.
Paul Biligha, voto 5: Messina gli concede 16 minuti di campo, ma lui non è brillante come nei primi due atti della serie. A un discreto contributo difensivo non corrisponde un sufficiente apporto offensivo.
Coach Ettore Messina, voto 6,5: conferma le scelte delle prime due gare in sede di turnover e insiste su una rotazione a dieci uomini. Le fatiche della lunga stagione si fanno sentire, ma gestisce bene le risorse a disposizione, trovando nella difesa il solito baluardo nelle difficoltà. Una serie chiusa in tre gare, come sperava.