L’impossibile sembra realtà, tanto da portare non uno, ma ben due tra gli allenatori maggiormente vincenti nel basket europeo a lasciare il proprio incarico. È così che, a neanche quarantotto ore dalle dimissioni di Ettore Messina da capo allenatore dell’Olimpia Milano, Željko Obradović, vincitore di nove Euroleghe, ha rinunciato alla posizione di head coach del Partizan.

L’episodio che ha spinto l’allenatore maggiormente vincente d’Europa a lasciare è stato il parzialone di 25:0 col quale il Partizan, in maniera assai poco edificante, è caduto alla OAKA Arena di Atene contro un Panathinaikos col quale si poteva sì perdere, ma non implodendo come invece accaduto alla compagine bianconera.

Rassegnazione

“Non mi spiego il perché di questo crollo” ha dichiarato nella conferenza stampa post partita un Željko Obradović che per la prima volta in carriera è apparso totalmente in balia di una rassegnazione non propria per un professionista abituato a lottare, il cui bilancio in Eurolega appare, nella stagione in corso, comunque impietoso, con quattro successi e ben nove sconfitte, oltre ad una difesa che ha concesso 87,1 punti a partita.

Certo, al Partizan quest’anno la scintilla agonistica non è mai scattata, complice sicuramente una selezione di giocatori non propriamente allineata con la storia e la cultura cestistica di Željko Obradović e del Partizan, andati alla ricerca di tagli NBA privi di esperienza e compatibilità con la pallacanestro europea. Tuttavia, gli stessi giocatori ingaggiati e confermati non hanno saputo cogliere l’occasione offerta loro da un allenatore e da un club che hanno scritto pagine importanti della storia del basket d’Europa.

La fine di un ciclo

Una scollatura tra allenatore e spogliatoio, dunque, è la ragione della rinuncia di Željko Obradović, che, chissà, forse si è scontrato con una pallacanestro oramai troppo diversa rispetto a quella che egli stesso ha contribuito a rendere grande vincendo titoli europei con Partizan, Fenerbahçe e Panathinaikos, ironia della sorte le ultime squadre affrontate dal professionista nativo di Čačak in Eurolega.

Le avvisaglie di tale situazione, del resto, le si sono viste con le dimissioni di Messina a Milano, che ha lasciato spazio a un coach che, come Peppe Poeta, rappresenta il nuovo che avanza. Lo stesso, rimanendo alla Serbia, dicasi per Svetislav Pešić, che ha lasciato la guida della nazionale ad un Dušan Alimpijević ben più collegato col basket moderno.

I prossimi risvolti

Con le dimissioni di Željko Obradović ufficializzate, la palla passa ora al presidente del Partizan, Ostoja Mijalović, che sul tavolo ha due opzioni. La prima è quella di respingere le dimissioni e dare fiducia allo storico coach, magari mettendo mano a un roster ad oggi incapace di difendere e di onorare la canotta bianconera.

La seconda opzione è la nomina di un nuovo allenatore, aspetto sul quale i rumors hanno già identificato in Sale Đorđević ed Andrea Trinchieri alcune scelte con le quali la dirigenza del Partizan potrebbe sostituire una leggenda del club bianconero con un altro professionista iconico della compagine di Belgrado.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Željko Obradović. Credits: ABA League / Dragana Stjepanović