Viaggio attraverso le gesta dei cestisti italiani emigranti, episodio 16: L’ex Dinamo Sassari strapazza Milano e Panathinaikos, il play romagnolo si prende la leadership nel marasma che porta Mike James fuori dal CSKA.

Il giorno e la notte, Dr Jekyll e Mr. Hyde, la testa e la croce, potremmo spendere mille metafore per descrivere l’altalena di sensazioni che giungono dai nostri connazionali all’estero.

La prima fermata della nostra metropolitana europea è, come spesso accade, il Buesa Arena di Vitoria, dove il Baskonia altalena prove di forza europee ad inattesi scivoloni nella competizione domestica. Polonara è uno dei pochi a salvarsi nella disfatta casalinga contro l’Herbalife Gran Canaria (11+7r) pur sparacchiando (1/5) dall’arco. Ma era un normalissimo riposo arrivato in mezzo a due prestazioni sontuose in Eurolega.

Se i bambini, di norma, hanno paura del mostro, l’Olimpia Milano ha paura del Polonara nell’armadio: le “scarpette rosse” già travolte nel suo ultimo anno a Sassari, sono tra le sue vittime preferite e l’azzurro si ripete anche in maglia Baskonia con una prestazione devastante da 17 punti e 13 rimbalzi per 28 di valutazione. Nemmeno il tempo di digerire il passo falso in campionato e via a dominare OAKA con un’altra esibizione di puro strapotere: 22 punti, 11 rimbalzi, 4 assist, 3 palle rubate, 36 di valutazione.

Lo diciamo da tempo, la Nazionale un 4 da alternare a Gallinari ce l’ha.

VOTO 8,5: IMPERIALE

Resta ai box, invece, Alessandro Gentile; l’ex Olimpia Milano può solo gioire da casa per il successo del suo Estudiantes ai danni del Morabanc Andorra, essendo ancora alle prese con problemi muscolari.

VOTO SV: IN SALA D’ATTESA

 

Dolenti, dolentissime note suonano all’Audi Dome di Monaco di Baviera: se la scorsa settimana parlavamo di percorso netto per coach Trinchieri, stavolta tocca registrare la stessa omogeneità di risultati, ma in negativo. Il Bayern, come nelle precedenti uscite, si complica la vita già nel primo appuntamento di Eurolega e tenta di nuovo la rimonta alla Fonteta, contro un Valencia che non affronta certo il miglior momento di forma; stavolta, pur rientrando in partita, i bavaresi cedono di schianto nel quarto periodo, permettendo a Tobey e compagni di portarsi a casa un successo vitale per mantenere vive le speranze di accesso ai play off.

Non va meglio nel finesettimana: il Bayern cede in trasferta in BBL ad un ottimo Amburgo e perde terreno rispetto alla vetta occupata, e mantenuta, dal Ludwigsburg.

E, dato che non c’è due senza tre, coach Trinchieri raccoglie un nuovo stop al ritorno sul palcoscenico europeo: stavolta è il Fenerbache a portarsi via la posta in palio, espugnando il parquet dell’Audi Dome per 77-68 grazie ad un favoloso Nando De Colo da 25 punti che sposta gli equilibri nel terzo quarto; l’ennesimo tentativo di rientrare dei bavaresi viene facilmente rintuzzato.

Non ci esprimeremo sulle scelte relative a Flaccadori e Grant, già in passato abbiamo chiarito il nostro pensiero e se non vedono il campo, dopo le prestazioni delle scorse settimane, la risposta migliore dovranno darla loro in allenamento; una domanda, però, ci sentiamo di farla al coach ex Cantù: è valsa la pena spremere alcuni elementi del roster con minutaggi così alti ed in partite così ravvicinate?

TRINCHIERI, VOTO 5: A furia di scherzare col fuoco della rimonta, si finisce per scottarsi. ARROSTITO.

FLACCADORI E GRANT, SV: SPETTATORI

 

Va solo leggermente meglio a Simone Fontecchio: la partenza non è certo delle migliori per l’ala ex Reggio Emilia, l’Alba Berlino deve chinare il capo al cospetto di un Barça difensivamente quasi perfetto e dotato di un Mirotic in versione extra lusso (26+7r).

Altra musica suona in campionato; il Syntainics viene regolato senza problemi e Fontecchio si prende giustamente i riflettori con una prestazione quasi perfetta (6/8 dal campo, 3/3 da 3) grazie alla quale mette a referto 17 punti in 18 minuti di parquet, top scorer di serata in coabitazione con Giffey.

Contano, e tanto, le motivazioni, quelle che l’Alba non ha più per le aspirazioni play off in Eurolega. Chi, invece, coltiva ancora la speranza è lo Zalgiris che s’impone ai tedeschi per 96-86 grazie ad un terzo quarto stellare. Aíto García Reneses decide di ruotare il suo roster e Fontecchio, solo 3 punti per lui, può riposare in vista del rush finale in campionato.

VOTO 6: SU E GIU DA UN PALCO

 

Nemmeno Michele Vitali si salva dalle montagne russe: al 3/3 dall’arco confezionato nella vittoria di campionato contro il Ratiopharm Ulm, l’ex Dinamo Sassari aggiunge il meno piacevole 1/4 nella sfida di Champions League che vede il Bamberg sconfitto a domicilio dai cechi del Nymbruk. Le cifre a referto, 11 per il campionato e 9 per il palcoscenico europeo, sono costanti e sarebbe da folli pretendere di vedere continuamente acuti come quello della settimana scorsa. Nell’altalena di emozioni, almeno, Vitali resta equilibrato.

VOTO 6: ORDINATO

 

Chi non altalena risultati è Daniel Hackett: il playmaker scuola Vuelle Pesaro supera da leader la tempesta che scuote il CSKA per il caso Mike James, con l’ex Olimpia Milano che ha detto addio ai moscoviti nel peggior modo possibile per una frattura che lo stesso club russo definisce insanabile.

Importante defezione, certo, ma il mondo non finisce lì: Hackett mostra di essere in un ottimo momento di forma con una prestazione di alto livello già nella sfida vinta in Eurolega contro la Stella Rossa, dove fattura 15 punti, cattura 6 rimbalzi, distribuisce 3 assist e causa il mal di testa al marcatore di turno (7 falli subiti) per un 24 di valutazione che non si vedeva da tempo.

Nella serata in cui Mike James viene “formalmente” cacciato, Hackett segna ancora, e lo fa con precisione quasi millimetrica dall’arco (4/5) per regolare senza particolari patemi l’Unics Kazan (102-86).

Più in sordina il derby russo di Eurolega dell’ex Siena e Milano: 13 punti, percentuali meno “irreali” da 3 (2/5) ma timone della squadra saldamente in mano nella prima senza James.

Nelle tre uscite settimanali, i difensori hanno avuto una brutta gatta da pelare con Hackett, ben 17 fallli subiti in totale, media di 5,66 a partita.

VOTO 8,5: PROVA A PRENDERMI

 

Pochi sorrisi per Amedeo Della Valle: l’ex Reggio Emilia passa dall’allegria per aver ribaltato il fattore campo nei play off di Eurocup allo scoramento del controblitz che il suo Buducnost è costretto a subire ad opera del Monaco. Prestazioni sotto gli standard per Della Valle: per lui solo 7 punti all’andata, con 3/7 dal campo, e appena 2 al ritorno, arrivati solo a cronometro fermo; decisamente poco sia per uno del suo talento che per incidere ora che l’Eurocup è entrata nel vivo. Per gara 3 servirà una performance di ben altra consistenza.

VOTO 5: ECTOPLASMA

 

Nel Caucaso, continua l’avventura di David Okeke: l’ex Torino sfiora nuovamente la doppia doppia, 10+9r, nel successo del suo Rustavi sul TSU Hyunda, neutralizzato senza particolari patemi già nel primo tempo. L’azzurro sceglie bene i tiri (4/6 dal campo) e non si risparmia nei momenti di bagarre, anche se il 2/5 a cronometro fermo – neo di giornata – gli impedisce di capitalizzare ulteriormente il proprio lavoro.

VOTO 6,5: AFFIDABILE

 

Ultima stazione è la Liga EBA: dopo i fuochi d’artificio del week end di Istambul, Matteo Spagnolo offre una prestazione decisamente inferiore nel primo match della seconda fase. 6 punti, 2/2 da 3 e 2 assist a cui, però, aggiunge anche 2 palle perse in 25’. Se lo confrontassimo con il demonio che ha strappato la vittoria dalle mani della Stella Azzurra nella finale della tappa turca di Next Gen Cup ci verrebbe da pensare che il vero Matteo sia rimasto a godersi il panorama del Bosforo.

Però tanto basta al Real Madrid B per aver ragione del modesto Globalcaja Quintanar.

VOTO 5: SPARAGNINO