E’ una Virtus ferita, quella che ritorna a giocare in campionato contro Cremona sul parquet della Segafredo Arena, dopo aver subito una sconfitta dolorosa in terra teutonica. La trasferta in Germania non ha dato il risultato sperato, una Segafredo reduce dalla gara di campionato giocata a Brindisi, dove ha sempre praticamente condotto, si è dovuta sorbire un viaggio aereo il lunedì mattina, poi un ulteriore trasferimento in pullman verso la sede in cui la sera successiva ha rimesso gli scarpini per incrociare le canotte arancioni della squadra di Lakovic, assente però per Covid. Per una squadra che, al momento deve lasciare davanti al televisore giocatori come Teodosic, Hervey e Mannion, tralasciando pure Abass e Udoh, situazioni di questo tipo, non possono certo aiutare a gestire al meglio le situazioni. Forse, aver avuto la possibilità di giocare in anticipo al sabato, avrebbe dato un piccolo aiuto al team condotto da coach Scariolo; a volte, viene pure il sospetto che ai piani alti di chi gestisce il basket, non vi sia tutta questa attenzione verso le squadre che rappresentano l’Italia in giro per il continente.
Tornando alla gara disputata martedì, c’è assai poco da commentare, una Virtus che pareva svuotata d’energie, con le polveri persino svanite, bagnate avrebbero comunque dato qualche segnale, sempre ad inseguire un avversario che è parso sempre troppo più energico dei bianconeri, che hanno tentato un paio di volte ad avvicinare, ma che ha immediatamente accelerato, ristabilendo un margine di sicurezza incolmabile, per le residue forze di chi via via si avvicendava sui legni tedeschi per tentare un riavvicinamento.
Partita da archiviare in fretta, traendo comunque le indicazioni necessarie per porre qualche rimedio nell’immediato, anche perché, né il campionato, né la coppa attendono i ritardatari, serve rimettere al più presto nel serbatoio della squadra qualcuno degli assenti per ridare profondità al roster, ma soprattutto concretezza e classe da spendere nelle partite che verranno, che saranno sempre più importanti.
Quella contro Cremona, vedrà nuovamente il rientro di Nico Mannion, dopo l’ennesima disavventura legata alla positività al Covid, davvero un periodo nero per il giovane play virtussino, ad essere ottimisti, si potrebbe citare una famosa frase per lui: comunque vada, sarà un successo, se il resto della stagione, la buona sorte deciderà di accoglierlo fra i suoi protetti.
Fra gli altri ancora fermi al palo, buone notizie sembrano imminenti, ma la prudenza in questi casi, specialmente quando si parla di Virtus, in questa maledetta stagione, è più che un obbligo. Ma ipotizzare un rientro a breve di Teodosic ed Hervey, potrebbe non essere un azzardo da pokeristi incalliti.
Quella contro Cremona, si presenta come una partita sulla carta adatta a riprendere il filo diretto con la vittoria, ma come sempre accade quando in campo ci sono i detentori dello scudetto, gli avversari giocano liberi da pensieri, sapendo che un risultato diverso dalla sconfitta, sarebbe evento da ricordare un giorno lontano ai propri nipoti, quindi servono come sempre, molte attenzioni e concentrazione al massimo livello. Fra gli uomini di coach Galliani ci sono un paio di vecchie conoscenze del pubblico virtussino, David Cournooh, che alla Vanoli sta facendo benissimo e probabilmente, giocando la migliore stagione della propria carriera. Il secondo è l’indimenticato Giuseppe Poeta, che a Bologna continua ad essere legato, oltre al fatto non trascurabile, di non aver mai nascosto la propria simpatia per i colori Virtussini. In loro compagnia, il pubblico presente, potrà poi ammirare uno dei prospetti più interessanti del basket nostrano, quel Matteo Spagnolo, classe 2003, che sta dimostrando ad ogni gara il perché il Real Madrid detenga il suo cartellino.
Palla a due alle ore 20,00 agli ordini dei signori Grigioni, Pierantozzi e Mazzoni. La gara verrà trasmessa in diretta televisiva sul canale di Eurosport 2 e su Discovery+, mentre la si potrà ascoltare radiofonicamente sulle frequenze di Radio Nettuno Bologna Uno, grazie al commento di Dario Ronzulli
Alessandro Stagni