I nostri voti ai giocatori di Dolomiti Energia Trentino e Buducnost dopo il successo in volata dei bianconeri, che mantengono accese le residue speranze di accesso ai playoff.
DOLOMITI ENERGIA TRENTINO
CONTI 6: Senza strafare, solito contributo che ci si aspetta da lui per quanto riguarda difesa, energia e aggressività, come il resto della squadra soffre molto le iniziative di Green. 2 punti con 1/3 al tiro in 12 minuti.
SPAGNOLO 7: Avvio superlativo che sembra preludio ad un altro show personale come quelli visti nell’ultima settimana, ma nella ripresa fatica moltissimo a segnare sbagliando anche alcuni canestri facili e concede qualcosa di troppo a Ball-Haynes. 12 punti di cui 10 all’intervallo lungo tirando 5/13, 5 rimbalzi.
FORRAY 5.5: Serata no per il capitano di Trento, dopo un discreto avvio Molin lo chiama in causa per cercare di fermare la rimonta ospite nel secondo tempo, ma lui forza diversi tiri e non riesce a contenere gli scatenati esterni avversari. 3 punti con 0/5 da 2 e 4 falli commessi in 12 minuti.
FLACCADORI 8: Prova da leader per lui. “Silenzioso” in un primo tempo in cui lascia che siano gli ispirati Spagnolo e Grazulis a guidare l’attacco, nel momento più difficile della serata nel terzo periodo tiene a distanza come può gli avversari segnando e distribuendo ottimi palloni che però non vengono sfruttati dai compagni, quindi nella volata finale firma due giocate fondamentali. 16 punti e 5 rimbalzi.
UDOM 5.5: Partita con più ombre che luci. Lotta bene nel pitturato, realizza una tripla importante per sbloccare Trento nel quarto periodo, ma pesano molto un paio di canestri letteralmente “divorati” e lo 0/3 ai liberi durante la rimonta avversaria. 5 punti con 2/7 al tiro, 4 rimbalzi e altrettanti falli commessi.
DELL’ANNA ne
CRAWFORD 6: I suoi rimbalzi sono la base su cui Trento costruisce il vantaggio nel primo quarto, è bravo a punire i cambi quando su di lui finisce un difensore più basso, ma mancano i suoi canestri da oltre l’arco e la difesa non è sempre impeccabile. 7 punti con 0/4 da lontano, 8 rimbalzi.
LADURNER 5.5: Una settimana fa era stato fra i migliori nella trasferta a Gran Canaria, contro il Buducnost non si ripete e soffre molto i lunghi avversari. 0 punti e -9 plus/minus in 11 minuti sul parquet.
GRAZULIS 7: Nel primo tempo non sbaglia nulla, all’intervallo Jovanovic imposta la difesa per negargli soluzioni facili e il rendimento cala di conseguenza. 14 punti e 4 rimbalzi.
ATKINS 7: L’unico, fra le fila trentine, a disputare un secondo tempo decisamente migliore del primo. Poco presente nei primi venti minuti, il centro americano sale notevolmente di colpi dopo l’intervallo, nel finale firma tre giocate fondamentali e sfiora la doppia-doppia, portando a casa 11 punti e 8 rimbalzi con il miglior plus/minus di giornata (+11).
LOCKETT 8: Il migliore in coabitazione con Flaccadori per la leadership dimostrata nell’arco dei 40 minuti. Fa valere le sue doti da specialista difensivo con 8 rimbalzi e 5 recuperi, costringendo spesso Green a inventarsi canestri difficilissimi, ma offre un buon contributo anche nell’altra metà campo segnando 9 punti e distribuendo 3 assist. Fondamentali i due viaggi in lunetta che si procura nel quarto periodo.
COACH MOLIN 7: Partita ben preparata e approcciata nel modo migliore possibile, cosa non scontata a poche ore di distanza dal pesante ko di Treviso. Va in difficoltà durante la rimonta avversaria anche a causa di tanti errori insoliti sotto canestro dei suoi, che però restano compatti e lucidi nel finale per centrare un prezioso successo.
BUDUCNOST VOLI
REYNOLDS 4: Serataccia per l’ex di turno, impreciso al tiro e disattento a rimbalzo con Crawford che lo anticipa nettamente su ogni palla vagante. Jovanovic decide di non schierarlo più a partire dal secondo tempo, e da lì inizia la rimonta dei montenegrini.
BELL-HAYNES 7.5: Mezzo voto in meno per qualche leggerezza difensiva di troppo ma soprattutto per il pesante 1/2 ai liberi nei secondi conclusivi. In attacco però la prova è clamorosa: 24 punti con 7 falli subiti e il 50% al tiro, faro dei suoi insieme a Green.
ATIC 6.5: Prova di carattere, nel secondo tempo non esce quasi mai dal campo creando diversi grattacapi all’attacco trentino e realizzando 6 punti, ma forse per questo nel finale arriva a corto di energie e compie alcune leggerezze.
KABA 5.5: Fa valere la sua fisicità nel pitturato, ma nel primo tempo sbaglia di tutto e nel finale sono sue le responsabilità difensive per diversi dei canestri avversari. 7 punti e 11 rimbalzi in ben 34 minuti sul parquet.
LECOMTE 5.5: Si fa notare solo per il gioco da quattro punti che da inizio alla grande rimonta del Buducnost, per il resto serata anonima, “penalizzato” dalle grandi prove di Green e Bell-Haynes.
LAZIC sv: Due minuti in campo.
O’BRIEN 6: Autore di tante giocate preziose nel secondo tempo, che gli valgono la sufficienza dopo un avvio da incubo. 10 punti.
ILIC sv: Stesso minutaggio di Lazic.
JAGODIC-KURIDZA 4: Tradisce la fiducia di Jovanovic, che gli chiede soprattutto presenza difensiva e leadership quando è in campo per dare respiro a Kaba. Nel primo tempo lascia fare a Grazulis quello che vuole, nel secondo si innervosisce ed esce per falli dopo un brutto antisportivo ai danni di Udom lanciato in contropiede.
DROBNJAK ne
POPOVIC 4.5: In costante difficoltà sugli esterni avversari e poco efficace in attacco, solo 3 punti in 21 minuti e il peggior plus/minus di serata (-13).
GREEN 8: Se il Buducnost resta in gara fino alla fine lo deve principalmente all’ex Siena e Treviso, che si inventa un canestro più difficile dell’altro per tenere aperta la contesa nel primo tempo e guidare la rimonta nel secondo. Impreziosisce il tutto con 4 rimbalzi e 3 assist.
COACH JOVANOVIC 5.5: Bravissimo a toccare i tasti giusti nell’intervallo per riportare i suoi in partita, ma è troppo precipitoso nell’utilizzo dei timeout. Due vengono chiamati nel giro di poche azioni a metà primo quarto impedendo così di intervenire per tutto il resto del primo tempo, nel finale sono già esauriti durante la volata finale con oltre un minuto sul cronometro.
Di Massimo Furlani
Nell’immagine Trent Lockett, foto Ciamillo-Castoria