Il giorno dopo una brutta debacle è difficile fare analisi, o quanto meno è poco piacevole.
L’Italbasket perde una brutta partita (87-82) contro la Repubblica Domenicana, compromettendo il proprio percorso nella FIBA World Cup.
Contro la formazione caraibica più in palla e dentro alla gara si può dire che per l’Italia non abbia funzionato nulla o quasi.
Buono l’approccio (12-0 in avvio) per i ragazzi di Pozzecco, buona la reazione disperata (forse solamente frutto appunto della disperazione) negli ultimi 3’ a partita ampiamente compromessa.
Queste le uniche due note positive per gli azzurri in una serata (mattina per noi italiani) davvero da dimenticare. 

NERVOSISMO, UN FATTORE NEGATIVO PER L’ITALBASKET: ORA BASTA  

Le chiavi della partita sono tante e svariate, sia tecniche che emotive.
Partendo proprio da queste ultime, forse è proprio con l’espulsione per doppio fallo tecnico di Pozzecco che è svoltata definitivamente la gara.
Dopo la gara contro l’Angola lo stesso C.T. in conferenza stampa si era assunto le responsabilità dell’approccio e della conduzione della partita poco brillante da parte dei suoi giocatori. A detta sua non era riuscito a trasmettere la tranquillità necessaria ai ragazzi per disputare al meglio un impegno del genere in una competizione del genere.
Preso atto di ciò ci aspettavamo dunque un altro tipo di atteggiamento da parte del nostro C.T. Così non è stato, è evidente. Ma, se possibile, è stato fatto di peggio rispetto alla partita con l’Angola.
Abbiamo sempre difeso Pozzecco e sottolineato le sue abilità da “uomo spogliatoio”. Ma a sto punto tutta questa tranquillità interna che ci hanno sempre descritto non è poi così veritiera, o almeno qualcosa in questi giorni non sta funzionando.
Per i giocatori non avere il proprio condottiero in panchina, soprattutto in un momento delicato dove ci sono delle evidenti difficoltà, è pesante.
È chiaro che bisogna sempre guardare in casa propria, ma forse in questo caso la digressione verso altri lidi è molto più di casa nostra che mai. La Lettonia ieri ha battuto la Francia strappando quindi il pass anticipato per il secondo round e mandando a casa i transalpini. Il C.T. della Lettonia, l’italiano Luca Banchi (curriculum di primissima categoria) è riuscito in un’impresa quasi insperata senza Porzingis, il miglior giocatore del movimento lettone. L’ha fatto battendo una Francia, da tutti candidata alle fasi finali del torneo e lo ha fatto nonostante tutte le difficoltà. Anche dopo chiamate arbitrali discutibili nell’ultimo minuti, che potevano essere molto più decisive rispetto ad uno sfondamento nel primo tempo e lo ha fatto calmando tutta la panchina. È questo l’atteggiamento che ci aspettiamo dal nostro commissario tecnico. E le parole del Presidente Petrucci post Repubblica Domenicana, fortunatamente, vanno in questa direzione. 

CON QUESTE PERCENTUALI SARÀ DURA VINCERE CON CHIUNQUE

Andando sul piano prettamente tattico. L’Italbasket, duole dirlo, ma non ha avuto gioco. Il disperato tentativo di rimonta nel finale è frutto esclusivamente di sfuriate dei singoli.
Gli attacchi sono stati farraginosi, non si è vista e ancora trovata quella fluidità delle partite amichevoli. E questo era un po’ il nostro timore: l’aver sparato tutto quando forse non era troppo necessario.
Gli attacchi sono lenti e prevedibili, sono stati fatti errori di letture e soprattutto di valutazione. Sbagli che poi hanno portato per la seconda volta consecutiva a percentuali al tiro da tre nettamente al di sotto della sufficienza. 7/29 con la Repubblica Domenicana, dopo il 5/31 con l’Angola. Per una squadra che fa del tiro dalla lunga distanza una delle sue armi principali, è chiaro che in questa maniera non si va troppo lontano. 

DIFESA APERTA DA TOWNS, FELIZ IL PROTAGONISTA PRINCIPALE

Per quanto riguarda la difesa, ieri sono emerse tutte le difficoltà temute. 87 subiti sono tanti, è difficile vincere sempre sopra i 90 punti.
Ma al di la di questo Karl-Anthony Towns si sapeva che avrebbe potuto far male e infatti così ha fatto. Fisico sotto le plance, ma letale oltre l’arco. Spesso il suo uno contro uno ha portato ad aiuti che poi si sono tramutati in scarichi e tiri aperti di altri giocatori domenicani. Infatti non è un caso che il migliore in campo sia stato Andres Feliz. La guardia caraibica ha martellato dalla lunga distanza con un fantastico 7/10. Dapprima tirando con metri di spazio, poi una volta entrato in fiducia i suoi canestri con la mano in faccia sono diventati una normale conseguenza.
E allora ecco che riemergono tutti i dubbi sulla mancanza di guardie e di giocatori che riescano a costruirsi il tiro dal palleggio. Uno su tutti? Ovviamente Amedeo Della Valle. 

ORA, TESTA ALLE FILIPPINE

A proposito di guardie in grado di prendersi i tiri dal palleggio, ne affronteremo una proprio domani: Jordan Clarkson e le sue Filippine.
Ci sarà la guardia degli Utah Jazz (compagno di squadra di Fontecchio) a frapporsi tra Italbasket e la qualificazione sicura al secondo round. Sarà dunque un’altra partita in cui verrà “attenzionato” prevalentemente un singolo giocatore.
È chiaro che comunque non bisognerà commettere l’errore di sottovalutare la voglia ed il talento degli altri elementi del roster che – non dimentichiamo – avranno il totale supporto del pubblico di casa.
Sarà infatti un Areneta Coliseum incandescente che proverà a spingere in ogni modo la nazionale filippina.
Domani la palla a due è prevista per le 14 e la gara sarà visibile su Rai Sport, Sky Sport e DAZN. È una partita fondamentale, non si piò perdere e i nostri azzurri non dovranno essere abbandonati ora. In particolare ricordando quanto successo anno scorso ad EuroBasket 2022 quando si perse malamente la seconda partita con l’Ucraina e poi da li cominciò la scalata… 

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Marco Spissu, foto FIBA