Il Sud Sudan continua a fare la storia, dopo la prima partecipazione al Mondiale, arriverà anche la prima partecipazione alle Olimpiadi, quelle di Parigi 2024. Ad essere stata decisiva è stata la vittoria ottenuta contro l’Angola (101-78) con il contemporaneo ko dell’Egitto contro la Nuova Zelanda (86-88).

Una Nazionale nata solo pochi anni fa nel 2011, che come dichiarato dal suo coach Royal Ivey pochi giorni fa dopo il ko con la Serbia, in campo porta ben più che semplice pallacanestro, utilizzando lo sport come veicolo di pace pace condividendo valori come unità, amicizia, amore, sportività e coesione. Per capire il “miracolo” della compagine sudanese bisogna pensare dai presupposti da cui partiva la squadra, ovvero che questa è la squadra più giovane al Mondiale, la Nazione è lo stato più povero al mondo con l’indice di sviluppo umano peggiore, con l’81% della popolazione che vive appena con 1.90 dollari al giorno ed addirittura il 50% della popolazione non ha accesso all’acqua potabile. Guardando anche il roster, vediamo che quattro giocatori sono orfani a causa della guerra, due sono nati in campi profughi in Kenya e la squadra non ha mai giocato nel Sud Sudan perchè non ci sono palasport.

Una Nazionale nata dall’ex NBA Luol Deng, che ha finanziato di tasca propria le spese che la squadra ha dovuto affrontare dalla sua nascita, finanziando anche un viaggio nella capitale Giuba dove dopo le qualificazioni sono stati accolti come dei veri eroi dal popolo sudanese. Solo partendo da questi presupposti si può capire quanto significhi la qualificazione ad un Olimpiade per il Sud Sudan, che solo fino a pochi anni fa sembrava una vera e propria chimera, ma che oggi è diventata una bellissima realtà, coronando con un bellissimo lieto fine una storia che continua ad essere da favola e che permette di continuare a sognare tutto il popolo sudanese.

 

Nell’immagine Wenyen Gabriel, foto FIBA