Altro anno, ennesima rivoluzione. Si pensava perlomeno più contenuta, dopo gli ottimi risultati dello scorso anno e invece, a Varese, si è vissuta l’ennesima rivoluzione d’estate, con la squadra completamente capovolta dal, comunque sapiente, lavoro di Scola. Non è rimasto nessun effettivo dello scorso anno. Una stagione, che tra le altre cose, vedrà il ritorno della Openjobmetis nelle serate europee, provando l’accesso alla Basketball Champions League dai preliminari.
Il Coach è un nome che non ci si aspettava nessuno. Dopo la telenovela Brase, chiusasi con il ritorno dell’americano nella sua terra natia, Scola ha virato immediatamente su un uomo che, questa volta, un po’ di esperienza italiana ce l’ha. Il nome in questione è Tom Bialaszewski. Vice di Messina qualche anno fa, continuerà il lavoro sulla scia di quanto fatto da Brase, con la verticalità sotto canestro a fare da perno ad un gioco che sarà scoppiettante, meno difensivo e con forte propensione alla spinta offensiva, al tiro dall’arco e all’atleticità.
I nuovi sono veramente tanti. Varese ha completamente rivoluzionato il roster. Uno dei primi arrivi è stato quello di Vincent Shahid, da Thorlakshofn, venuto a rimpiazzare la pesantissima partenza di Colbey Ross. Shahid ha più o meno le caratteristiche del folletto americano, gioca probabilmente una pallacanestro meno sfrontata, e avrà far della calma e dell’intelligenza le sue armi migliori. Poi Scott Ulaneo, il rimpiazzo naturale di Guglielmo Caruso, il classico giovane centro pescato da Varese nei meandri della A2, con passaporto italiano e con la voglia di dimostrare di potersi ritagliare un posto in squadra. Affiancato a lui c’è la scommessa biennale di Leonardo Okeke, infortunato fino almeno a febbraio. Un altro centro, sul quale si è abbattuto un infortunio che lo ha tenuto fermo e non gli ha permesso di esprimere tutto il suo potenziale. Qui a Varese, potrà rinascere, come sono rinati in molti. Davide Moretti è stato, forse, il colpo più sorprendente. Un altro uomo a cui sicuramente potrà far bene una piazza calorosa come quella di Masnago, per ritornare a spiccare un volo perso troppo tempo fa. Tornare ai livelli pre Milano, per dare dall’arco quella qualità che a questa Varese serve tantissimo. Poi, McDermott, il vero e proprio tiratore. Percentuali sul 36% di media, non servono altre presentazioni. E’ lui il terminale offensivo varesino quest’anno, soprattutto quando la palla scotterà e quando servirà tanta precisione. A tutte queste aggiunte di qualità e di freschezza, l’Openjobmetis ha poi deciso di virare su un profilo di esperienza europea come Oliver Hanlan, un po’ il Jaron Johnson della situazione, una guardia capace di tirare, che sa gestire spogliatoio e sa dare ritmo alla partita e che sarà un surplus in ambito europeo. Esplosività è il secondo nome del penultimo acquisto, Gabe Brown, ala classe 2000 che nel precampionato ha mostrato tutta la sua forza fisica e il suo slancio a canestro. Sarà un rinforzo fondamentale per attaccare il ferro nei momenti difficili della partita. E poi, il colpo dell’anno. Direttamente dall’NBA, Cauley-Stein è il regalo più grande che Scola potesse fare ad una tifoseria, un centro che rappresenta un lusso per Varese. Se in forma, rischia di essere il vero top player di questa finestra estiva di mercato, con la sua verticalità, i suoi centimetri e il suo slancio che permetteranno a Varese di poter giocare in maniera polivalente.
E il colpo di mercato non può che essere proprio lui: Willie Cauley-Stein. Dopo le importanti presenze in Nba, oltre 400, e l’ultima stagione in G-League, l’approdo a Varese ha mandato in tilt chiunque. Se in forma e riesce a prendere le misure del nostro campionato, è un acquisto che sposta gli equilibri. Centimetri ed esperienza al servizio di una squadra che sicuramente ha l’obiettivo di far divertire e di salvarsi tranquillamente. E poi di prendere tutto il meglio che c’è. Cauley-Stein avrà il compito di saper unire sapientemente entrambe le fasi, attacco e difesa, di gioco. Per poter essere un surplus in ogni lato del campo. Varese ha dimostrato lo scorso anno quanto fosse fondamentale nel suo gioco un centro che domini l’aerea di rigore in verticale, che sappia essere il primo uomo ad andare a rimbalzo e far sentire i suoi centimetri con stoppate difensive e limitando il gioco avversario nell’aerea piccola.
A Varese i confermati sono soltanto tre. Tra cui 2 prodotti del vivaio, ossia Virginio e Librizzi, che proveranno a ritagliarsi qualche spezzone di gara in più, anche considerando i diversi impegni della Openjobmetis. E Woldetensae, che invece è una buona conferma per il parco italiani, e farà rifiatare i titolari.
Proprio loro 3 italiani, più Moretti e Ulaneo, formeranno il nuovo parco italiani della Openjobmetis, un reparto che forse perde un po’ rispetto allo scorso anno in cui erano presenti anche il capitano Ferrero, De Nicolao e Caruso, ma che comunque rimane di buon livello, soprattutto con Moretti che è il ragazzo su cui ci sono più aspettative. Saranno in ogni caso fondamentali nelle rotazioni dentro la partita, con Woldetensae che ha dimostrato che se si accende dall’arco, è una macchina di punti.
Il punto di forza di questa squadra sicuramente risiede nell’imprevedibilità di gioco perlomeno per la prima parte di stagione. Come nella scorsa, il cambio radicale metterà sicuramente grosse difficoltà alle altre squadre, che dovranno adattarsi ad uno stile e ad un gioco veloce e che rappresenta pur sempre una novità in serie A. Poi, l’apporto anche in termine di velocità del gioco, che può sfiancare soprattutto le difese statiche e quelle meno pronte a subire contropiede o cambi repentini di ritmi.
Il punto debole invece è la poca profondità del roster. Un roster composto da 11 elementi, di cui appunto 2 del vivaio. Varese nel breve termine può sorprendere, ma rischia nel lungo di scoppiare. Sarà fondamentale gestire energie e risorse, non vivere le partite come montagne russe e saper domare e dominare le pretendenti più deboli.
La scommessa di questa nuova Varese è Leonardo Okeke. Preso da infortunato dall’Olimpia Milano, il centro italiano classe 2003 può sicuramente essere rilanciato in un ambiente più confacente alle sue attuali possibilità. Qui in molti hanno ritrovato la via, come Egbunu, Jones, Beane e tantissimi altri. E così anche Leonardo, dopo un inizio a mille di carriera, potrebbe tornare ad essere quella stella che alla Nazionale anche servirebbe come il pane. L’età è dalla sua parte, l’ambiente è il migliore che ci possa essere per riprendere con calma e in questi due anni, smaltire l’infortunio e ripartire al meglio, è sicuramente fattibile.
Una possibile sorpresa, invece, potrebbe essere Davide Moretti, un ragazzo che era arrivato in Italia da predestinato quasi e che ha perso un po’ la via del suo cammino cestistico. A Pesaro si è rivitalizzato, non del tutto e qui a Varese, in una piazza che ha rilanciato tantissimi giocatori, potrebbe aver trovato il suo definitivo rilancio. A 25 anni può essere veramente nel momento della carriera in cui la svolta è necessaria per affermarsi a livelli sempre più alti. E chissà che proprio dall’arco non ritrovi quella fiducia e dimestichezza che lo potrebbero portare ad essere il fulcro del nuovo corso biancorosso.
Un inizio fulmineo per Varese. Le prime 4 sono le seguenti: Pistoia, per risentire il calore del pubblico nel posticipo di prima giornata, poi l’incubo con Bologna, Tortona e Trento. Un inizio che definire in salita è poco, e che metterà a dura prova il nuovo corso biancorosso. Servirà una grande impresa per portare a casa almeno 4 punti, ma Varese ha dimostrato a più riprese di saper stare in campo e di saper attenuare la forza avversaria. Gli obiettivi rimangono la salvezza tranquilla e sicuramente la qualificazione alla Coppa Italia. Poi, la permanenza nella competizione europea sarebbe un gran traguardo, anche per alzare l’appeal della squadra e mettersi in mostra e ridare ai tifosi quelle notti magiche vissute tempo fa. E chissà che come l’anno scorso, non si riesca da subito a lottare per i playoff. Certo, quest’anno si sono rinforzate tutte quante, soprattutto le contendenti a quegli 8 posti da sogno. Sarà bagarre e Varese spera di poterci stare bene dentro quella lotta.
Un mercato complessivo comunque da 7.5 in pagella. Si sperava di poter tenere almeno Brown e forse l’addio di Brase pesa sul voto finale, perché perlomeno si provava a dare continuità tecnica alla squadra. Purtroppo non è stato così e a Varese sperano che l’ennesima rivoluzione non infici sui sogni biancorossi. Sicuramente, il livello dei giocatori è buono, anche se sarà il campo l’ultimo giudice di queste parole. Una salvezza tranquilla non dovrebbe toglierla nessuno comunque ad una Varese che fa del fattore casa, Masnago, il punto di forza per poter strappare a questa classifica anche qualcosa in più. Adesso bando alle ciance, il momento più atteso dell’anno sta per tornare. E anche delle parole, non resterà niente.
Qui il roster della squadra: https://www.pallacanestrovarese.it/squadra
Questo il calendario: https://www.legabasket.it/lba/6/calendario/
Antonio Catalano