Evolversi e vedere il risultato. La GeVi Napoli ha affrontato un’estate di grandi cambiamenti che non hanno interessato soltanto il parquet ma, più a largo raggio, tutto l’organigramma dirigenziale.
Il primo nome ad apporre la propria firma sul contratto con il club è stato il neo AD Alessandro Dalla Salda che ha preso in mano le redini del nuovo corso. Da lì sono arrivate le aggiunte di Michela Di Marco, già al fianco di Dalla Salda a Reggio Emilia e con grande esperienza maturata nella città del Tricolore, e della coppia Pedro Llompart-Giuseppe Liguori, rispettivamente Responsabile dell’Area Tecnica e Direttore Sportivo.
Al timone del roster, rivoluzionato in tutto e per tutto, è arrivato coach Igor Milicic, già sulla bocca di tutti per il gran lavoro fatto con la nazionale polacca agli Europei, a cui è sono stati affiancati due dei pochi elementi di continuità rispetto alla passata stagione, ovvero Cesare Pancotto e Francesco Cavaliere.
Dei senior che hanno ottenuto una salvezza tribolata lo scorso anno non è rimasto nessuno, anche Zerini e capitan Uglietti hanno salutato dopo 3 stagioni, riparando rispettivamente a Tortona e Reggio Emilia, tabula rasa eccetto per i giovani e mano libera per costruire un progetto tutto nuovo.
Il pacchetto italiani si è formato partendo da Giovanni De Nicolao e Alessandro Lever, a loro sono stati aggiunti Michele Ebeling ed il sud sudanese di formazione italiana Dut Mabor, centro di 2,16m con tanti margini di crescita. Accanto ai senior ruoteranno prodotti del settore giovanile partenopeo come Moussa Bamba, Stefano Saccoccia o Simone Sinagra, tra gli altri.
Il parco stranieri si è aperto con l’arrivo di un pretoriano di coach Milicic e veterano dei nostri parquet come Michal Sokolowski, seguito dal tiratore Justin Jaworski, uno dei migliori giocatori visti nella scorsa LEB Oro con Guipúzkoa. Il front court partenopeo si è completato con gli arrivi di Tomislav Zubcic e dell’ex Varese Tariq Owens, tuttavia mancavano i due uomini a cui affidare il salto di qualità definitivo del roster.
È servita un po’ d’attesa ma questa ha portato alle falde del Vesuvio Jacob Pullen e Tyler Ennis, quando si dice che la pazienza è una virtù.
IL COACH – Igor Milicic
Croato di nascita, in buoni rapporti con la famiglia del mai troppo compianto Mirko Novosel avendo giocato con il figlio del mitico coach, Igor Milicic ha ottenuto anche il passaporto polacco dopo varie stagioni passate da quelle parti tra parquet e panchina, sia da allenatore di club che, anche attualmente, da commissario tecnico della nazionale est europea.
Figlio della grande scuola slava, ha subito chiarito che non farà sconti sul rispetto delle regole difensive, un impianto tattico che alterna difese alte a varie zone, rispolverando anche la cara vecchia 1-3-1 in molte occasioni.
Non dovranno far storcere il naso eventuali punteggi alti, ciò deriva dal ritmo alto con cui la GeVi ha già dimostrato di giocare nelle varie amichevoli disputate durante il precampionato.
Una squadra che ha già un’identità marcata, e non è cosa da poco agli albori di una stagione lunga dove questi dettagli potrebbero fare la differenza.
I NUOVI – Un roster “nuovo di zecca”
L’organico messo a disposizione di Milicic è totalmente rinnovato, figlio della rivoluzione copernicana avvenuta in giugno.
PLAYMAKER: Tyler Ennis e Giovanni De Nicolao
Sarà il canadese a prendere in mano la squadra, con Jacob Pullen dirottato in una dimensione realizzativa a lui più congeniale. Con 198 presenze NBA nel proprio curriculum, Ennis porta esperienza di ambienti come i Los Angeles Lakers per metterla a disposizione dei propri compagni. Nelle prime uscite ha già messo in mostra la varietà delle proprie soluzioni: rapido di gambe, è dotato di un primo passo fulmineo che, unito al suo tonnellaggio, gli permette di essere anche bravo nell’assorbire i contatti quando attacca il ferro. Buono anche il suo tiro da oltre i 6,75m, così come la sua visione di gioco.
‘GioDeNik’ è un playmaker più vicino al concetto nostrano del termine. Buon difensore, si trova decisamente a suo agio nelle transizioni veloci che vuole Igor Milicic, sia per caratteristiche proprie che per l’utile eredità lasciatagli dalla stagione trascorsa agli ordini di Matt Brase.
Oltre alle sue doti difensive, però, il più giovane dei fratelli De Nicolao si distingue per le capacità in fase di rifinitura di cui continuerà a beneficiare, tra gli altri, Tariq Owens, già compagno di spogliatoio a Varese.
GUARDIA: Jacob Pullen e Justin Jaworski
Di Jacob Pullen non si scoprono certo oggi le capacità balistiche. Schierabile sia da guardia tiratrice che da playmaker, ha un ritmo più compassato rispetto ad Ennis ma è anche più realizzatore. Se in giornata, qualcuno ricorderà i 42 punti segnati contro Valladolid ai tempi del Barcellona, c’è poco da fare per chi deve marcarlo; quando non è al top, però, resta uno di quei giocatori a cui affidare i palloni più pesanti con una buona dose di sicurezza che ripagherà la fiducia.
L’ex Biella, Virtus Bologna e Brindisi ha affinato le proprie capacità balistiche e di leadership alla scuola di Juan Carlos Navarro – a cui dà il merito di avergli dato un floater – e Marcelinho Huertas; con l’esperienza, inoltre, ha imparato ad essere un trascinatore, come dimostra la sua avventura al Cedevita Olimpija che ha portato fino alle semifinali dell’Eurocup 2022.
La sua costituzione fisica, inoltre, lo rende un giocatore capace di accettare il duello fisico con il difensore di turno, riuscendo a garantirgli con continuità la via del canestro.
Già ribattezzato ‘Jaws’ da alcuni tifosi, Justin Jaworski ricalca uno dei profili più amati dalle parti di Fuorigrotta, ovvero il ‘tiratore bianco’ che i tifosi partenopei hanno ammirato nelle sembianze di Jay Larranaga o un certo Mike Penberthy.
L’ex Guipúzkoa, dietro la faccia da bravo ragazzo, nasconde un rilascio fulmineo che ha già fatto assaggiare in precampionato dove ha prodotto, in 6 uscite, 18,6 punti di media. Non solo; sotto la direzione di coach Milicic, l’esterno uscito da Lafayette ha messo in mostra capacità interessanti anche nella propria metà campo dove mette la sua buona fisicità al servizio dei suoi ed il suo dinamismo gli permette di passare sopra o sotto i blocchi con efficacia, consentendo di scegliere tra l’accettare o rifiutare i cambi sui pick and roll.
ALI PICCOLE: Michal Sokolowski e Michele Ebeling
Di Michal Sokolowski conosciamo pregi e difetti, la curiosità sarà vederlo anche nel nostro campionato agli ordini di un allenatore che gli ha permesso di esplodere definitivamente. Oltre al suo lavoro da collante, poi, ci sarà quello di trasmettere le idee tattiche di Milicic a chi le conosce meno. Visto il modo in cui la squadra sta assimilando il nuovo sistema, sembra che la prima parte del suo lavoro stia venendo svolta con zelo ed efficacia.
Apporterà le sue caratteristiche da giocatore moderno, sempre meno avvezzo alla media distanza in favore di soluzioni da fuori o attaccando il ferro in profondità; come prevedibile, però, non sarà la prima bocca da fuoco della nuova GeVi.
Figlio d’arte, Michele Ebeling viene da un lungo periplo per i campi di A2 ed avrebbe potuto affrontare la stessa Napoli nei playoff ai tempi della sua Ferrara se un infortunio non l’avesse tenuto ai box. La sua corporatura sembrerebbe più da ala forte, tuttavia la sua spiccata perimetralità ed il buon occhio con cui coach Milicic vede i quintetti alti l’hanno portato ad agire principalmente come cambio di Sokolowski. Tutte esperienze da mettere nel proprio bagaglio. In quella posizione, però, potrebbe patire profili più rapidi di piedi.
ALI GRANDI: Tomislav Zubcic e Alessandro Lever
La nota dolente della scorsa stagione, lo spot di “4” è stata coperta da un profilo molto interessante come Tomislav Zubcic. Croato di Zara, è un’ala forte vera e propria dopo tanti profili ibridi con lo spot di “3”. Le sue lunghe leve, 2,11m, gli permettono anche di disimpegnarsi da centro in determinati frangenti della partita. Dal punto di vista difensivo è bravo nel corpo a corpo, forse un po’ pigro nelle uscite sugli scarichi; il meglio, però, arriva quando la palla in mano ce l’ha lui: tiro preciso dall’arco, buon gioco in post, giro e tiro inaspettatamente rapidi ed efficaci.
La qualità meno nota, però, è quella di passatore: già in queste amichevoli ‘Zuba’ ha mostrato una visione di gioco non comune per un lungo, specialmente con quella velocità d’esecuzione del passaggio, che sia in angolo per il tiratore o per il compagno che arriva a rimorchio.
Alla ricerca della definitiva consacrazione ci sarà, invece, Alessandro Lever.
Ingoiata la dolorosa retrocessione arrivata con Trieste, il bolzanino ha fatto rifornimento d’entusiasmo per portare a Napoli le sue caratteristiche. Milicic ha scelto di impiegarlo costantemente da ala forte, ruolo che Lever predilige, ma non è da escludere – come per Zubcic – che possa disputare minuti anche da pivot.
Nel nuovo contesto, il lungo altoatesino ha già mostrato la propria bidimensionalità, ora dovrà unirla alla costanza che gli è mancata negli ultimi due anni dove ha alternato prestazioni di livello assoluto a passaggi a vuoto abbastanza evidenti. Il premio potrebbe essere un’altra tonalità d’azzurro.
PIVOT: Tariq Owens e Dut Mabor
“In cielo e ancor più su” (cit.).
Tariq Owens è rimasto in Italia e, dalle prime impressioni, ha la stessa voglia di volare messa in mostra a Varese. Pur non essendo un principe del piede perno e del post basso, Owens porta caratteristiche congeniali all’idea cestistica di Milicic fatta di corsa, ritmi alti e transizioni veloci, attraverso il suo atletismo. Nonostante la struttura filiforme, ha già dimostrato di poter mettere in difficoltà i migliori mestieranti del campionato; dalla sua c’è anche il tiro dalla media e, anche se molto raramente, addirittura la soluzione dalla lunga distanza.
Colossale per statura (2,16m) e stazza, Dut Mabor è uno dei tanti giocatori prodotti dal vivaio della Stella Azzurra Roma negli ultimi anni. Nonostante una prima esperienza fuori dalla zona di comfort (in Estonia), il lungo sud sudanese ha mostrato di essere ancora acerbo in molti aspetti su cui, tuttavia, lo staff tecnico della GeVi è deciso a lavorare, intravedendo in lui grosse possibilità dal punto di vista dell’energia e del peso specifico che può avere.
IL COLPO DI MERCATO – Tyler Ennis
La scelta è tanto facile quanto sommare le presenze (con minuti veri e non garbage time) raccolte in NBA, scrivete 198 (centonovantotto). Il suo è stato l’ultimo arrivo sul Golfo con Pedro Llompart che magari non avrebbe voluto aspettare tanto, come invece dichiarato in conferenza stampa, ma sicuramente aveva messo in conto questa possibilità e non si è fatto trovare impreparato.
Ritmi alti, capacità balistiche, grande esperienza, visione di gioco e rapidità d’esecuzione rendono Ennis potenzialmente una delle stelle del campionato, specialmente se gli infortuni lo lasceranno in pace.
GLI ITALIANI
I principali protagonisti nostrani saranno De Nicolao e Lever, con il primo alla guida del secondo quintetto ed il secondo a dare una certa continuità ai pregi di Zubcic.
Diverso il quadro per Ebeling: il ferrarese dovrà conquistarsi lo spazio in una rotazione che sarà tendenzialmente a 9 elementi ed in cui è molto probabile il coinvolgimento di Mabor…ma non solo.
PUNTO DI FORZA – Igor Milicic
Già dalle prime uscite si è visto profondamente l’impatto del nuovo allenatore sulla squadra che sta via via assorbendo il suo credo cestistico. L’aggressività richiesta ai suoi giocatori, unita alle tante varianti difensive che si sono già intraviste in campionato, dalla zona 1-3-1 alla 2-2-1, dalla match up alla difesa a tre quarti di campo, renderà questa GeVi un avversario molto scomodo da affrontare.
Come già detto, occhio a non farsi ingannare dal risultato finale delle partite: l’idea di Milicic è quella di giocare a ritmi alti, magari non come quelli della Varese dello scorso anno, ma certamente non compassati.
È un qualcosa di nuovo, per idee e regole da applicare. Non è detto che il campionato riesca a digerire da subito la novità, cosa che andrebbe a vantaggio dei partenopei.
PUNTO DEBOLE – Pochi italiani senior.
La rotazione non è lunghissima, accettabile per una sola competizione ma comunque rischiosa nel caso in cui si dovesse incappare in qualche imprevisto. Alla lunga, specialmente nel momento in cui si dovessero stringere ulteriormente le rotazioni per esigenze dell’allenatore, la squadra potrebbe pagare la stanchezza. A meno che sia Ebeling che Mabor si prendano minuti veri ed importanti.
LA SCOMMESSA – Dut Mabor
Trovare pivot italiani di livello è sempre più un’impresa, per informazioni citofonare in serie Recalcati, Pianigiani, Sacchetti e Pozzecco. Napoli ha scelto la via del giocatore formato in Italia, 2,16m di altezza ed una corporatura possente. È giovane, classe 2001, ed ha molti margini di miglioramento; al momento ha mostrato sprazzi del proprio strapotere fisico ma anche qualche ingenuità che lo rivela come ancora da sgrezzare.
Se il lavoro di levigatura dello staff tecnico sarà efficace, Milicic potrebbe aver trovato un mezzo diamante.
POSSIBILE SORPRESA – Tomislav Zubcic
La copertina del mercato della GeVi se la prendono Tyler Ennis e Jacob Pullen, tuttavia la vera sorpresa può essere proprio il croato ex London Lions, uno di quelli che arrivano a fari spenti per poi prendersi la scena.
Tecnica pulita, tipicamente balcanica, ma anche l’atteggiamento sornione di chi, dietro il passo felpato, nasconde un’insospettabile velocità d’esecuzione che viene fuori sia nel tiro pesante che nel movimento di giro e tiro in post.
Ciò che è passato inosservato ai più, però, è la sua abilità di passatore, fondamentale in cui sfrutta la propria intelligenza cestistica e la propria visione di gioco.
IL CALENDARIO – Partenza in salita
Sarà subito esame per la nuova GeVi: si comincerà dal PalaSerradimigni di Sassari contro una Dinamo a cui fare molta attenzione nonostante la pesante assenza di Bendzius; seconda giornata ancora più impegnativa, per la prima in casa sarà Milano a far visita al PalaBarbuto domenica 8 ottobre alle 12. Seguiranno due sfide complicate come Brescia, fuori casa, e Brindisi – squadra più avanti nella preparazione per il preliminare di BCL – per poi finire il ciclo terribile di nuovo a Fuorigrotta, stavolta contro la Virtus Bologna.
Difficile trovare un avvio più tortuoso.
OBIETTIVI
Se è vero che l’obiettivo dichiarato è l’Europa in 3 anni, va detto che i movimenti sul mercato hanno provato a restringere i tempi d’attesa e fornire a coach Milicic un roster con l’esperienza necessaria ad ottenere una tranquilla salvezza con la possibilità di buttare uno sguardo in tralice alle prime otto posizioni.
Se tutto andrà come previsto, ai tifosi partenopei verranno risparmiati i tanti patemi d’animo sopportati nelle due precedenti annate.
GIUDIZIO DI BM – Voto 7
Rispetto allo scorso anno, questa Napoli ha un criterio ben definito. È finita l’era dei giocatori che si contendono la palla, le gerarchie sono chiare ed ognuno ha il suo compito ben delimitato.
La GeVi si propone come candidata ad una salvezza tranquilla ed il roster costruito rispecchia pienamente queste aspettative lasciando, soprattutto se dovesse uscire ragionevolmente a galla dalle prime 5 giornate di campionato, una porticina aperta anche per un sogno che la città non assapora dal lontano 2007.
Salvarsi non dovrebbe essere un problema, almeno sulla carta.
ROSTER: https://www.legabasket.it/lba/squadre/2023/1593/gevi-napoli-basket/team/
CALENDARIO: https://www.legabasket.it/lba/6/calendario/
Elio De Falco