Le parole dei due coach, quello di Pistoia Nicola Brienza e quello di Cremona Demis Cavina, dopo il loro scontro nel quindicesimo turno di LBA:

 

NICOLA BRIENZA:

“E’ stata una partita sporca, maschia, magari non bellissima, disputata da due squadre vere, che hanno un’identità che ha portato al grande risultato della stagione scorsa; identità che stiamo portando avanti anche in Serie A. E’ stata una partita di episodi, con scarti minimi, in cui una palla in più, un canestro in più ha fatto la differenza. Sono naturalmente molto contento di avere raggiunto l’ottava vittoria, importantissima alla luce della vittoria di Brindisi in ottica salvezza. Complimenti a tutti i ragazzi che sono scesi in campo: da chi è stato decisivo con qualche giocata, tutti hanno dato il proprio contributo. Ringrazio anche Blakes che oggettivamente zoppicava, ma ciò malgrado mi ha dato la disponibilità a giocare. Abbiamo fatto una seconda parte di girone di andata molto soddisfacente, tenendo anche conto di avere vinto partite all’ultimo tiro. Felice per la Final Eight senza abbandonare il nostro obiettivo stagionale perché altrimenti si rischia di andare a sbattere il muso. Difesa fondamentale, avendo mantenuto gli avversari a 60 punti, ritrovando la strada corretta nell’ultimo quarto. Quando giochi contro Cremona sai che sono bravi a raddoppiare e che fatichi a trovare alcuni tiri, ma te ne concedono altri. Ad ogni modo la chiave è avere retto dietro. Andremo a Torino per provare a vincere; sono tre partite secche che bisogna vincere, altrimenti andremmo a Torino per una vacanza”.

 

DEMIS CAVINA:

“Complimenti a Nicola Brienza, alla sua squadra, alla società di Pistoia. Abbiamo risposto presente alla partita in termini di intensità, di aggressività in difesa, limitando almeno una delle due bocche da fuoco di Pistoia, cercando di non subire l’evidente differenza di atletismo sotto canestro per quasi tutta la partita. Nell’ultimo quarto siamo stati semplicemente non precisi in termini di mere statistiche, perdendo fiducia, sbagliando tiri aperti, cercando qualcosa che anche non c’era. Dobbiamo lavorare a livello individuale perché è evidente che qualche nostro ragazzo non è nelle migliori condizioni fisiche e tecniche. Ma al di là di questo, senza lamentarci dei fischi, senza lamentarci di quello che abbiamo fatto, senza dovere pensare a niente, dobbiamo pensare di avere ripetuto un’altra prestazione di grande identità in trasferta contro una squadra in fiducia. Questo non basta per la vittoria, non esistono belle sconfitte, ma ci teniamo stretto quanto fatto. Soprattutto i nostri giocatori più giovani devono prendere coscienza che dalle nostre parti la pallacanestro è molto tattica e se alcune cose non arrivano più occorre trovare delle alternative. Chiaramente tirare con il 17% da tre e con il 34% da due, sono cifre che sono ben lontane dai nostri standard a prescindere da quanto fatto da Pistoia siamo stati carenti; poi quando no fai canestro si tende a cercare di fare cose che non sono nelle nostre corde, e penso che questo sia avvenuto nell’ultimo quarto in cui anche Pistoia ha segnato meno, ma ha segnato canestri importanti. Penso che la partita sia girata per emotività quando Grant Golden ha sbagliato il lay-up del +1 su una palla recuperata a tutto campo. Pur rimanendo in scia, quel canestro ci avrebbe dato un abbrivio diverso per gli ultimi frangenti di gara. Vogliamo insieme allo staff lavorare su quei due/tre giocatori che attualmente non stanno attraversando un periodo non positivo che probabilmente è dovuto anche a quanto è stato fatto fino ad oggi. Con un ultimo quarto del genere diventa difficile trovare punti di riferimento e comunque malgrado un ultimo quarto così si è decisa all’ultimo minuto, due minuti, segno evidente che la nostra intensità non è venuta meno. Dobbiamo assolutamente ripartire da questo, consapevoli di avere giocato con una determinazione importante. Chiaro che tutti quanti speravamo in qualche canestro, soprattutto di quelli che sono per noi abbastanza normali per cercare di avere un altro finale”