Due su due in casa, compiti fatti al WiZink Center per il Real Madrid che fa suo anche il secondo incontro della serie finale per 79-63.

Un’UCAM Murcia capace di rientrare nel punteggio anche dalla doppia cifra di svantaggio si arrende soltanto nel quarto periodo al maggior tasso tecnico avversario e ad un Rudy Fernández che, per sicurezza, ha voluto lasciare un ultimo ricordo della sua carriera ai propri tifosi.

In grande spolvero l’ex Joventut e Portland, autore di una prestazione da 14 punti, 6 rimbalzi, 20 di valutazione e +16 di plus/minus.

Gara 2 caratterizzata dagli attacchi a lungo asfittici e dall’applicazione difensiva di entrambe le squadre.

L’avvio ha i volti di Dzanan Musa e Rodions Kurucs, 6 punti a testa, con il lettone a replicare al bosniaco dall’arco.

Nonostante sia dietro nel punteggio, Murcia non molla la presa e resta attaccata ai padroni di casa con l’ex Brescia Caupain (14-13). 

Al 10’ comanda ancora il Real, 18-15 nonostante le percentuali non siano per nulla amiche degli uomini di Chus Mateo.

Murcia alimenta le proprie speranze in apertura di seconda frazione con l’inchiodata di Morin ed il canestro pesante di Sleva (18-20).

È una fase d’incertezza, fatta di sorpassi e controsorpassi che al giro di boa del 15’ vede ancora gli ospiti in vantaggio di una sola lunghezza (24-25), complice la pessima mira (1/10) da 3 di Llull e compagni.

Ci pensa Yabusele a dare la sveglia ai suoi che ritrovano anche la soluzione dalla distanza con Campazzo e danno il là al break in cui Rudy piazza altre due triple, all’intervallo lungo le distanze sono aumentate sensibilmente (40-30).

Se il Real, fino a quel momento, aveva faticato da oltre i 6,75m, i problemi di Murcia erano tutti all’interno dell’area con una percentuale realizzativa di appena il 27%. 

È quello il problema principale che gli uomini di Sito Alonso devono affrontare al rientro dagli spogliatoi e con un parziale di 5-16 che ha spezzato l’equilibrio che aveva regnato fino a quel momento.

Se c’è qualcosa che non manca a Murcia, però, è la capacità di restare in partita: Sleva, Ennis e Hakanson risolvono dal perimetro le lacune emerse dalla media e corta distanza, sono ben 5 i canestri pesanti a referto. 

Il Real si appoggia a Tavares ed al suo dominio nel pitturato per tenere il comando delle operazioni e respingere un assalto che restringe fino alle 4 lunghezze il distacco prima del 57-52 con cui si va all’ultima pausa breve.

È qui che riappare Rudy Fernández.

È proprio la terza tripla su tre del baleare a ridare la doppia cifra di vantaggio a Chus Mateo; il resto lo fa una difesa nuovamente granitica che prosciuga la produzione offensiva avversaria.

Nonostante il time out chiesto, Sito Alonso non riesce a trovare il bandolo della matassa e Murcia deve alzare bandiera bianca nel finale, subendo anche un passivo troppo pesante per quanto visto in campo.

Anche Gara 2 è del Real Madrid per 79-63, la serie si sposta a Murcia, con l’UCAM che proverà ancora una volta a stupire per riportarla nella capitale.

Elio de Falco