di Mario Arceri

Giornata di riposo a Milano dedicata, per quanto riguarda l’Italia, a celebrare Sandro Gamba con la proiezione del documentario della sua vita e della sua carriera, da quando, adolescente, la mitragliata di un tedesco, verso la fine della seconda guerra mondiale, lo colpì ad una mano mentre attraversava Milano in bicicletta. Per rieducare l’arto gli fu consigliato il basket: da un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze ben più tragiche, nacque un campione legato più che alle imprese sul campo (eppure visse da protagonista la prima parte dell’epopea delle scarpette rosse e in Nazionale disputò anche l’Olimpiade di Roma) ai successi in panchina, da secondo di Rubini al Simmenthal, ai successi di Varese, infine all’argento olimpico di Mosca, all’oro europeo di Nantes ai bronzi di Stoccarda e di Roma, nel decennio d’oro (gli anni ottanta) del basket italiano.

Tempi ormai lontani di trent’anni, un periodo di tempo assai lungo durante il quale la nostra pallacanestro è andata lentamente declinando, accentuando la sua caduta dopo il 2004 e dopo aver vinto ancora un argento europeo con Messina, un oro europeo con Tanjevic, un argento olimpico e un bronzo europeo con Recalcati. Dopo Atene un buio sempre più profondo fino all’impresa dello scorso anno, il quinto posto ai Giochi di Tokyo incastonandosi tra Slovenia e Spagna, e a un cammino che si è riaperto quest’anno con la panchina a Gianmarco Pozzecco per un Eurobasket che per noi è ancora più importante, da padroni di casa in questa fase di qualificazione per il gran finale di Berlino.

Due partite finora: una chiara vittoria sull’Estonia, una battuta d’arresto con la Grecia in una partita di grande spettacolarità e di enorme spessore agonistico che ha trascinato i dodicimila di Assago: una partita che, se trasmessa in chiaro, avrebbe fatto nascere un amore ancora più trascinante per questa squadra (per nove dodicesimi la stessa di Tokyo) che ha dimostrato di avere un carattere e un cuore immenso e grandi capacità di reazione.

Domani c’è l’Ucraina, battuta largamente a Riga dieci giorni fa in qualificazione mondiale, ma ora imbattuta e davanti agli azzurri dopo aver vinto con l’Estonia, di un punto e dopo aver sempre inseguito, lo spareggio per prendersi il diritto al viaggio a Berlino. Per la soddisfazione di Sasha Volkov, che accompagna la squadra di Kiev da presidente della federazione, che sottolinea quanto siano importanti in questo momento così tragico per il suo Paese le vittorie nello sport.

L’Italia si appresta ad affrontare la squadra di Bagatskis che ha in Sviatislav Mykhailiuk, l’ala dei Toronto Raptors, l’uomo più efficace e in Alex Len, 2.15 che gioca a Sacramento, l’altro elemento di maggiore attrazione. Replicando l’intensità espressa ieri contro la Grecia, almeno nella quarta frazione, trascinante e spettacolare, anche se non premiata dal completo recupero, il confronto dovrebbe essere poco più di una formalità purché non venga sottovalutata l’avversaria, e purché sulla delusione per il ko con la Grecia prevalga la rabbia per l’obiettivo sfumato di un soffio.

È importante piuttosto che la squadra abbia metabolizzato quanto accaduto contro la Grecia, buona squadra per tradizione, esaltata dalla presenza di Giannis Antetokounmpo e della guardia americana Tyler Dorsey alla quale hanno scoperto avi ellenici per parte di madre per naturalizzarlo e lanciare in questo Eurobasket un giocatore che in due partite ha già realizzato 11 triple. Più di “Ante”, largamente atteso, a spaccare la partita ieri è stato proprio Dorsey con i suoi sei canestri pesanti e una rapidità di esecuzione che ha vanificato le difese pensate su di lui. L’Italia ha iniziato contratta, soprattutto ha avuto per tre tempi un contributo modesto e una lettura insufficiente da parte dei suoi playmaker. Mannion ha esagerato in iniziative personali, Spissu ha riscattato la sua prova gestendo l’ultima frazione con intelligenza e rapidità ispirando Tonut (8 punti consecutivi) e Fontecchio (12 degli ultimi 13 punti azzurri) nel recuperare 12 dei quindici punti di ritardo con cui l’Italia ha affrontato i 10’ conclusivi. Il grande lavoro di Melli e di Datome ha limitato “The Greek Freak”, due volte MVP della Nba, a un 8 su 15 al tiro non esaltante per un gigante come lui. A scavare il gap è stato soprattutto Dorsey, in una partita che l’Italia, pur dopo un avvio poco produttivo in attacco, ha tenuto sotto controllo fino al 26’, subendo poi un 12-3, solo parzialmente colmato con la rabbiosa reazione dell’ultimo quarto.

Le prime due partite hanno mostrato qualche limite in regìa, un Fontecchio formato Nba quando va in “furore agonistico” (solo 3/12 da tre, ma comunque 26 punti), un Tonut in crescita, un Polonara che è forse il migliore dei nostri, due volte di seguito in doppia doppia (venticinque anni dopo Marconato, segnala Opta), Melli che resta un baluardo fondamentale in difesa, ma ieri meno preciso in attacco. E, per una squadra senza centri di ruolo, un… record sorprendente: l’Italia è la squadra finora che ha conquistato più rimbalzi delle 24 dell’Eurobasket. Un campionato che non lesina sorprese: oggi la Spagna di Scariolo è stata battuta nettamente dal Belgio e nello stesso girone la Georgia ha fermato la Turchia. Nel secondo girone, la Bosnia ha superato la Slovenia e la Lituania – che ora rischia l’eliminazione – ha perduto di due punti con la Germania (107-109) denunciando un errore arbitrale: un fallo tecnico non fatto tirare.