Certe partite non si spiegano solo con i numeri, ma Derrick Alston Jr. contro il Partizan è riuscito a mettere insieme entrambe le cose: impatto emotivo e sostanza pura. L’MVP della serata è lui, senza discussioni, protagonista di una prestazione di personalità enorme, di quelle che raccontano molto più di quanto dica il tabellino finale.
Alston ha avuto il merito – non banale – di ammutinare la Beograd Arena proprio nei momenti più delicati. Ogni volta che il pubblico serbo provava a spingere, a creare quel clima incandescente tipico delle notti europee a Belgrado, ecco arrivare una sua tripla, un recupero, una giocata di intelligenza. Canestri pesantissimi, non di volume ma di peso specifico, che hanno spento sul nascere qualsiasi tentativo di rimonta emotiva del Partizan.
Il dato simbolico della sua serata va però letto in controluce rispetto a quanto accaduto solo pochi giorni prima: zero tiri tentati a Milano, una partita passata quasi ai margini. Proprio per questo, quella di Belgrado era la risposta che serviva di più, prima di tutto a sé stesso. E la risposta è stata netta, decisa, matura.
I numeri raccontano di 14 punti con un chirurgico 1/1 da due e soprattutto un magnifico 4/5 da tre, sempre con i tempi giusti. A questo aggiunge 3 rimbalzi, 2 assist e ben 5 recuperi, forse il dato più significativo della sua serata. La crescita difensiva, spesso indicata come il suo tallone d’Achille, è stata evidentissima: letture corrette, mani rapide, attenzione costante. Non solo scorer, ma giocatore completo dentro il sistema.
Il 21 di valutazione, il più alto della Virtus, certifica una prestazione che va oltre l’efficienza offensiva. Alston Jr. ha giocato con coraggio, lucidità e una calma da veterano, scegliendo sempre il momento giusto per colpire. In una vittoria di squadra sontuosa, il suo è stato il volto della personalità, quella che serve per vincere in trasferta, in un’arena ostile, quando il rumore diventa pressione.
Belgrado, per una sera, ha fatto silenzio. E Derrick Alston Jr. è stato uno dei principali responsabili.
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Derrick Alston Jr, foto Ciamillo-Castoria