Finita la maratona della settimana, eccoci di nuovo a fare un borsino del secondo doppio turno della stagione di Eurolega.

CHI SALE: Fenerbahçe, Anadolu Efes, Barcellona, Real Madrid, Stella Rossa, Panathinaikos.

Fenerbahçe

Continua la marcia trionfale della parte gialloblu di Istambul; Itoudis si gode i successi in trasferta e l’aumento del vantaggio sulle inseguitrici. Il primo blitz arriva sul parquet di una diretta inseguitrice come il Monaco, grazie all’asse ex Barcellona formato da Calathes (15+7ass) ed un Hayes che riscopre la sua versione realizzatrice con 21 punti e 4/5 da 3. Versione che si conferma anche nella gara vinta ai danni dell’Olimpia, 22 stavolta le segnature e grande impatto nella rimonta.

Anadolu Efes

La campagna d’Italia del generale Ataman si conclude con un doppio successo. Al Forum è un secondo tempo perfetto a dare il là alla fuga, l’Olimpia si sgretola ed il risultato finale (51-80) è dimostrazione eloquente di quanto visto in campo. Più difficoltà, e qualche polemica, in quello che il ct turco può considerare una sorta di derby con la Virtus, visto il suo passato fortitudino. La perdita delle staffe da parte di Teodosic spiana la strada nel finale e vale finalmente il pareggio nel conto tra vittorie e sconfitte. Senza Larkin, ma con un Will Clyburn clamoroso.

Barcellona

Due vittorie per ripartire, prima quella contro il Partizan di Obradovic, arrivata soprattutto dalla difesa che soffoca le individualità di Punter e compagni. Le buone notizie per Jasikevicius, però, arrivano soprattutto dalla seconda tappa del doppio turno: il derby con il Baskonia vede finalmente un Barça non aggrappato al solo Laprovittola in attacco, le risposte arrivano da un Vesely in crescita, 18 punti per lui, e da un Cory Higgins finalmente ispirato, 17 punti con 5/7 dal campo e 4/6 dalla lunga distanza. Aggiungete frecce alla faretra blaugrana.

Real Madrid

Se qualcuno avesse ancora dubbi sulla bontà della firma di Dzanan Musa, può cominciare a dissolverli. L’ex Breogán domina contro il Valencia con 28 punti e 32 di valutazione, poi offre il suo contributo anche contro il Partizan, altra doppia cifra con 14 punti a referto nella gara in cui Llull offre una delle sue migliori versioni degli ultimi anni. Tavares conferma la graduale crescita mettendosi al servizio dei compagni, addirittura 6 assist nel blitz alla Fonteta, Deck è sempre più il leader carismatico della squadra, oltre che opzione sempre affidabile. La crisi è alle spalle.

Stella Rossa

E sono tre vittorie consecutive. Dusko Ivanovic è tornato e vince due partite antitetiche. La prima vede la Stella Rossa rincorrere l’Alba Berlino e forzare l’overtime grazie ad uno straordinario Vildoza (21 per l’argentino, sempre più leader) ed un Nedovic (17) sempre più protagonista; la seconda è una gara più difensiva: strappo nel primo quarto, poi resistenza strenua incarnata da Nikola Ivanovic che ruba palla a 15” dalla fine; l’ultima speranza di Brown (23) si spegne sul ferro. Nel trend rivoluzionato dal coach ex Baskonia e Barcellona c’è chi ne paga le conseguenze: Ben Bentil appare sempre meno protagonista, dopo un inizio da leader.

Panathinaikos

La vittoria in rimonta sulla Virtus ha segnato una svolta ed i biancoverdi hanno dato continuità spazzando via senza troppe complicazioni l’ASVEL. Due i protagonisti nella settimana della resurrezione degli uomini di Radonjic: in primis Derrick Williams, straordinario nella rimonta e nel supplementare contro la Virtus con i suoi 26 punti a referto, subito dopo Dwayne Bacon, 25 per lui nella gara contro i transalplini che è finita già all’ultima pausa, regalando ad Oaka 10’ per festeggiare. E la zona playoff è lì ad una sola vittoria di distanza…

 

STAZIONARIE: Olympiacos, Zalgiris Kaunas, Baskonia, Bayern, Monaco, Maccabi Tel Aviv.

Olympiacos

Settimana interlocutoria al Pireo; in casa del Maccabi gli uomini di Bartzokas si sciolgono nel quarto periodo nonostante la solita doppia doppia di Vezenkov (17+10r), la regia di Walkup (9 assist) e la vena realizzativa di Larentzakis (21 per lui). Decisive le amnesie difensive. Pronto riscatto al ritorno a casa: al solito Vezenkov da oltre 30 di valutazione (34) si aggiunge la doppia doppia di Sloukas (12+11 assist) e la prestazione solida di Papanikolau (19+9r). L’impressione è che manchi ancora qualcosina per recuperare la velocità di crociera.

Zalgiris Kaunas

Il -20 del Buesa Arena è stato un bagno di umiltà per i baltici, letteralmente spazzati via dal campo nel secondo tempo da un Baskonia in serata di grazia. A Valencia arriva il riscatto con l’ex Barcellona Rolands Smits sugli scudi. Il lettone mette a referto 19 punti ma, soprattutto, imperversa a rimbalzo offensivo. Decisiva la capacità di procurarsi più viaggi in lunetta da parte dei biancoverdi, coach Maksvytis può ritenersi soddisfatto.

Baskonia

Percorso inverso per gli uomini di Peñarroya rispetto allo Zalgiris. La vittoria convincente contro i lituani arriva anche con un quarto periodo in cui Howard e compagni fanno un sol boccone degli avversari; la sconfitta nel derby iberico con il Barça si concretizza proprio nel finale, quando i baskonisti cedono di schianto dopo una gara sempre in equilibrio. Contro il Barça è il divario nel peso sotto canestro a fare la differenza.

Bayern

Questione di centimetri: centimetri che danno, contro l’ASVEL, centimetri che tolgono, contro il Monaco. Nella prima gara del doppio turno è una gran difesa di Obst su Mathews a decantare il match insieme alla vena realizzativa di Rubit. Il tedesco è l’ultimo a mollare anche in casa del Monaco, quando sembrava finita a 34” dalla sirena. 6 punti in un batter d’occhio, con tanto di rubata a Loyd che aveva sbagliato apposta il secondo libero per prendere il suo stesso rimbalzo. Trinchieri può rammaricarsi per quei secondi di troppo persi nel finale, tuttavia il Bayern sta dando risposte. Poco a poco.

Monaco

Nonostante il blitz del Fener, i monegaschi restano nel gruppone delle inseguitrici, in piena zona playoff. Risultato un po’ bugiardo, quello con la capolista, se pensiamo che l’ultimo giro di boa vedeva gli uomini di Sasa Obradovic a rimorchio di 19 lunghezze. Il pubblico di casa spinge i propri beniamini fino al -1, prima che Hayes e Guduric chiudano la pratica a cronometro fermo. Vittoria di misura, e più rispondente a quanto visto nei 40’, anche con il Bayern. Eppure Mike James e compagni rischiano di buttare tutto alle ortiche negli ultimi 30” al cospetto di un Obst in missione. C’è da lavorare sull’attenzione.

Maccabi Tel Aviv

Una vittoria di prestigio con l’Olympiacos, una sconfitta di misura in casa della squadra del momento, la Stella Rossa di Dusko Ivanovic. Contro gli ellenici l’attacco funziona a meraviglia, Brown e Baldwin trovano il canestro con facilità, tutti segnano, anche un Darrun Hilliard che fatica a ritrovare continuità fisica. Totalmente opposto quanto offerto al Pioniir: Brown è quasi da solo a governare la nave, prova anche la tripla della vittoria sulla sirena, ma gli si chiede troppo, dopo una gara in cui ha sostanzialmente predicato nel deserto. Da rivedere.

 

CHI SCENDE: Valencia, Virtus Bologna, Olimpia Milano, ASVEL, Partizan, Alba Berlino.

Valencia

La Fonteta è stranamente indigesta per gli uomini di Mumbrù. Passi pure la sconfitta con il Real Madrid, squadra più attrezzata e presenza abituale delle Final 4, meno comprensibile è la sconfitta con lo Zalgiris. Doveva essere una settimana di rilancio per le ambizioni taronja, resta solo la certezza di Chris Jones e poco altro. L’assenza dello statunitense si sente tantissimo nella prima gara; al suo rientro, appena due giorni dopo, Jones è di nuovo il deus ex machina della squadra. Troppo poco per chi vuole arrivare ai playoff.

Virtus Bologna

Ok, con l’Efes se l’è giocata, bene. Male il perdere la testa, ragione o torto che si abbia. Male buttare 12 punti di vantaggio in casa del Panathinaikos ed essere costretto all’overtime. Il saldo finale non è dei migliori, era una settimana propizia per cercare di agganciare il treno playoff in maniera definitiva, invece toccherà riprovarci. Da capire ancora perchè Mannion non abbia visto il campo nella seconda gara del doppio turno dopo il buon impatto mostrato ad Oaka. Punto peggiore della settimana: gli alibi. Vero, non c’era Shengelia, ma questo non può essere il dito dietro il quale nascondersi, nè per il vantaggio buttato nella prima gara, nè per il confronto con l’Efes al quale, piccolo appunto, mancava un certo Larkin, uno qualunque…per dire.

Olimpia Milano

Qualcuno metta ordine. È incredibile constatare che alla decima giornata le Scarpette Rosse non abbiano vinto una singola partita in casa e siano di gran lunga il peggior attacco della competizione, unico a non scollinare i 70 punti a partita. L’immagine offerta contro l’Efes è stata un’onta per chi ha pagato il biglietto, contro il Fener c’è stato un accenno di reazione, ma è finito nel breve lasso di un quarto e mezzo, dopodichè è stato un monologo avversario. Le dichiarazioni di Messina, infine, non aiutano a tranquillizzare l’ambiente. Giusto considerare gli infortuni, ma anche che – ultimo Luwawu-Cabarrot – Ettore è stato accontentato in tutti i suoi desiderata e gode di un roster lungo e di livello.

ASVEL Villeurbanne

Concetto chiaro: annata storta. Se con il Bayern i transalpini se la giocano fino alla fine, al cospetto del Panathinaikos si sciolgono come neve al sole. È chiaro che non sarà questa la stagione in cui faranno il salto di qualità.

Partizan Belgrado

Tourneè spagnola conclusa con due L nei referti rosa per Zele Obradovic. Probabile che le due sconfitte fossero state messe in conto, tuttavia il coach avrà di che “arrossire” di fronte ai 105 punti incassati dal Real, quello è il tasto dolente. Le quotazioni scendono, vero, ma va detto che era una settimana difficile da affrontare per chiunque.

Alba Berlino

L’incantesimo è rotto, arrivano la sesta e la settima sconfitta consecutiva. Settimana storta anche per Procida; l’impressione, però, è che qualcosina si possa essere rotto.

 

L’MVP DI BM: Will Clyburn (Anadolu Efes)

L’ex CSKA brilla per la costanza di rendimento. 24 punti e 9 rimbalzi contro Milano, 21 e 7 rimbalzi contro la Virtus. In questo momento, insieme a Vezenkov, è il giocatore più determinante della competizione. Scusate se è poco.

IL QUINTETTO DI BM

Playmaker: Lorenzo Brown (Maccabi Tel Aviv), 16p, 5r, 6a vs Olympiacos; 23p, 6r, 7° vs Stella Rossa.

Guardia: Luca Vildoza (Stella Rossa), 21p vs Alba Berlino.

Ala Piccola: Will Clyburn (Anadolu Efes).

Ala Grande: Dzanan Musa (Real Madrid), 28p, 6r vs Valencia.

Centro: Jan Vesely (Barcellona), 18p vs Baskonia.

 

Elio De Falco