Settimana di acquisti prenatalizi, settimana di fretta e furia, tante le squadre che vogliono farsi un regalo (o un regalo in più…).

Stavolta, invece di parlare di salite e discese, andiamo a vedere quanti regali ci sono sotto i 18 alberi delle squadre di Eurolega e quanto potrà influire un pacchetto in più o in meno.

 

NATALE RICCO, MI CI FICCO

BASKONIA

Erano anni che i baschi non veleggiavano in posizioni così alte, sesti a pari merito con l’Olympiacos, quarto, ed il Real, quinto. La campagna del Bosforo del doppio turno si è saldata con un successo su tutta la linea che ha portato la formazione di Peñarroya a prendersi definitivamente lo scettro di rivelazione, lasciando indietro lo Zalgiris che ha un po’ faticato.

Non era scontato l’inserimento di Pierriá Henry: nonostante lo statunitense naturalizzato senegalese fosse una vecchia conoscenza del Buesa Arena, la sua anarchia poteva cozzare con la disciplina di Joan Peñarroya. Henry, dal suo canto, è arrivato in punta di piedi, complice l’infortunio di Howard, rivelatosi meno grave del previsto, e poco a poco si è integrato con Darius Thompson.

La sfida alla Virtus ha il sapore della Storia, di quel poster in cui l’allora Tau Vitoria stava dalla parte sbagliata, vedendo sparire tra le mani la possibilità di vincere l’Eurolega per la prima volta nella propria esistenza. Per i baschi ci sarebbe stata una seconda occasione nel 2005, ma anche lì il risultato fu sfortunato.

Prendersi una piccola rivincita, contro una Virtus che fa i conti con l’infermeria, potrebbe essere la ciliegina sulla torta di una spettacolare seconda parte di 2022.

 

FENERBAHÇE

Ok, il piatto del doppio turno piange, portando anche all’aggancio in vetta da parte di Barça e Monaco, tuttavia coach Itoudis può dimenticare in fretta sia la disfatta contro l’Olympiacos che il brutto passo falso con il Baskonia con il regalo Kostas Antetokounmpo da scartare in anticipo al cospetto del Partizan Belgrado.

La nota dolente sono state le assenze: al lungodegente Bjelica si sono aggiunti anche Motley e Wilbekin, rendendo quasi impossibile uscire indenni dal Pireo e difficile rimontare contro un Baskonia che è in un momento stellare.

Intanto la classifica dà sempre ragione ad Itoudis, lo scorso anno tutto andò per aria dopo i punti persi per l’esclusione delle russe, questa stagione è tutt’altra cosa.

E promette ancora spettacolo.

 

MONACO

Essere in vetta dopo 14 giornate, alla seconda stagione in Eurolega, probabilmente non era nemmeno nei sogni più ottimistici dei tifosi del Principato.

La sconfitta con il Barça è servita a capire che il percorso di crescita non è ancora concluso, tuttavia il cammino della vittoria è stato ripreso contro l’Alba Berlino, pur soffrendo più del dovuto.

Un Natale che potrebbe essere ancor più di felicità se dovesse arrivare il blitz contro l’Olimpia venerdì, cosa da non scartare, visto che le Scarpette Rosse non conoscono ancora il successo tra le mura amiche.

Copertina di diritto per Mike James, uno di quelli che avranno il dente avvelenato domani, ma il Monaco ha più di una soluzione credibile, da Loyd a Montiejunas, passando per Okobo e Blossomgame. Quanti regali per Sasa Obradovic!

 

BARCELLONA

Coronato l’inseguimento partito già alla prima giornata, il Barça prepara un Natale in linea con le ultime stagioni in cui, però, le delusioni sono sempre arrivate in primavera.

Il regalo più bello sotto l’albero è stato il ritorno di Nikola Mirotic, rientrato come se nulla fosse accaduto al suo tendine d’Achille e nuovamente leader di una squadra che, per lunghi tratti, si era aggrappata al genio di Laprovittola.

L’altra grande notizia per coach Jasikevicius è la tenuta della difesa blaugrana: 63 e 68 i punti subiti rispettivamente contro Monaco – a Montecarlo – e Panathinaikos, due le vittorie ottenute nel doppio turno, raggiunta la vetta. Ora il derby con Valencia: nelle sfide con le altre spagnole il Barça ha finora prevalso, mantenere la tradizione alla Fonteta contro una squadra in ripresa come quella di Mumbrù non sarà per nulla facile, anche se i taronja hanno mostrato qualche difficoltà più in casa che fuori.

Da capire se Higgins e Sanli riusciranno a stringere i denti.

STELLA ROSSA

Tra quelle che hanno superato le aspettative non può che esserci la squadra di Ivanovic.

Certo, il passo falso con l’Olimpia brucia, ma arriva dopo 6 successi consecutivi che hanno rilanciato le ambizioni biancorosse per una stagione che, adesso, appare molto diversa sia da quella scorsa – troppo presto privata di aspettative – che dal disastroso inizio che ha portato al cambio in panchina.

L’arrivo di Campazzo non dovrebbe cambiare gli equilibri, almeno finchè non sarà risolta la questione che ha portato l’Eurolega a vietare alla Stella Rossa nuovi tesseramenti, ma quasi sembra che non sia necessario l’argentino in una gioiosa macchina da guerra (citando Occhetto) che ha riportato al Pioniir un entusiasmo quasi dimenticato.

Piccolo appunto sul ruolo di Ben Bentil: con l’arrivo di Ivanovic l’ex Milano ha visto la propria importanza scemare, dopo essere stato l’ancora dei suoi nelle prime uscite. Su di lui Dusko dovrà lavorare certosinamente.

 

ZALGIRIS

La scommessa è stata quella di riunire quanto più talento locale possibile, al momento Kazys Maksvytis sta avendo ragione. Nonostante il calo dicembrino, nell’ultima uscita la Zalgirio Arena (prossima sede delle final 4) ha visto i propri beniamini battere il Real Madrid e riagganciarsi alla zona playoff, non certo pronosticata in precedenza.

Da Brazdeikis a Dimsa, passando per Birutis, il ct lituano ha messo insieme un roster in cui ogni partita c’è un protagonista diverso e gli elementi USA, su tutti Keenan Evans, sono organici al nucleo autoctono.

Ora la sfida al Bayern, squadra che ha ripreso un discreto ritmo dopo una partenza shock.

 

 

UN BUON NATALE

VIRTUS BOLOGNA

Sembrava che si andasse verso un albero spoglio di regali dopo un inizio quantomeno traumatico, invece la classifica colloca le Vu Nere ad una sola vittoria dall’agognata ottava posizione.

Sergio Scariolo può essere più che soddisfatto dalla reazione al -46 del Pireo: se l’Alba Berlino poteva essere un avversario abbordabile, meno sicurezze offriva la sfida al Maccabi contro quel Lorenzo Brown che lui ha portato ad Eurobasket.

Qui c’è tutta la bravura del vincente: è merito di Scariolo se la Virtus ha potuto saldare con un 2-0 il doppio turno. Negli ultimi minuti il tecnico ha messo a frutto l’esperienza avuta nell’allenare Brown durante il lungo ritiro della nazionale spagnola e gli europei, riuscendo a contenerlo in maniera perfetta e sfruttando la dipendenza che il Maccabi ha nei confronti del suo direttore d’orchestra.

L’assenza di Mickey, Ojeleye ed Hackett non ha pesato, tuttavia a Vitoria ci si gioca una gara che ha storia, ma che può riaprire il discorso playoff in maniera credibile. Ancora non si è in linea con l’obiettivo, complice la partenza ad handicap, ma passare le feste agganciati al treno playoff potrebbe cambiare tante carte in tavola.

 

OLYMPIACOS

Ok, la sconfitta contro l’ASVEL non è stata proprio il miglior viatico per affrontare l’ultimo turno dell’anno, tuttavia Bartzokas può tenerla in contro come un incidente di percorso.

Il cammino è stato segnato dal ritmo imposto da Sasha Vezenkov, al momento il migliore della stagione regolare, se ne facciamo una questione di medie.

Dal punto di vista del gruppo, al Pireo continuano a brillare lampi di Sloukas, con Walkup a rappresentare la continuità di rendimento, mai una prestazione fuori dal seminato.

Ora arriva la squadra del momento, quella Stella Rossa che ha inciampato contro l’Olimpia dopo 6 successi consecutivi ed ha aggiunto – ma non per l’Eurolega, salvo cambi in corsa riguardanti le sanzioni a cui il club è soggetto – un certo Facundo Campazzo.

Vincere per trovare il regalino che manca.

 

PANATHINAIKOS

L’arrivo di Bacon e qualche accorgimento della squadra hanno raddrizzato una stagione che, ad un certo punto, si era avviata verso un deprimente sviluppo terribilmente simile allo scorso anno.

Da una parte gli ateniesi hanno ripreso quota con l’effetto OAKA, capace di propiziare rimonte importanti, dall’altra continua ad esserci un po’ di mal di trasferta.

Se al Palau, al cospetto di una delle grandi favorite, la sconfitta era anche preventivabile, più bruciante è stata quella di Valencia, soprattutto dopo aver forzato un supplementare.

Il bilancio è buono, anche se potrebbe essere più negativo in caso di sconfitta contro l’Anadolu Efes, pur preventivabile, soprattutto con il ritorno di Shane Larkin. Pesa tanto il periodo che va dalla quarta all’ottava giornata, 4 sconfitte in 5 partite ed un gioco che ha latitato.

 

ANADOLU EFES

Da Larkin a Larkin: la stagione era cominciata con più di qualche difficoltà e con Ataman che da coach dell’Efes si lamentava per l’infortunio del playmaker con la nazionale turca di cui è commissario tecnico Ergin Ataman. Il meme di Spiderman nella vita reale.

Dopo un percorso fin troppo altalenante per il talento a disposizione, finalmente il coach ex Fortitudo potrà riabbracciare la propria stella che ha concluso la via crucis con qualche giorno di ritardo sulla tabella di marcia.

In questo discorso rientra anche Polonara, lasciato ai margini ed accostato alla Virtus, sul quale Ataman aveva riposto fiducia proprio in funzione del ritorno dello statunitense naturalizzato turco, in quando ne favorirebbe il gioco con ritmi più alti.

Il regalo più bello è Clyburn, calatosi perfettamente nella nuova realtà e costante nel rendimento alto che lo pone tra i primi 3 per valutazione, ma occhio anche ai lampi di giocatori come Beaubois.

Unico neo resta il doppio turno a secco tra la rivelazione Baskonia e quella vecchia volpe di Obradovic.

Ma c’è ottimismo.

 

REAL MADRID

Natale buono, tendente all’ottimo, ma macchiato dalla sconfitta della Zalgirio Arena che ha significato il mancato aggancio alla vetta dopo il blitz di Monaco di Baviera.

Chus Mateo, su cui si estende sempre più forte l’ombra di Trinchieri in vista della prossima stagione, si trova a fare i conti con vari dubbi: out Alocen e Randolph, entrambi con problemi al ginocchio, in dubbio ci sono un po’ tutti, da Rudy Fernández (polso) a Fabien Causeur (influenza), passando per la gamba di Hanga e soprattutto la coscia di Gabi Deck che tiene in apprensione l’ex vice di Pablo Laso.

Cliente scomodo l’ASVEL, già autore del colpaccio al Palau ed in crescita al ritmo del ritorno di Nando De Colo.

Vincere, per i blancos, sarà necessario per non far andare di traverso il cenone e la scelta di non pareggiare l’offerta della Stella Rossa per Campazzo…

 

VALENCIA

Buona parte della stagione, ed anche la prossima gara, disputata senza il proprio cervello, al secolo Sam Van Rossom.

Alex Mumbrú ha poche certezze nella vita, una di queste si chiama Chris Jones; senza di lui, le idee latitano tanto in Europa come nella competizione nazionale.

Il doppio turno si è saldato con una vittoria ed una sconfitta, in linea con l’andamento delle ultime 10 gare. È un ritmo buono per il momento, anche se per i playoff servirà un pizzico in più, specialmente in casa.

Il Barça, però, non è assolutamente un cliente facile ed i Taronja, nel recente passato, hanno raccolto più soddisfazioni al Palau che alla Fonteta.

 

NATALE COSÌ COSÌ

BAYERN

Altra squadra in ripresa, quella di Trinchieri, dopo un inizio per nulla facile. Dal rientro di Bonga, il colpo estivo per i bavaresi, il gruppo sembra essersi compattato anche per sopperire alla mancanza di perni come Lucic e Sisko.

La vittoria su Valencia è stata un toccasana, anche se la squadra continua a palesare un tasso tecnico inferiore a quanto presupposto in estate.

Alla Zalgirio Arena sarà durissima uscire indenni, specialmente contro una squadra che pare aver ritrovato compattezza con la vittoria sul Real Madrid e punta a rientrare tra le prime 8, ancor di più se Rubit (coscia) non ce la dovesse fare.

 

ASVEL

Segnali di crescita, anche importanti, ma al momento l’impressione è che il salto di qualità preventivato in estate non sia avvenuto. Impietoso il confronto con il Monaco, stanziato nel gruppo di testa; il punto è che non bastano due blitz, per quanto importanti contro Barça ed Olympiacos, a nobilitare una stagione che sta andando al di sotto delle aspettative, non bastano 3 vittorie consecutive a compensare il pessimo avvio di stagione.

I miglioramenti seguono quelli della tenuta fisica di Nando De Colo, una garanzia, ma anche un campanello d’allarme: l’ex Fenerbahçe arriva a fare da chioccia, non per far dipendere tutto da lui, pur rivestendo un ruolo importante.

Per fare un buon Natale servirebbe un’altra impresa al WiZink Center di Madrid senza Lauvergne, altrimenti toccherà aspettare altre feste.

 

MACCABI TEL AVIV

Partenza a razzo, poi l’inevitabile calo.

Per gli uomini di Oded Kattash i numeri parlano chiaro, solo una vittoria lontano dalle mura di casa, nella prima gara dello scorso doppio turno, ai danni di un’Olimpia in crisi. Già con la Virtus il discorso è stato molto diverso.

Sarà un Natale così così perchè, da una parte, gli infortuni di Baldwin e Poythress pesano sulle rotazioni e, dall’altra, Scariolo ha mostrato all’Eurolega una via efficace per limitare la fonte del gioco degli israeliani ingabbiando Lorenzo Brown.

E non c’è dubbio che anche l’Alba Berlino avrà studiato gli ultimi minuti della Segafredo Arena.

Dovesse arrivare una sconfitta, sotto l’albero sparirebbe il pacchetto zona playoff. Non una bella notizia, soprattutto dopo una prima parte di stagione a due facce e non proprio serena, come testimonia il caso Hilliard, messo fuori rosa e poi reintegrato per motivi disciplinari.

 

PARTIZAN BELGRADO

L’immagine resterà quella di Obradovic che costringe i suoi in sala video dopo la sconfitta nel derby con la Stella Rossa.

Parliamoci chiaro: tra manico e giocatori del roster le attese erano ben diverse per la formazione belgradese, eppure il bilancio la pone come la peggiore delle tre promosse dall’Eurocup.

La vittoria sull’Efes è stata una piccola boccata d’ossigeno, ma da un roster che annovera i vari Punter, Leday (se Zele non ne ha fatto macinato) o Exum, con un talento cristallino emergente come Tristan Vukcevic a racimolare scampoli di partita, ci si aspettava sicuramente di più.

E adesso arriva la sfida sulla parte asiatica di Istambul, in casa di un Fener che non sa se recupererà Motley e Wilbekin ed attende di sapere se potrà far esordire Kostas Antetokoumpo.

POVERO NATALE

OLIMPIA MILANO

Un disastro. 9 sconfitte consecutive in cui Ettore Messina ha alternato arringhe contro questo o quel fattore ad arrampicature sugli specchi, dove ha paventato le dimissioni sottraendosi a domande più spinose con uno show non richiesto.

Vero, a Belgrado è arrivata una vittoria che chiude l’emorragia, almeno per il momento, ma i punti di sutura sono apparsi comunque poco solidi contro Trento.

Ed in casa il bilancio dice 0 (ZERO) vittorie.

Il peccato capitale del mercato delle Scarpette Rosse, sempre aperto, è stato quello di non inserire a roster un’alternativa credibile a Shields, poco importa che con lui e Pangos in campo l’Olimpia abbia vinto quattro partite su cinque, sono statistiche fini a sé stesse ed a cui non puoi aggrapparti con uno dei budget più alti della competizione.

Gli infortuni fanno parte del gioco, non si possono cancellare, è la maniera in cui si affrontano a fare la differenza.

Oltre ai succitati, contro il Monaco mancherà ancora Datome, anche se l’impressione è che manchi la squadra, al momento.

Ritrovarsi è d’obbligo, non tanto per i playoff, comunque raggiungibili, quanto per l’amor proprio di quella che dovrebbe essere la nave ammiraglia del basket italiano.

 

ALBA BERLINO

Come sa essere crudele lo sport: dopo 3 giornate i gialloblu erano la grande sensazione della competizione, belli da vedere, altissimi nei ritmi, spettacolari nell’interpretazione della loro pallacanestro. È bastato uno stuzzicadenti negli ingranaggi a far crollare il castello di carte sotto 11 sconfitte consecutive.

Alla Mercedes Benz Arriva un Maccabi privo di Poythress e Baldwin, può essere l’occasione giusta di accendere una lucina sull’albero. Di regali meglio non parlarne.

 

 

L’MVP DI BM: BOJAN DUBLJEVIC (VALENCIA BASKET)

Il pivot montenegrino si prende la scena nella vittoria sul Panathinaikos con 23 punti ed 8 rimbalzi, 32 di valutazione per lui. Anche nella sconfitta di Monaco di Baviera si fa preferire a tutti confezionando un 28 di valutazione pari ai punti segnati.

Non a caso è il miglior realizzatore della storia di Valencia, non a caso è un fattore anche in Eurolega. Leggenda.

 

IL QUINTETTO DI BM

Playmaker: Nando De Colo (ASVEL), 32 pt vs Partizan Belgrado
Guardia: Keenan Evans (Zalgiris), 20 pt e 25 val vs Real Madrid
Ala Piccola: Roman Sorkin (Maccabi), 14 pt e 6rb vs Milano
Ala Grande: Nikola Mirotic (Barcellona), 15pt e 9rb vs Monaco
Pivot: Bojan Dubljevic (Valencia)

 

LA TOP 5 DI BM

Nando De Colo (ASVEL)
Luca Vildoza (Stella Rossa), 27pt vs Zalgiris
Keenan Evans (Zalgiris)
Bojan Dubljevic (Valencia)
Sasha Vezenkov (Olympiacos), 21pt e 27 val vs Fenerbahçe

 

Elio De Falco