Al PalaRadi va in scena una sfida che pesa, e non poco, sugli equilibri della parte alta della classifica. Vanoli Cremona e Virtus Olidata Bologna si affrontano in un incrocio che racconta ambizioni diverse ma convergenti: continuità e consolidamento per i lombardi, riscatto e leadership per le V Nere.
Per la Virtus è una tappa chiave. Serve una risposta immediata dopo una settimana europea complicata, segnata da due sconfitte in EuroLeague, e soprattutto dopo la caduta interna della gara d’andata contro la squadra di coach Brotto, una ferita ancora aperta. Vincere a Cremona significa difendere la testa della classifica LBA e rimettere ordine mentale prima del nuovo tour de force stagionale.
Dall’altra parte, Cremona arriva con uno slancio diverso. Le ultime buone uscite hanno restituito fiducia e consapevolezza a un gruppo che guarda con decisione alla zona playoff. Consolidarsi tra le prime otto passa anche da serate come questa, contro un avversario di massimo livello, davanti al proprio pubblico.
Dentro una partita che promette intensità e ritmo, spicca un duello affascinante per struttura e interpretazione del ruolo: Osumane Ndiaye contro Derrick Alston Jr. Due ali grandi atipiche, alte e snelle, quasi speculari per conformazione fisica e per modo di stare in campo. Giocatori che rompono gli schemi tradizionali del ruolo, capaci di aprire il campo, di attaccare fronte a canestro e di giocare con naturalezza anche da ala piccola.
Ndiaye è uno dei pilastri della Vanoli. In LBA viaggia a 10.9 punti di media in 27.7 minuti, con un eccellente 53.8% da due e una produzione perimetrale che, pur non essendo continua (30.8% da tre), obbliga sempre le difese a rispettarlo. La sua importanza emerge anche nella presenza a rimbalzo (7.3 totali di media) e nella capacità di incidere su entrambi i lati del campo, come testimonia una valutazione media di 12.8. È un’ala che sa giocare lontano dalla palla ma anche attaccare i close-out, fondamentale nel sistema fluido di coach Brotto.
Sul fronte Virtus, Derrick Alston Jr rappresenta una delle armi più moderne e funzionali del roster bianconero. I numeri parlano chiaro: 11.8 punti in 22.1 minuti, con percentuali di altissimo livello (59.6% da due, 42.6% da tre, 80.6% ai liberi). La sua efficienza è certificata da un OER di 1.084, dato che racconta quanto spesso le azioni passino da lui producendo vantaggi reali. Alston Jr è un giocatore che punisce gli aiuti, allarga il campo e permette alla Virtus di giocare quintetti estremamente versatili, abbassando o alzando i quintetti senza perdere equilibrio.
Il confronto tra Ndiaye e Alston Jr non sarà solo estetico o statistico. Sarà uno dei termometri della partita: chi riuscirà a imporre il proprio ritmo, chi costringerà l’avversario a scelte difensive scomode, chi saprà trasformare il tiro da tre in un’arma strutturale e non episodica.
Per la Virtus, passare anche da qui significa ritrovare certezze e continuità, dimostrando che la leadership in campionato non è casuale. Per Cremona, è l’occasione per misurarsi con l’élite e dare sostanza alle ambizioni playoff.
Palla a due alle 20:30. Al PalaRadi, il duello tra ali “fuori formato” è pronto a diventare uno dei temi chiave della serata.

Eugenio Petrillo 

Immagine Ciamillo-Castoria