L’NBA Christmas Day è, con ogni probabilità, l’appuntamento più affascinante della Regular Season. Cinque partite di altissimo livello da gustarsi tra un’abbuffata e un’altra, con la possibilità di ammirare i giocatori migliori del pianeta in un’occasione così speciale. Il Natale di quest’anno, almeno a livello cestistico, difficilmente ce lo dimenticheremo, soprattutto per la prestazione di Nikola Jokic: 56 punti, 16 rimbalzi e 15 assist nella vittoria in overtime con i Timberwolves, primo nella storia del Christmas Day con queste cifre. Anche i tifosi Knicks hanno potuto esultare dopo una rimonta eccezionale sui Cavs, mentre Lakers e Mavericks non hanno trovato il regalo sperato a causa dei Rockets e dei Warriors. Infine, il match più importante a livello di classifica: gli Spurs battono ancora i Thunder mandando un messaggio a tutta la lega.
New York Knicks 126-124 Cleveland Cavaliers
Il Christmas Day parte con il solito appuntamento al Madison Square Garden, con i Knicks che ospitano dei Cavs in grande crisi. La franchigia dell’Ohio, però, non è arrivata nella Grande Mela per fare dei regali e conduce per tre quarti abbondanti grazie ad un super Donovan Mitchell (34 punti). I padroni di casa si trovano sul -16 a 10 minuti dalla fine, ma non si arrendono e avviano una rimonta incredibile. Prima le triple di Tyler Kolek (11 punti nel quarto periodo), poi le prodezze di Jalen Brunson (34 alla sirena finale) ridanno vita ai padroni di casa, con Cleveland completamente nel pallone. La chiave del parziale, però, sono i rimbalzi offensivi: Mitchell Robinson fa il vuoto sotto il tabellone avversario, poi esce e lascia il proscenio a Karl-Anthony Towns, che segna il tap-in decisivo. Vittoria sudatissima per i Knicks, sconfitta pesantissima per i Cavaliers.
Oklahoma City Thunder 102-117 San Antonio Spurs
I San Antonio Spurs sono la vera bestia nera dei Thunder. Terza sconfitta consecutiva contro i texani, in questo caso al Paycom Center che, per la prima volta in stagione, viene espugnato. I ragazzi di coach Johnson resistono alla sfuriata iniziale degli avversari, poi scappano nei quarti centrali grazie a De’Aaron Fox (29 punti) e ai 38 della coppia Castle-Wembanyama. La strategia difensiva degli ospiti paga: grande attenzione su Shai (22 punti), a costo di lasciare tiri da tre punti senza pressione agli altri. Risultato? 11/44 dall’arco per OKC e attacco che ristagna per diversi minuti. Dall’altra parte, invece, Oklahoma City non riesce a contenere il talento dei giovani Spurs, che controllano il match come la più veterana delle squadre. Messaggio chiaro all’NBA: Wemby e compagni fanno sul serio, tutta la lega è avvisata. I Thunder si leccano le ferite: tre sconfitte (sulle 5 totali) contro lo stesso avversario devono far riflettere coach Daigneault e il suo staff.
Golden State Warriors 126-116 Dallas Mavericks
I Golden State Warriors partono alla grande e dominano il primo tempo, volando anche sul +15. I Mavericks, nel frattempo, perdono ancora Anthony Davis per infortunio: calvario infinito per l’ex Lakers. Tutto il peso della partita finisce su Cooper Flagg che, alla prima gara di Natale della sua carriera, risponde presente con 27 punti. La rimonta di Dallas viene sospinta da uno sorprendente Brandon Williams da 26, ma Golden State non ci sta e piazza l’allungo decisivo nell’ultimo periodo. Nonostante delle percentuali pessime dall’arco (14/50), i padroni di casa riescono a portare a casa il match con uno Stephen Curry molto impreciso, ma che comunque colleziona 23 punti. La squadra di coach Kerr continua a non convincere fino in fondo, mentre quella di Kidd è falcidiata dagli infortuni: in questo modo, è impossibile dare continuità.
Los Angeles Lakers 96-119 Houston Rockets
Periodo molto buio per i Lakers: Houston passa con facilità alla Crypto.com Arena, dominando per gran parte del match. I gialloviola recuperano Luka Doncic per il Christmas Day e lo sloveno non delude: 25 punti e top scorer della squadra. Austin Reaves, invece, abbandona il parquet per un problema alla caviglia nel primo tempo, quindi tocca a LeBron James (20esima apparizione a Natale, nessuno come lui) fare il secondo violino offensivo. Il Re si ferma a 18 punti, dimostrando che il tempo passa anche per gli alieni come lui. I Rockets difendono forte e soffocano l’attacco avversario, mentre dall’altra parte mettono nel pick and roll Doncic e Ayton, disintegrando la retroguardia losangelina. 26 punti per Amen Thompson, 25 per Kevin Durant, 6 uomini in doppia cifra e gara portata a casa: buone notizie per Udoka dopo un periodo di flessione. Coach Redick, invece, comincia a preoccuparsi: i Lakers, attualmente, non sono assolutamente competitivi.
Denver Nuggets 142-138 Minnesota Timberolves (dopo OT)
Il dessert del Christmas Day è davvero uno dei più squisiti: il match tra Denver Nuggets e Minnesota Timberwolves passerà alla storia. Partita stupenda, con i padroni di casa che provano a scappare nel terzo periodo e la risposta degli ospiti con una rimonta spaziale, suggellata da una tripla di Anthony Edwards senza senso a un secondo dalla fine. ‘Ant-Man’ si infiamma totalmente anche nell’overtime, segnando 11 punti (44 totali per lui) e portando i suoi sul +9 a tre minuti dalla sirena. Nikola Jokic, però, non è d’accordo: 18 punti nel supplementare (maggior numero di punti nella storia NBA) e tripla doppia da 56 punti, 16 rimbalzi e 15 assist. Un marziano trapiantato sul parquet: è superfluo specificare che queste cifre non siano mai state registrate prima in un Christmas Day. Nei playoff della Western Conference ci divertiremo tantissimo: Shai, Jokic, Wemby, Edwards, Durant e Doncic saranno solo alcuni dei protagonisti. Le partite di Natale sono state solo un assaggio, ma se il buongiorno si vede dal mattino…