Brindisi per la certezza dei playoff, Trieste per la salvezza: obiettivi molto differenti per le due contendenti del PalaPentassuglia, e rapporti di forza sulla carta altrettanto differenti. I padroni di casa partono con le marce decisamente alte, puntando sulla transizione primaria come opzione preferita, e solo in un secondo momento cercano il tiro da fuori dopo una veloce circolazione perimetrale.
Ad un iniziale parziale a favore dei pugliesi Trieste risponde con un controbreak che riporta la situazione in equilibrio, favorito dall’ottima vena di Bartley e Lever. Poco prima della metà del secondo quarto, tuttavia, la friabilità della difesa giuliana fa sì che Brindisi possa tornare ad alzare la voce, raggiungendo il +11 con giro dorsale di Baheye che segue la tripla mandata a bersaglio da Andrea Mezzanotte.
Si va dunque al riposo sul 51-40, in una giornata in cui la media dei punteggi sembra essere trasversalmente abbastanza elevata su tutti i campi della LBA. Alla ripresa, il dinamismo di Reed, la precisione al tiro di Lamb e la fisicità di Perkins rappresentano per Trieste un rompicapo non indifferente, mentre ad un certo punto Terry sembra essere l’unico biancorosso in partita, pur molto impreciso.
La prolungata abulia dei giuliani in attacco ancora una volta avvantaggia i padroni di casa, che toccano anche il +17, diventato in poco tempo +23 con due triple di fila di Mezzanotte a sette minuti dalla sirena. Verosimilmente la partita si chiude in questo momento, anche in virtù della carestia offensiva di Trieste: finisce 90-72 per Brindisi.
Le contemporanee vittorie di Napoli, Scafati e Reggio Emilia sanciscono la retrocessione dei giuliani, che tornano in A2 dopo cinque anni.
QUI le statistiche del match
TOP E FLOP HAPPY CASA BRINDISI-TRIESTE
REED TOP: 7,5. Chirurgico al tiro, c’è il suo zampino in ogni allungo decisivo della Happy Casa.
BOWMAN FLOP: 6-. In ombra, si vede poco e lascia il palcoscenico ai compagni. Nel complesso comunque non davvero negativo.
TOP E FLOP PALLACANESTRO TRIESTE
BARTLEY TOP: 7. Canta e porta la croce, segna e si impegna come può anche in difesa. Soffre solo verso la metà della partita, ma poi riprende a macinare con i consueti ritmi.
TERRY FLOP 5: Per tutta la partita ci ha messo il fisico, ma quando serviva fare canestro e lui sembrava l’unico in palla ha collezionato solo ferri.
Nell’immagine Marcquise Reed, foto Ciamillo-Castoria
di Luigi Ercolani