La Virtus Bologna c’è! È alle LBA Finals per il quinto anno consecutivo. Ma questa volta non contro l’Olimpia Milano, ma contro “l’esordiente” Germani Brescia.
L’Armani è stata liquidata in semifinale con un grande colpo di coda. Dopo aver perso il fattore campo in gara2, le V Nere si prendono entrambi gli scalpi all’Unipol Forum di Assago. Risultato tanto incredibile quanto inaspettato. Ma la Virtus Bologna ha superato ogni più rosea aspettativa e il pronostico anche del tifoso più ottimista.
Ed ecco allora le LBA Finals. Questa sera alle 20:30 (con diretta su DAZN, DMAX, NOVE ed Eurosport 2) la Virtus Bologna alla Segafredo Arena proverà a prendere il primo dei tre referti rosa che la separano dal diciassettesimo scudetto.
Ma in che condizioni ci arriva la Virtus? Sicuramente Dusko Ivanovic dovrà fare a meno di Achille Polonara, ai box – come comunicato ufficialmente – a causa della mononucleosi. E poi c’è il grande dubbio Will Clyburn. È proprio questo uno degli argomenti che sta tenendo più banco sotto le due Torri. La Virtus Bologna ha ottenuto i due incredibili successi senza l’ala americana e da qui subito il nesso vittoria-assenza Clyburn.
La palla probabilmente al Forum si è fermata meno per isolamenti tipici dell’ex Anadolu Efes, ma l’analisi che va fatta è più ampia. E l’impronta è tutta di Dusko Ivanovic che ha saputo trovare un’identità che forse non si era mai vista prima in stagione. L’utilizzo di Brandon Taylor, da questo punto di vista, è stato determinante. Il folletto in cabina di regia ha saputo coinvolgere tutti i suoi compagni, in particolare i lunghi bianconeri.
Poi, contestualmente a questo, la crescita di tutti gli elementi del roster. Tornike Shengelia e Daniel Hackett sono stati l’emblema della Virtus. I due senatori, leader in campo e soprattutto fuori, hanno trascinato tutti i compagni oltre i propri limiti. Abbiamo rivisto ottime cose da Isaia Cordinier e Marco Belinelli. Per non parlare degli azzurri Nicola Akele, Momo Diouf e Alessandro Pajola che nonostante le difficoltà con una tripla e un paio di difese da manuale ha messo una serie ipoteca su gara4 con Milano.
La Virtus Bologna è apparsa una squadra in missione, guidata dal suo sergente di ferro – smussato nei suoi lati più duri e in perfetta sintonia con i suoi giocatori – e riconosciuta, finalmente, dal suo popolo.
La Segafredo Arena infatti questa sera ribollirà di tifo e supporter tanto che nella giornata di ieri il club ha annunciato il soldout.
Ci aspettiamo una Virtus Bologna che – al di la dei giocatori effettivi che ci saranno – prenderà il ritmo del gioco. Sarà fondamentale controllarlo proprio perché la squadra di Peppe Poeta ama andare in velocità. Potrebbe fare scuola l’ultimo incontro tra le due squadre che venne deciso – in favore della Virtus – nel momento in cui i bianconeri hanno alzato l’intensità difensiva costringendo Brescia ad una serie di palle parse.
Proprio da questa la Virtus dovrà provare a ripartire, sapendo che Brescia ha diversi interpreti che possono fare male.
Poi chiaramente la brillantezza offensiva farà la sua parte. Dopo la sterilità di gara1 e gara2 con Milano, ci si aspetta una produzione simile a quella vista al Forum.
Tra la Virtus Bologna ed il tricolore c’è di mezzo Brescia. Sulla carta le V Nere hanno tutti i favori del pronostico e forse è giusto che se li prenda tutti. Ma guai a sottovalutare la Germani che già in quel di Torino nel 2023 fece uno sgambetto importante ai felsinei. In una serie però tutto è diverso.
La Segafredo dovrà cominciare subito con il piede giusto per ritrovare quel vantaggio nella serie finale che manca dal lontano 2021, anno in cui arrivò lo scudetto.
Quest’anno come allora la Virtus è in missione e con lei tutto il suo popolo. 

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Daniel Hackett, foto Ciamillo-Castoria